Nato a Bellombra di Bottrighe, il 2 ottobre 1906, rese celebre il paese rivierasco basso polesano nel cosiddetto periodo della “belle epoque bottrighese” attirando in loco tantissime persone che qui confluivano per gli spettacoli che la sua grande organizzazione offriva. In tutto il Delta era l’imprenditore piu importante, colui che era riuscito a portare a Bottrighe i grandi nomi che solitamente arrivavano solo nelle grandi città.
Un personaggio che si è fatto da sé, grazie all’intelligenza e alla voglia di cimentarsi in ambiti nuovi. “Dopo due campagne saccarifere presso il locale zuccherificio – ci racconta il figlio Graziano, sottotenente dell’aereonautica, oggi in quiescenza, che vive a Novara – mio padre, giovanissimo, era stato assunto come “bruscatore” di barbabietole; ma, scoperta subito la sua naturale dote nei calcoli numerici, venne affidato all’ufficio della pesa. Non adeguatamente pagato per questo incarico, lo lasciò per dedicarsi alla costruzione di una pista in legno per il ballo che allestiva nelle diverse sagre della zona, guadagnando molto di più rispetto alle campagne saccarifere”.
Offrire alla cittadinanza sane iniziative di svago e aggregazione. Questa è l’idea che caratterizzerà la vita di Gino Longhini, che ben presto passa alla gestione del cinema di Corbola e dopo pochi anni acquista a Bottrighe il cinema-teatro Italia di via Vittorio Veneto. E’ poi la volta dell’arena estiva di via Umberto Maddalena, una balera e cinema alla drive-in (ancora esistente nelle sue strutture, visibile il grande schermo per cinemascope da una laterale della via) dove venivano organizzate serate danzanti, oltre al cinema all’aperto. Gli ultimi spettacoli si ricordano attorno agli anni ‘80, quando l’arena era utilizzata dall’allora partito socialista per le sue feste.
Di notevole importanza il grande teatro Italia, poi purtroppo chiuso e trasformato negli anni in appartamenti. Al piano terra dello stesso (oggi utilizzato quale magazzino di una ditta artigiana) ancora si conservano parti del teatro e si nota la loggia. Era uno dei piu moderni di allora, già dotato di aria condizionata: oltre al cinema e alle serate danzanti, celebri gli spettacoli ed i concerti che si susseguirono con i grandi nomi della musica del tempo.
Indimenticabili gli ultimi che si tennero negli anni ‘60, con le esibizioni dei Delfini, dei Corvi, delle Tenebre, di Donatella Moretti, Betty Curtis, Cristian e Gianni Morandi. Ma qui passarono altresì Don Bachi, Lola Falana, Claudio Villa, Gino Latilla, Nilla Pizzi e per il liscio, più volte, l’orchestra Sacchi, allora tra le più note in Italia e all’estero.
“In quei tempi – ci spiega Graziano, che a soli dieci anni collaborava con il padre nelle vendita dei biglietti – i possessori di auto si contavano sulle dita; quando arrivava l’orchestra Sacchi, la lunga via Veneto si riempiva di un’ottantina di auto che giungevano addirittura da Ferrara e Bologna”.
Longhini fu un vero “imprenditore del tempo libero”, era anche molto creativo nel pubblicizzare i suoi eventi: “Frequentate l’estivo Longhini, il locale che si distingue e vi distingue, l’unico estivo coperto con il telone” si udiva negli annunci musicali che precedevano, attraverso gli altoparlanti in esterno, l’inizio degli spettacoli.
Nel 1951, con la tragica alluvione, il teatro Italia, posizionato nella zona alta del paese, venne utilizzato anche per ospitare gli sfollati ed in casa di Longhini – racconta ancora Graziano – ci si trovava alla sera con alcuni insegnanti del luogo per raccontarsi le trascorse vicende della guerra. Non c’era l’energia elettrcia e con le batterie delle macchine da presa, ci si faceva luce.
Nella sua storia di imprenditore, Longhini tenne per alcuni anni anche il cinema teatro Rossati di Piazza Libertà, il famoso dancing-ristorante “Danubio Blu” sul Po; suoi anche i cinema di Baricetta, Villadose, Gavello e Arquà Polesine, quest’ultimi due passati poi alla gestione delle sue sorelle Irma ed Elena.
Gino Longhini, persona discreta, stimata e di amabile carattere, viene ricordato anche nei momenti in cui lasciava entrare nei suoi locali alcuni ragazzi che non avevano allora la possibilità di pagarsi il biglietto.
L’amministrazione comunale di Adria potrebbe fare sua l’idea di intitolargli una via. Ciò costituirebbe un doveroso riconoscimento in memoria di quest’uomo che ha portato in paese tante celebrità e divertimenti facendo conoscere Bottrighe ben oltre i confini della provincia.
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Roberto Marangoni. “Gino Longhini”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/gino-longhini/