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UN RICORDO

Gigi Fossati (1900-1986)

Una mostra a Palazzo Nodari e un incontro all’Accademia dei Concordi per ricordare il versatile giornalista

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 78–81

Un giornalista che si fermava a chiacchierare nei caffé, tra la gente, versatile nei rapporti umani e immerso completamente, anima e cuore, nella sua Rovigo. Una città che aveva fatto sua da quando vi era giunto con la famiglia spostatasi in Polesine da Chiappano (Vicenza) in seguito a varie traversie, mentre ancora rombavano i cannoni della prima guerra mondiale. Questo era Gigi Fossati, nato a Lonigo il 3 febbraio 1900 e vissuto nel capoluogo polesano fino alla morte giunta il 12 luglio 1986.

A lui, Rovigo ha dedicato, nella scorsa primavera, una mostra nel Salone d’Onore di Palazzo Nodari. All’esposizione, curata dall’ingegnere Giuseppino Padoan, ha fatto seguito un incontro in Accademia dei Concordi, dove Gian Antonio Cibotto, Luigi Costato, Memo Cuoghi, Lucio Rizzi (figlio del poeta Livio) e Gian Luigi Cerruti hanno ricordato Fossati giornalista e poeta, presenti anche una figlia e la nipote Paola. Hanno lavorato particolarmente per organizzare l’evento anche Enrico De Mambro, presidente in carica del Kiwanis e Renato Spadavecchia.

“Fossati era autodidatta, ma la sua passione era scrivere – così lo ricorda Fabrizio Braga, ex presidente del Kiwanis rodigino -. Di lui ricordo e conservo ancora qualche sua poesia che chiamava ‘minima’. Ricordo che, alla fine degli anni sessanta, io lavoravo all’ospedale di Rovigo e lui, Gigi Fossati, passava al mattino per raccogliere notizie di cronaca al pronto soccorso. Era arguto, spiritoso, erano davvero splendidi i suoi racconti e gli articoli che dipingono ancor oggi la vecchia Rovigo, il volto della città oggi ormai scomparso”.

Al Caffè Lodi, (sotto i portici di Palazzo Roncale) negli anni Venti, si scrivevano poesie ai tavolini di marmo. E poco distante, dove oggi è presente il negozio di ottica, in angolo a piazza Vittorio Emanuele, una camionetta americana non ha risparmiato un paracarro ben saldo al suolo. Sono i ricordi dell’allora bambino Enrico De Mambro, oggi presidente del Kiwanis club rodigino, che non dimentica Gigi Fossati e dice: “Lo consideravo mio nonno adottivo, mi ha trasmesso saldi legami con la città”.

In mostra, numerosi documenti (articoli, spartiti con le note che hanno musicato le sue poesie e altro) e foto che ritraggono Fossati conferenziere, con la bagolina e l’amico Gastone Martini e in redazione: sul suo tavolo soltanto molti fogli di carta e un telefono che oggi sembra un reperto da museo.

“All’anagrafe Fossati era il più vecchio dei cronisti veneti, ma nella vitalità ancora il più giovane – racconta Gianantonio Cibotto -. La sua carica sanguigna e l’essere scettico lo proteggeva da scossoni fatali. Prima fattorino, poi impiegato comunale; all’ufficio del mercato annonario di giorno e poi, di notte, a scrivere per Carlino e per il Gazzettino, Fossati non trascurava le partite nottambule a scopone, al bar Nazionale. Nelle sue poesie emerge, garbo, finezza, ironica malinconia”.

Nemo Cuoghi ricorda il cassetto personale del giornalista, in redazione: dentro, un asciugamano, una saponetta e acqua di colonia perché “il sudore non è una buona compagnia”, diceva ai colleghi.

Concorda con Cuoghi, Lucio Rizzi rievocando le strane trovate pubblicitarie di Fossati, per rilanciare esercizi commerciali in crisi o particolari prodotti poco venduti: “A chi acquista una lapide da adulto ne regaliamo una da bambino” aveva scritto per Beppe Valente, quando in città sembrava non morire più nessuno; mentre, per un prodotto farmaceutico, Fossati aveva osato: “Piace, purga e non disturba”.

“Le foto presentate alla mostra ritraggono Fossati in diverse età della vita e in diverse situazioni – spiega Padoan -; in particolar la foto degli “Scariolanti o amici dell’arte” degli anni ‘30 con Presidente Diego Valeri. Si aggiungono anche il suo curriculum per la nomina a socio accademico dell’Accademia dei Concordi; una biografia scritta dall’amico Luigi Mutterle; le copertine degli otto libri pubblicati e l’introduzione di un libro che non è mai stato pubblicato; alcune poesie e in particolare alcuni dei famosi biglietti di auguri, che inviava ad amici cari in occasione delle feste principali: Capodanno, Pasqua, Natale; vignette di Angelo Savaris, fraterno amico negli ultimi anni della sua vita; alcuni articoli sulla Rovigo di ieri e di oggi, una rubrica che ha trattato gran parte degli angoli di Rovigo ante alluvione; le sei canzoni con gli spartiti, musicate da Steno Sandoli, alcune delle quali ormai famose e degne di assumere la veste di canzoni nazionali della gente polesana”.

Il materiale della mostra è stato ricavato soprattutto dall’archivio di Gigi Fossati, conservato da una sua cara e giovane amica, che lo ha seguito negli ultimi anni di vita, quasi come una segretaria, con grande affetto e stima. “La difficoltà – osserva il curatore dell’esposizione – è stata nello scegliere cosa scartare e come riprodurre le documentazioni per la mostra; tanta parte è stata tralasciata, pur essendo meritevole di essere vista dai rodigini di oggi”.

Brandelli di ricordi quelli emersi dalla mostra o raccontati da chi non dimentica Fossati, frammenti cari che chi lo ha frequentato conserva o rispolvera. Spicchi di luce che Gigi Fossati regalava a chi lo conosceva o alla gente che incontrava, complice la propria affabilità, l’attenzione per le piccole cose e per gli avvenimenti di una Rovigo che stava cambiando.

Sembra ancora di vederlo, passeggiando per le vie del centro, seduto a un tavolino all’aperto, sul tavolo la tazzina di caffè e le mani che stringono il taccuino, la penna, gli occhi fissi sul foglio che si riempiva lentamente di parole; o davanti alla propria macchina da scrivere con i tasti rumorosi e l’odore di inchiostro. E’ difficile non immaginarlo ancora tra noi, quando la nebbia confonde i contorni della città, donandole un aspetto misterioso, una dimensione più umana, che ha il sapore di tempi lontani.

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Gigi Fossati (1900-1986)”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/gigi-fossati-1900-1986-2/

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