Cresce in Polesine la consapevolezza dell’originalità del territorio tra i due fiumi, e si fa sempre più strada l’obiettivo di promuoverne le peculiarità. Ultima iniziativa in ordine di tempo, la costituzione dell’ “Accademia delle verdure dell’Adige”.
Istituita allo scopo di diffondere la cultura della terra, nell’ottica di valorizzare in particolare i prodotti orticoli della zona rivierasca dell’Adige, l’Accademia intende diffondere una opportuna cultura alimentare nonché accreditare un’immagine turistica della zona, giungendo in un prossimo futuro ad identificare una Strada del gusto in Polesine.
La nascita dell’Accademia ha avuto luogo giovedì 16 febbraio presso la trattoria al Ponte di Lusia, con la registrazione dello statuto e la firma da parte dei soci fondatori. I quali hanno poi eletto presidente Renato Maggiolo, personaggio carismatico nell’ambito della produzione orticola veneta, che da anni si occupa della valorizzazione culinaria delle verdure, nell’ottica di sposare il gusto e la salute, promuovendo nel contempo lo sviluppo del settore orticolo, storicamente rilevante dal punto di vista economico per la zona che gravita su Lusia.
A festeggiare la nascita dell’Accademia delle Verdure sono convenuti presso la trattoria al Ponte oltre cento commensali, facenti parte dei gruppi Amici dell’Arte di Rovigo con la presidente Gianna Mazzetto e dell’Accademia del Tartufo del Delta col proprio presidente Dimer Manzolli. Una cena gustosissima: manicaretti a base di verdure sapientemente preparati dalla famiglia Rizzato che da generazioni gestisce la storica trattoria. Locale ben noto, che nel tempo ha subito una costante evoluzione nel campo dell’accoglienza e delle proposte culinarie, dedicando sempre massima attenzione al territorio con particolare impegno a valorizzarne i prodotti locali.
Il significato della nascita dell’Accademia delle verdure è stato esplicitato in particolare da Adriano Buoso, presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e animatore di varie iniziative di valorizzazione turistica del Polesine, mentre il neo presidente Renato Maggiolo, dopo aver parlato dell’opportunità di riappropriarsi della cultura della terra, sposando saperi e sapori, è passato ad illustrare il menù della serata, dando indicazioni non solo sul procedimento di preparazione delle varie portate, ma anche delle calorie di ogni piatto, informazioni utili per la salute a tavola.
Ottimo l’abbinamento con i vini della Lessinia forniti dall’azienda Marcato, rappresentata proprio da Lino Marcato, apprezzato produttore vinicolo, che con la sua presenza ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa. Hanno portato i loro saluti e gli apprezzamenti per l’iniziativa il sindaco di Rovigo Bruno Piva, l’ex sindaco Paolo Avezzù, il presidente del Conservatorio rodigino Ilario Bellinazzi e il giornalista Sergio Garbato che ha parlato del rapporto Polesine e cinema.
A conclusione della serata ci siamo fermati per un breve colloquio con il neo-presidente dell’Accademia delle Verdure.
– Sig. Maggiolo, come si svolgerà concretamente l’attività dell’Accademia?
“Forse appariranno poco concreti i lavori dell’Accademia, in quanto riteniamo debba essere soprattutto “un pensatoio”. In questi anni ci siamo dati tanto da fare con la valorizzazione delle verdure, l’ottenimento dell’IGP per l’insalata, il consorzio ecc, che ci siamo dimenticati di pensare. Di pensare se quello che stavamo facendo era nella giusta direzione, se valeva la pena continuare a razionalizzare, a migliorare un sistema commerciale che a Lusia sta facendo chiudere le aziende orticole perché non riescono a coprire i costi e a Rovigo i consumatori si privano della verdura perché è troppo cara e non fresca. Questa è una logica di mercato che non procede per sillogismi ma è un guazzabuglio di sofismi. Perché giovani pieni di ideali disdegnano un lavoro che produce cibo per l’umanità e si prende cura di nostra madre terra? Perché la nostranità non è più un valore percepito? Ecco, vogliamo riflettere su questi e simili temi. Riflessioni che vogliamo fare non più nei nostri incontri tra operatori ed esperti del settore orticolo, ma assieme a tutti i cittadini del nostro territorio. Ogni socio fa le sue riflessioni e le manda via mail agli altri soci che assentono o controbattono. Discutiamo di valori, di risorse ancora inespresse e chi più ne ha più ne metta”.
– Ma non mancheranno delle iniziative che diano visibilità all’Accademia…
“Ma sì, faremo anche qualcosa di appariscente. Per esempio stiamo cercando di organizzare una fiera dell’alimentazione vegetariana e del vivere sano e naturale. Dovrebbe tenersi un sabato pomeriggio e domenica al mercato di Lusia. Esposizione di prodotti ma soprattutto di idee. Per il momento abbiamo solo il nome “Vivo e Vegeto”. Un’altra iniziativa: stiamo sensibilizzando i migliori ristoranti del Polesine a proporre quotidianamente un menù vegetariano. Ma non tofu, seitan e le altre schifezze prodotte dall’industria, ma frutta, verdure, legumi e cereali freschi prodotti in Polesine”.
– Oltre all’insalata di Lusia che ha ottenuto l’IGP, quali altri prodotti della terra sono davvero rappresentativi del nostro Polesine e quali necessitano di una maggior valorizzazione?
“Il Polesine è soprattutto un produttore di cibo. Tutti i cibi necessari per una alimentazione sana e naturale. Possiamo vivere anche senza banane, dal momento che le nostre pere contengono più vitamine e sali minerali. Ma pensiamo anche ai nostri cereali, al riso, ai nostri pesci, ed anche ai polli di razza autoctona e maiali e bovini. Abbiamo perfino il tartufo. E poi il pane polesano che però non dovrebbe solo essere cotto in Polesine, ma dovrebbe derivare da farine qui macinate con frumento coltivato in Polesine. Più che valorizzare i nostri prodotti, credo ci sia l’urgente necessità di comunicare ai consumatori polesani che in Polesine produciamo cibo e molto buono, quindi che acquistino quello. Non vedo perché si debba portare alla massaia di Stoccarda l’ottima insalata di Lusia, mentre la mia concittadina di Rovigo acquista insalata di Rimini. Sta capitando proprio questo! Tutti i vari mezzi di stampa che abbiamo in Polesine dovrebbero fare tutto il possibile per convincere i loro lettori ad utilizzare i nostri prodotti che in qualche modo sono anche i loro”.
– L’Accademia delle Verdure come intende rapportarsi con le principali iniziative turistiche-culturali che periodicamente si svolgono in Polesine?
“La massima collaborazione possibile con ogni iniziativa. Se da un lato ci si impegna per sottolineare la valenza turistica di ville, chiese e Delta, dall’altro bisogna adoperarsi per far capire che anche un campo di verdure ben coltivato ha le sue attrattive. Pensiamo all’aromaterapia e alla cromoterapia di cui possiamo beneficare passeggiando in mezzo alle verdure. La costruzione delle ‘strade degli orti’ sarà uno dei primi lavori dell’Accademia. E poi ci impegneremo per incentivare e fornire i supporti tecnico-scientifici perché si aprano degli agriturismi che pratichino le cure disintossicanti con alimentazione di verdure, e sosterremo quelli che intendono specializzarsi nelle cure di bellezza con i succhi degli ortaggi. Il territorio orticolo deve diventare non solo produzione di buoni e salutari alimenti, ma anche punto di riferimento per gli amanti del vivere sano e naturale. Ecco aperto un nuovo settore turistico. Abbiamo già in mente per questa estate due manifestazioni artistiche “gli arcimboldi” gara tra artisti che si cimentano nella composizione di figure o paesaggi utilizzando solo verdure e poi un concorso di pittura “natura viva” con soggetto le varie verdure. Uno degli scopi dell’Accademia è proprio quello di trasformare l’agricoltura in agricultura”.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “È nata l’Accademia delle Verdure”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/e-nata-laccademia-delle-verdure/