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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Fami Teatro

Una grande palestra di formazione e potenziamento delle abilità per raggiungere l’obiettivo dell’inclusione

di Lisa Marangoni

Ventaglio Novanta n. 61 2020 pp. 173–178

Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di integrazione, di convivenza, di solidarietà, di diversità. D’altra parte i continui flussi migratori, che hanno interessato e tuttora interessano il nostro paese, stanno portando la società italiana a divenire un “villaggio multiculturale” in cui la storia, le abitudini, i costumi, le tradizioni, l’etica di queste popolazioni si vengono affiancando e a volte mescolando con la cultura del nostro paese. Ciò ha fatto nascere nuove realtà, nuovi scambi, ma ha anche provocato una serie di problematiche di fronte alle quali spesso non si è preparati. Conflittualità, tensioni e immotivate esclusioni, che si ripercuotono nel mondo della scuola compromettendo il già difficile percorso sia scolastico che sociale di bambini e ragazzi.

E’ proprio qui che si inserisce il Progetto FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione), promosso dalla Regione Veneto con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale di minori e giovani stranieri extracomunitari, anche di seconda generazione, contrastare la dispersione scolastica e fronteggiare i gap di rendimento. L’inclusione sociale è quella condizione in cui tutti gli individui vivono in uno stato di equità e di pari opportunità, indipendentemente dalla provenienza, dalle abilità e dalle condizioni economiche.

Un primo passo per rimuovere gli ostacoli, che si interpongono tra la persona e l’inclusione, è la lingua. La prima azione è perciò stata quella di attivare corsi di italiano di due livelli così da dare agli studenti gli strumenti necessari per facilitare il rapporto con la comunità scuola e con i coetanei.

La seconda azione è stata il Progetto Fami Teatro. Apparentemente il teatro potrebbe sembrare un’attività “in più” rispetto ad altre considerate essenziali. Si è rivelata invece una grande palestra di formazione e potenziamento delle abilità linguistiche e disciplinari, ma soprattutto di sviluppo delle competenze relazionali, sociali e cognitive.

Istituto capofila di Fami teatro è l’IIS De Amicis che ha fatto proprio il progetto, grazie alla Dirigente prof.ssa Elena Papa, coinvolgendo altri istituti di Rovigo e provincia e ha aperto un bando per individuare l’ente più adatto alla sua realizzazione. Ed è qui che si inserisce il CeDi-Centro Didattica dei Beni Culturali e Ambientali, che da anni è in prima linea nel settore della cultura per tutti, attraverso i diversi linguaggi dell’arte e della comunicazione. Ricordiamo, tra gli altri: la “Bottega della Musica e del Teatro”; “Arte per tutti Arte per te”; “Danzamondo”; “Musei da vivere, Biblioteche da amare”. Progetti che hanno coinvolto negli anni migliaia di soggetti dall’infanzia all’età adulta.

Lo staff CeDi ha elaborato 2 percorsi di laboratori teatrali, uno per le scuole secondarie di secondo grado e uno per gli istituti comprensivi. L’adesione è stata sorprendente anche negli studenti extracomunitari che con impegno hanno frequentato e frequentano i laboratori pomeridiani.

Tra i professionisti per il teatro nella scuola secondaria di secondo grado è stato incaricato, vista la sua positiva esperienza con gli adolescenti, Edoardo Billato attore, regista e autore di testi teatrali. Ho chiesto a lui di parlarci del percorso fatto con il progetto Fami Teatro che sta seguendo da due anni.

Come hai declinato la tua idea di teatro nei laboratori con i ragazzi che aderiscono al Progetto FAMI?

Da quando ho iniziato a calcare le scene, sono stato sempre convinto che l’arte scenica debba portare gli spettatori ad una riflessione. Fondamentale è il lavoro con l’attore, in sede di prova: un attore a cui io, solitamente, fornisco gli estremi della situazione, per poi iniziare a ragionare assieme sul personaggio. Luci e musiche sono altri due aspetti per me importanti: con le prime crei, un’emozione; con le seconde accompagni la parola, in un viaggio sensoriale condiviso con il pubblico. Nel Progetto Fami si parla molto del domani dei ragazzi. Sempre più mi convinco che il teatro sia necessario come dice Pirandello, abbiamo tutti un mondo dentro che nemmeno noi conosciamo.

Quanti sono gli studenti che hanno aderito al percorso teatrale e come riesci a mettere insieme le diverse individualità?

I ragazzi ad oggi attivi nel progetto sono una ventina. Abbiamo messo in scena un primo spettacolo e, al momento di ripetere l’esperienza, mi sono ritrovato con un numero maggiore di iscritti e anche qualche maschio in più. Nel mio lavoro cerco sempre di metterli a loro agio e di creare un ambiente in cui ognuno possa sentirsi libero senza paura del giudizio altrui o (peggio) di se stesso. La magia del teatro fa il resto.

Quali sono i benefici del lavoro fatto con i ragazzi dal punto di vista personale, relazionale e di maturazione?

A livello personale ognuno scopre non solo una parte di sé che, magari, non conosceva: si scopre in grado di fare cose diverse, creare emozioni per se stesso e per gli altri, o semplicemente si sente di poter abbandonare, anche solo per un attimo, la timidezza o la paura di esporsi. Ancora più importante: cadono le maschere che si usano nella vita di tutti i giorni, e ci si riscopre persone vere, libere.

TESTIMONIANZE

Sara Montibeller classe quinta dell’IIS De Amicis, al secondo anno nel progetto FAMI Teatro, ne parla così:

“Ho iniziato l’esperienza teatrale per semplice curiosità, con la speranza che potesse aiutarmi a superare il mio timore di parlare e mostrarmi in pubblico.

Il fatto che fossimo un gruppo formato da ragazzi appartenenti a molteplici nazionalità e culture, non è mai stato un problema. Teatro è espressione, intenso e libero scambio di emozioni, è comunicazione trasparente, spoglia dalle quotidiane regole (spesso limitanti) utilizzate nell’approccio con gli altri individui.

Elisa Degan, diplomata all’IIS De Amicis, così descrive l’esperienza con il teatro:

“Ho scelto di partecipare al corso di teatro, suggerito dalla scuola, grazie all’ottima impressione che mi ha fatto il regista quando ha proposto il progetto, ma soprattutto ho colto l’opportunità di combattere un po’ di timidezza che emergeva in me. Mi sono messa alla prova, imparando a parlare in pubblico e perché no anche per far nuove conoscenze.

I laboratori di animazione teatrale per i bambini e ragazzi dai 9 ai 13 anni invece sono coordinati e gestiti da Laura Marangoni, esperta in didattica della musica e del teatro e si svolgono presso l’Istituto Comprensivo Rovigo Due. Focus dell’esperienza lavorativa di Laura Marangoni è il contatto sempre presente tra la storia, le tradizioni culturali di un popolo e il presente. Laura ha esperienza pluridecennale nel campo dell’animazione e dell’arte, con emozione ci racconta del progetto Fami Teatro.

Quanti sono i bambini e i ragazzi che partecipano ai laboratori di animazione teatrale?

I partecipanti sono 23 e i laboratori settimanali si concluderanno nel dicembre 2020. Mi supporta nei laboratori Rachele Milani, studentessa universitaria, appassionata di teatro. Il gruppo è molto eterogeneo, per età e provenienza. Alcuni di loro, infatti sono originari di paesi extraeuropei, rispettando le linee guida del progetto.

Il progetto FAMI ha come obiettivo l’inclusione, che percorso e quali attività hai programmato per perseguirlo?

L’obiettivo è riconoscermi, riconoscerci, come individualità e come gruppo.

Come tema fondante dei laboratori ho scelto la Dichiarazione Universale dei diritti umani (1948 Assemblea della Nazioni Unite), in particolare l’articolo 1: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. Parole e concetti già sentiti pronunciare, ripetuti, imparati, ma troppo spesso non interiorizzati. L’inclusione è avvicinarsi un po’ di più a se stessi, incontrare l’altro accogliendolo pur nella difficoltà. Diversi nella diversità, ma uguali nelle opportunità.

Quali sono i benefici del lavoro finora svolto?

Tanti e diversi! Grazie alla positiva collaborazione con la Dirigente dell’Istituto Comprensivo dott.ssa Maria Elisabetta Vigna e alla referente, l’insegnante Elisa Dal Passo, che hanno fatto da ponte tra me e le famiglie. L’inclusione c’è, la partecipazione c’è, la voglia di esprimersi anche, ma soprattutto la voglia di divertirsi utilizzando strumenti che danno a tutti la possibilità di comunicare e sentirsi parte di una comunità, di un gruppo.

Ritengo che l’investimento della Regione Veneto in questo progetto sia altamente e concretamente ripagato dai risultati ottenuti e attesi.

E’ stato bello parlare di questi percorsi, ascoltarne i protagonisti, condividerne emozioni e aspettative, raccogliere i benefici visibili nel tempo e nella vita di molti di loro. E’ uno scambio, una crescita, un incontro, un invito a rimuovere gli ostacoli che non ci permettono di accogliere l’altro, ma in fondo anche noi stessi e i nostri limiti. Credo che un lavoro di questo tipo avrà delle ricadute importanti su tutti coloro che hanno partecipato, ma anche nei contesti sociali nei quali si muovono. Lo spero. Questa è la forza della cultura, dell’arte e la base dell’educazione di un popolo.

Nonostante l’emergenza sanitaria e la chiusura delle scuole, entrambi i percorsi sono continuati con diverse modalità: incontri attraverso le piattaforme online, incontri in presenza nei parchi durante l’estate, a piccoli gruppi in luoghi idonei secondo le normative previste. Il progetto non si è interrotto, proprio perché i docenti e l’attuale Dirigente Scolastico prof. Osvaldo Pasello dell’IIS De Amicis hanno ritenuto, in un momento così difficile, fosse opportuno più che mai dare continuità ad un’iniziativa, occasione di dialogo e confronto per bambini e ragazzi.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Lisa Marangoni. “Fami Teatro”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/fami-teatro/

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