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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Edicò: innovativo spazio d’arte

“Non è solo un progetto artistico: è un piccolo avamposto che si ribella alla desertificazione delle nostre città”

di Autori Vari

Ventaglio Novanta n. 68 2026 pp. 150–151

C’è qualcosa di nuovo a Rovigo tra Corso del Popolo e Via Angeli. Là, dove la recente chiusura dell’edicola di vicolo San Rocco rischiava di configurarsi come un ulteriore segno di sconfitta e impoverimento della città, è nata un’iniziativa originale denominata Edicò. Un progetto messo a punto da due giovani piene di entusiasmo – Elisa Giuliani e Ilaria Parini – che abbiamo incontrato per farci raccontare quest’esperienza.

Come vi siete conosciute e com’è nata l’idea di Edicò?

Elisa: Entrambe rodigine, per trent’anni non ci siamo mai incrociate: sembra un paradosso considerando la limitata grandezza di questa città, ma è andata così. Abbiamo percorso strade diverse: una popolata dalle biciclette di Ferrara e l’altra dalle gondole di Venezia, fino a che il treno non ci ha riportate a Rovigo.

L’esigenza di trovare una dimensione espositiva in una zona centrale della città era forte in entrambe e l’idea dell’edicola è stata un’epifania. Questi spazi sono sempre stati per noi un importante punto di riferimento, il posto dove andavamo a prendere Topolino, il giornale col papà dopo la messa della domenica o le figurine dopo la scuola. Era un po’ come tornare a casa.

Si è deciso, quindi, di dar voce alla dismessa edicola di Vicolo san Rocco, chiusa dopo che per trent’anni ha alzato le serrande sotto l’ombra vigile della torre Donà.

Quando è partito il progetto e cos’avete organizzato finora?

Ilaria: Il progetto Edicò ha visto la luce lo scorso settembre ospitando le opere di Riccardo Frigati, Camilla Giunta, Marta Gulinelli, Elia Pellegrini, Martino Prendini e Marco Visentin, ma anche Luigi Paparella, Giulio Padoan e Roberto Manfrin. Continueremo curando varie mostre, performance e talk che coinvolgono artisti locali e nazionali. Il nostro obiettivo è valorizzare il tessuto urbano attraverso l’arte, dare spazio ai giovani artisti e creare occasioni di incontro tra cittadini e creativi.

Ogni mese, l’edicola si trasforma, accogliendo opere e linguaggi diversi – dalla fotografia alla xilografia giapponese, dall’illustrazione all’animazione 2D – e offrendo al pubblico un’esperienza sempre nuova.

Tra i protagonisti del variegato calendario figurano Alessandro Treves e Mattia Zoppellaro con il progetto fotografico Visitors, Luca Di Battista, Laura Bortoloni, Erica Borgato, Davide Bassan e il collettivo Electronic Fog.

Edicò sembra essere più di uno spazio espositivo. Che significato ha per voi?

Elisa: Uno spazio non statico ma in continua evoluzione: è diventato il terzo luogo che ci mancava. Perché Edicò non è solo un progetto artistico: è un esperimento di socialità urbana. Un piccolo avamposto che si ribella alla desertificazione delle nostre città e dice: “Aspetta, magari qui possiamo ancora costruire qualcosa”. Non supermercati o parcheggi multipiano. Ma relazioni.

Con l’avvento e lo sviluppo dell’era digitale sembra che i social abbiano sostituito la necessità dei terzi luoghi, diventando essi stessi spazi di incontro. Ci siamo, quindi, chieste: in futuro, le piattaforme online potranno davvero sostituire l’interazione dal vivo che avviene nei terzi luoghi? E la risposta arriva proprio dalle giovani generazioni che hanno dimostrato come questo modo di incontrarsi online non può rimpiazzare completamente la condivisione che avviene vis-à-vis. La dimensione fisica – con la relazione tra corpo, spazio, ambiente – è insostituibile per creare comunità autentiche.

Ecco perché la nostra edicola viene animata da incontri con gli autori, presentazioni di libri, workshop artistici che vanno dal collage alla micro-editoria: eventi che abbiamo pensato per stimolare la creatività e la partecipazione della nostra edico-munità.

Avete anche creato una rivista, giusto?

Ilaria: Sì! Edicò ha anche una rivista ufficiale il cui progetto grafico è stato curato da Marco Crivellaro. Si chiama 10mq d’arte e dentro vi sono narrate le origini del progetto, gli artisti coinvolti e gli edicolanti intervistati. Il tutto condito dalle caricature degli artisti realizzate da Camilla Giunta, i volti e gli sguardi illustrati da Martino Prendini.

Come si può sostenere Edicò?

Elisa & Ilaria: Abbiamo attivato un crowdfunding per far rivivere l’edicola e portare avanti questo progetto culturale. Chi vuole aiutarci a mantenere vivo questo spazio può contribuire attraverso la nostra campagna su WhyDonate: https://whydonate.com/it/fundraising/fai-rivivere-edicola oppure attraverso la nostra pagina instagram #progettoedico. Ogni contributo, grande o piccolo, ci permette di continuare a offrire arte, cultura e comunità nel cuore di Rovigo.

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Edicò: innovativo spazio d’arte
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Come citare questo articolo

Autori Vari. “Edicò: innovativo spazio d’arte”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/edico-innovativo-spazio-darte/

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