L’incontro occasionale col prof. Renato Nonnato, lungo Riviera Matteotti di Adria, assume un immediato sapore di frizzante cordialità, che richiede un brindisi: “Al nostro Polesine” ci dice alzando il calice nel vicino locale di Ponte Castello. “E a dispetto di quei maledetti che ancora si ostinano a non credere alle potenzialità turistiche della nostra terra!” aggiunge con fare colorito.
Il discorso prosegue mentre prendiamo Corso Vittorio Emanuele, arricchito di puntualizzazioni spesso accalorate: “Possibile che non si sia capaci di imparare un po’ dai ferraresi. Noi abbiamo un delta meraviglioso e loro fanno il pieno di turisti. È tempo di decidersi a valorizzare il nostro ambiente, la navigabilità fluviale; bisogna potenziare la ricettività mediante camping e strutture agrituristiche…”. Osservazioni che non si possono che condividere, che Nonnato esprime con quella spontaneità che subito si fa comunicativa e trascinatrice di nuove idee. Ricorda l’avvio del progetto Albarella che sembrava una chimera, divenuta valida realtà grazie alla lungimiranza dei promotori. E sottolinea come questo insediamento turistico abbia costituito le premesse per la nascita dello stesso Istituto Alberghiero di Adria, una delle scuole della provincia più legate ad un’ipotesi di sviluppo del Polesine, che ha creato professionalità apprezzate presso la grande e la piccola ristorazione.
All’Istituto Alberghiero, dove frattanto giungiamo, Nonnato mette da parte l’atteggiamento polemico per assumere quello cordiale del padrone di casa, pronto ad illustrare le caratteristiche di una scuola veramente unica. “Una scuola officina” dove realmente si impara facendo, dove gli allievi, oltre ad apprendere i segreti dello chef, si prodigano direttamente, guidati dai loro specifici insegnanti, a preparare i pranzi per la mensa interna. C’è poi la parte didattica, dove si sperimentano ricette tipiche o innovative, dove si acquisiscono le basi per divenire veri maestri della cucina.
Proveniente dalla grande ristorazione, Nonnato ha vissuto in prima persona tutta la storia della realizzazione dell’Istituto e del relativo progetto educativo, riuscendo sempre a stabilire un rapporto di grande simpatia e comunicativa con i ragazzi che, più che a un docente, sembrano guardare in lui come ad un punto di riferimento per trovare una soluzione ad ogni problema. E qui, nei locali dell’Istituto Alberghiero, Nonnato si attiva per offrirci un “Cin cin d’incontro”. Una specialità che non possiamo non lodare E subito nasce l’idea di una collaborazione tra il prof. Nonnato, e quindi lo stesso Istituto Alberghiero, e Ventaglio Novanta. Dal prossimo numero della rivista i nostri lettori troveranno dunque un nuovo tipo di intervento su queste pagine a firma di Renato Nonnato, che nel mondo dell’informazione gode già di un crescente numero di seguaci con la rubrica radiofonica “Itinerari Turistico Gastronomici del Polesine”, trasmessa da Radio Adria.
Per questo numero del Ventaglio possiamo frattanto invitare i nostri lettori ad unirsi idealmente nel brindisi “Cin cin d’incontro” di cui Nonnato ci fornisce la ricetta per dieci persone:
Un litro di clinto selvatico, quattro cucchiai di zucchero, un bicchiere di maraschino, uno di sciroppo di lampone; mettere in una ball con due dita di ghiaccio cristallino a quadrucci, amalgamare e servire in coppe da spumante, precedentemente guarnite con ruote d’arancia, foglie di menta o erba luisa e… cin cin.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Cin cin d’incontro”. Ventaglio Novanta, n. 10, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/cin-cin-dincontro/