Il Premio Letterario Internazionale “G.A. Cibotto”, giunto all’ottava edizione svoltasi lo scorso 16 novembre, si è rivelato ancora una volta un format vincente, richiamando scrittori, poeti e saggisti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
Ideato dalla scrittrice Angioletta Masiero, presidente dello storico circolo culturale “Autori Polesani”, il concorso intitolato al noto scrittore, saggista e poeta Giannantonio Cibotto, – del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita -, ha incontrato fin dalla prima edizione l’interesse del comune di Lendinara, luogo di nascita dei familiari dello scrittore.
Ma com’è nata l’idea di dare vita al premio intitolato a Giannantonio Cibotto? Lo chiediamo all’ideatrice del concorso letterario
“Ero legata a Toni da una profonda amicizia – risponde Angioletta Masiero – e ho ritenuto giusto che la sua figura e le sue opere non venissero dimenticate. Molti suoi romanzi fanno parte dei capolavori della letteratura del ‘900. Cibotto ha dedicato la sua intera vita alla scrittura, alle storie di uomini e donne invisibili, ha portato avanti una battaglia in difesa di chi non ha voce, non ha potere, ha riscoperto e valorizzato il teatro veneto del passato che il tempo aveva cancellato. Non si è mai fermato Toni Cibotto. Ha scritto libri di racconti e di proverbi, di ritratti e di poesie, di saggi. Ha amato il nostro Polesine e il meraviglioso Delta, ha diretto la Rizzoli, ha scritto sceneggiature per il produttore di cinema Leo Pescarolo, ha collaborato con Rambaldi…
È stato un idealista, un sognatore, un solitario, Toni. Un’anima inquieta e malinconica. Gli ho voluto molto bene e ho pensato che intitolargli un premio letterario fosse doveroso. Per ricordarlo e onorare la sua opera e il suo talento”.
Come è stata accolta l’iniziativa del Premio letterario dedicato a Cibotto?
“Pochi mesi dopo la sua scomparsa (12 agosto 2017) ho iniziato a darmi da fare per cercare di concretizzare la mia idea. Ne ho parlato con il presidente dell’associazione culturale “Il Circolo” di Rovigo, dott. Paolo Avezzù, che mi ha offerto il suo sostegno e la sua collaborazione. Anche l’allora sindaco di Lendinara Luigi Viaro è stato molto disponibile ed ospitale. E così pure l’allora assessore alla cultura Francesca Zeggio, oggi sindaco di Lendinara. Per cui il Premio Letterario dedicato a G. A. Cibotto, pertanto, si è svolto a Lendinara e lo sarà anche nei prossimi anni. Ho scritto il bando di concorso, l’ho inviato a riviste letterarie nazionali, a quotidiani e a scrittori, e la risposta è stata immediata e massiccia. Hanno iniziato ad arrivare romanzi, saggi, libri di poesie, a centinaia. Ecco, è cominciata così l’avventura del “Premio Cibotto” che, ad ogni edizione, è andato sempre più crescendo”.
Oltre a rendere omaggio e ricordare Giannantonio Cibotto, quali altre finalità ha il Premio?
“Ha come finalità individuare e divulgare libri di vari generi letterari anche auto editi da autori di talento ma poco conosciuti. Premiare e valorizzare opere valide ma che non compaiono sugli scaffali delle librerie in quanto edite da piccole case editrici che non possono permettersi di offrire ai loro autori una distribuzione a livello nazionale. Il Premio, inoltre, permette ai diversi autori di conoscersi, entrare in contatto e confrontarsi; favorisce amicizie letterarie.”
Tra i tanti premiati delle varie edizioni del concorso ve ne sono alcuni che ricorda in modo particolare?
“Sì, purtroppo diversi autori che abbiamo premiato nelle precedenti edizioni del concorso Cibotto, sono recentemente scomparsi lasciando un grande vuoto nel nostro cuore e nel mondo della cultura. Penso allo scrittore, saggista e poeta padovano Brunello Gentile, al saggista bresciano Giorgio Bertolizio, al raffinato e immaginifico poeta bergamasco Ermellino Mazzoleni, al nostro Luigi Costato, all’artista padovano Francesco Lucianetti, alla giovane poetessa veneziana Carla Tombacco scomparsa prematuramente.”
E tra gli autori stranieri chi ricorda con particolare emozione?
“Ricordo con grande emozione lo scrittore libanese Robert El Asmar per il suo romanzo di impronta autobiografica che riporta vicende di forte drammaticità. Anche la dottoressa ematologa Ileana Tudor originaria di Bucarest mi è rimasta nel cuore per la sua profonda umanità e sensibilità. Non posso poi dimenticare la baronessa Sibyl Von Der Schulenburg, scrittrice di raro talento, premiata più volte al nostro concorso.
Questa ottava edizione del concorso chi ha visto sul podio?
“Vincitori per la sezione di narrativa edita sono risultati il noto avvocato cassazionista Nicodemo Gentile di Perugia, la scrittrice ravennate Ornella Fiorentini. Per la saggistica edita, invece, si sono classificati ai primi posti l’avvocato Luca Azzano Cantarutti, autore dello splendido volume “Ville Venete” e il noto saggista della Newton Compton, il veneziano Luca Colferai , autore del suggestivo volume “Venezia esoterica”. Marcello Tagliente, poeta carrarese, ha vinto la sezione di poesia edita, mentre per la poesia inedita si sono classificate prime Claudia Palombi di Montegrotto Terme e Gianna Patrese di Rovigo.
Chi ha consegnato i premi?
“Vorrei precisare che i premi consistono in splendide vetro fusioni realizzate dall’artista internazionale Jone Suardi e raffiguranti l’unicorno. A consegnare i preziosi premi sono stati i membri del Comitato d’Onore: il direttore della biblioteca comunale dott. Nicola Gasparetto, l’assessore alla cultura di Lendinara, il dott. Paolo Avezzù consigliere comunale e presidente de “Il Circolo” di Rovigo, il vicequestore dott.ssa Maria Olivieri, il direttore del semestrale “Il Ventaglio Novanta” prof. Lino Segantin”.
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Giulia Viaro. “Il Cibotto”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-cibotto/