Ha riscosso lusinghieri consensi il programma delle manifestazioni culturali svoltesi nell’arco di dieci domeniche da giugno a novembre nella sede dell’Archivio di Stato di Rovigo e inserite nel progetto nazionale "DomenicArchivio Anno Giubilare". Nell’animo degli organizzatori vi era soprattutto l’obiettivo di consentire ad un più vasto pubblico, non necessariamente di "addetti ai lavori", di conoscere il grande patrimonio documentario conservato nei depositi dell’Archivio di Stato: ben 6000 ml. di documenti che costituiscono gran parte della memoria storica del Polesine, a iniziare dal 1286 con il preziosissimo "Statuto e Matricola dei notai di Rovigo".
A fianco alle visite guidate, svoltesi per tutta la durata del progetto con la sola interruzione di luglio-agosto, e che hanno costituito per molti un’occasione unica per vedere e toccare con mano pergamene, protocolli notarili, mappe catastali, sono state presentate tesi di laurea e pubblicazioni a carattere storico basate sulla ricerca d’archivio.
L’inaugurazione della manifestazione si è tenuta domenica 11 giugno nella splendida cornice del teatro dell’antico seminario vescovile, oggi sede dell’Archivio di Stato. Dinnanzi ad un attento pubblico il vicedirettore dell’Archivio di Stato, Luigi Contegiacomo, ha presentato l’iniziativa ponendo l’accento sull’esigenza, sentita soprattutto negli Istituti "minori", di far conoscere ad un pubblico più vasto il grande patrimonio archivistico che vi si conserva, anche, come si è proposto a Rovigo, facendo ascoltare dalla viva voce di storici e ricercatori le esperienze fatte sul campo, così da riviverne assieme le emozioni e le scoperte.
Dopo la breve prolusione inaugurale si è rapidamente passati alla presentazione della tesi di laurea di Emanuele Grigolato, funzionario dell’Archivio di Stato, su Giorgio Castelli e la sua biblioteca. Il relatore, Silvio Bernardinello, docente di storia della biblioteconomia nell’Ateneo patavino, ha posto l’accento sull’ottimo lavoro di ricostruzione della biblioteca del noto per quanto dimenticato giurista rodigino, frutto di una vasta indagine del laureando nei repertori cinquecenteschi. Breve ma quanto mai coinvolgente l’intervento della correlatrice, Stefania Malavasi, docente di storia moderna nel medesimo Ateneo e assidua frequentatrice dell’Archivio di Stato, che ha messo in rilievo la collocazione storica del Castelli, appartenente ad una casata famosa più per la lunghissima e sanguinosa faida che la contrappose ai Lupati-Magati che non per il prestigio di alcuni suoi membri. Appassionata quanto disinvolta è stata la relazione del Grigolato, che non si è limitato a dare un saggio dei titoli più significativi presenti nella biblioteca del Castelli, interessante spia di quale fosse la biblioteca-tipo di un giurista del tempo, ma ne ha addirittura mostrato una ricostruzione virtuale al computer.
Altrettanto interessante, è stata la presentazione domenica 25 giugno della tesi di laurea di Ornella Pittarello su Gli ospedali a Rovigo durante l’episcopato di Giulio Canani. Ancora Stefania Malavasi, relatrice della tesi, ha introdotto l’argomento ponendo in risalto il grande e approfondito lavoro di ricerca della Pittarello sui testamenti rodigini della seconda metà del ’500, che ha permesso di porre nella giusta relazione l’operato di quello che probabilmente è stato il più grande vescovo adriese con lo sviluppo degli ospedali rodigini. E proprio sull’operato del Canani si è incentrata l’attenzione dell’autrice, che gli attribuisce il merito della trasformazione in senso sanitario dell’ospedale di S.Maria della Misericordia, al pari delle altre strutture del tempo sino ad allora più un ospizio per poveri e viandanti che un luogo di cura.
Domenica 9 luglio l’iniziativa è proseguita con la inaugurazione, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Canaro, della mostra "In viaggio per …lèstero, la Merica, il Brasil", organizzata nello scorso anno scolastico dalla locale Scuola Media con la documentazione dell’archivio storico di quel Comune e che per la prima volta è approdata a Rovigo, dopo esser stata ospitata anche a Fiesso Umbertiano. Si tratta di un’interessante e ben articolata rassegna documentaria sulla grande emigrazione di fine ’800, un fenomeno dalle proporzioni bibliche che è stato affrontato con entusiasmo e competenza degni di veri ricercatori dai giovani studenti di Canaro, a comprova di come ci si possa avviare alla ricerca storica anche a tale età, come ha sottolineato Contegiacomo, purchè sotto la guida attenta e competente di docenti che, come Rita Pizzo, vera anima dell’iniziativa, meritano a pieno titolo la definizione di "educatori".
Domenica 16 luglio è stata la volta di un’altra tesi di laurea, questa volta discussa presso l’Università di Ferrara, di Maria Luisa Ganzerla, dal titolo Il convento e la chiesa di Sant’Antonio Abate di Rovigo. E' toccato a Luigi Contegiacomo, questa volta anche in qualità di correlatore, introdurre l’argomento, illustrando il grande lavoro di ricerca svolto dall’autrice, ma anche le difficoltà cui si è trovata di fronte e che ha saputo con tenacia affrontare, giungendo in sintesi a riscrivere la storia di questo complesso religioso tanto caro alla tradizione rodigina. A conferma di tali conclusioni la bella relazione della stessa Ganzerla che ha saputo con disinvoltura e passione illustrare i passaggi salienti della ricerca, offrendo così dell’antica struttura conventuale una sintetica e precisa ricostruzione storica.
Dopo la pausa estiva le manifestazioni domenicali sono riprese il 17 settembre con la presentazione della tesi di laurea di Sergio Manzon su Il movimento cattolico nel Polesine dal patto Gentiloni al ’48. Dopo una sintetica introduzione all’argomento ed in particolare al periodo storico in questione da parte del vicedirettore dell’Archivio di Stato, l’autore ha illustrato il contenuto del lavoro, evidenziandone i risultati più significativi: la documentata delegittimazione dell’attribuzione impropria quanto comune dell’appellativo di provincia "rossa" alla nostra realtà, in realtà generalmente ben equilibrata tra le diverse componenti politiche, e la conferma dell’identificazione del ’31 quale anno di svolta nell’atteggiamento del movimento cattolico nei confronti del fascismo.
Il 24 settembre, dinnanzi ad un pubblico attento e motivato, Mario Quaranta, ben noto agli studiosi polesani, ha presentato gli atti del XXII convegno di studi della Associazione Minelliana dedicato a I moti del 1848-1849 nel Polesine e nell’area padano-veneta. Con la consueta competenza e sagacia il relatore ne ha saputo illustrare i contenuti più significativi e storicamente più innovativi nei confronti della storiografia tradizionale, apportati tanto da studiosi di fama nazionale ed internazionale, quanto da studiosi locali.
L’8 ottobre ben tre relatori, tra i nomi più prestigiosi dell’Ateneo patavino, Paolo Preto, Filiberto Agostini e Giovanni Silvano, hanno presentato da par loro gli atti di tre convegni storici, sicuramente tra i più importanti tenutisi nel Veneto negli ultimi tre anni: Il Veneto austriaco, Dal riformismo veneziano all’età napoleonica e Veneto, Istria, Dalmazia tra ’700 e ’800, il primo edito dalla Signum di Padova, gli altri due dalla Marsilio di Venezia. Un’occasione importante per conoscere lo stato degli studi su un periodo storico tra i più convulsi e traumatici per la società veneta.
Il 22 ottobre Claudia Pancino, dell’Università di Bologna, ha introdotto la tesi di laurea di Marco De Poli su Fratta Polesine, una "cittadetta" del Polesine di Rovigo. Popolazione società ed economia da Napoleone all’Unità (1806-1866). E' toccato poi all’autore illustrare i punti salienti della ricerca riuscendo ad offrire un preciso spaccato della Fratta del tempo.
Ha chiuso la nutrita serie delle manifestazioni una coinvolgente anticipazione del contenuto della bella tesi di laurea di Elisabetta Traniello su Presenze ebraiche nel Polesine di Rovigo nel secolo XV. Ancora Contegiacomo ha introdotto l’argomento partendo dalla scarsa e talora fuorviante (in quanto non sufficientemente documentata) storiografia esistente; è quindi toccato alla laureanda offrire un quadro sintetico del contenuto del lavoro, offrendo di quando in quando qualche stimolante flash su una presenza, quella ebraica, che tanto ha influito sull’economia polesana e veneta in generale. Di grande interesse in particolare le strette relazioni parentali individuate dalla Traniello tra i Finzi polesani ed i Finzi ferraresi e padovani, ben più noti alla storiografia tradizionale.
La giornata di chiusura ha costituito anche un importante momento per il collezionismo filatelico, grazie all’annullo speciale concesso per l’occasione dall’Ente Poste Italiane s.p.a. ed emesso durante la mattinata nella stessa sede dell’Archivio di Stato.
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Ventaglio Novanta. “DomenicArchivio Anno Giubilare”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/domenicarchivio-anno-giubilare/