È curioso notare come una serie di eventi in successione portino a dei risultati insperati.
Nei primi mesi dell’anno passato è stato realizzato un Corso Provinciale per Volontari dei Beni Culturali ed Ambientali a cura del Centro Turistico Giovanile Gruppo “Rovigoti” nel quale era prevista, tra le altre, una lezione con relativa escursione che interessava il territorio di Trecenta ed in particolare la chiesa di Sariano dedicata a San Maurelio.
Attraverso la stimolante ed appassionata illustrazione delle valenze artistiche della chiesa da parte del dott. Sigolo, che ha posto un accento particolare sugli affreschi della cappella primitiva, un gruppo di partecipanti al corso prese a cuore questo luogo di culto e l’espressione d’arte in esso contenuta, tanto da promuovere una petizione, con raccolta di firme, per sollecitare le opportune misure di salvaguardia e restauro.
L’azione è stata concentrata in sole tre settimane del mese di giugno raccogliendo 545 firme su una scheda appositamente predisposta. Il primo obbiettivo era stato raggiunto: l’informazione e la sensibilizzazione della gente, di qualsiasi estrazione sociale, su di un bene storico patrimonio di tutti. Successivamente venne data informazione a tutta la stampa locale, Enti, Autorità ed Associazioni senza però ottenere apprezzabili riscontri.
Una positiva azione fu invece avviata dal dott. Antonini, direttore dell’ APT di Rovigo, il quale rivolse l’invito alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Verona, alla Regione Veneto all’Assessorato Ambiente e Turismo della Provincia di Rovigo perchè fosse disposto il recupero di tale espressione di arte, ottenendo l’assicurazione di un interessamento.
Il successo di questa iniziativa a mio avviso è dovuto in buona parte alla formulazione dell’appello realizzato dall’amico Antonio con questo coinvolgente testo: “Guarda questi miei occhi! (in un riquadro compare un frammento di affresco raffigurante il volto di una Santa). Sono gli occhi di una Santa Martire, Martire due volte: la prima per l’intolleranza dei contemporanei miei; la seconda per l’incuranza dei contemporanei tuoi. Sono gli occhi di chi non ha più un nome: nessuno s’è più preoccupato di sapere chi sono, di individuare la mia identità.
Occhi testimoni di sei secoli di storia, di chi è inghiottito dall’umidità e dalla muffa.
Nessuno ha voluto rallentare l’erosione che mi consuma un po’ alla volta. Eppure sono occhi di un affresco del 1400, un esemplare raro della pittura di quel tempo nel Polesine.
Sono occhi che si stanno spegnendo sotto l’indifferenza ed il velo del tempo che li offusca, li scolora, li deteriora. Eppure fanno parte di un’opera nel complesso molto suggestiva, nella chiesetta di S. Maurelio in Sariano, località che ha origini remote.
Guarda questi miei occhi perchè sono tutto quello che rimane dell’antica interezza; ricordali perchè, se nessuno interverrà per salvarmi, scompariranno anch’essi, cancellati come se un pezzo di storia si potesse cancellare!”
Terzo atto: la Soprintendenza si muove, è coinvolta la Associazione Minelliana nella persona del Prof. Cavriani, tenace animatore e promotore culturale, e si arriva al primo sopralluogo nella chiesa, con la presenza di rappresentanti della Soprintendenza, dell’Amministrazione Comunale, di esperti nel settore dei Beni Storici ed Artistici e rappresentanti di Associazioni Culturali. Dopo questo si susseguono altri tre sopralluoghi e la definizione di ben tre relazioni preliminari: del dott. D’Ambra sulle strutture murarie medievali e sullo stato di conservazione degli affreschi; del dott. Turolla sulla storia del sito e la datazione degli affreschi della cappella primitiva; della Società IAR per una proposta di intervento di restauro degli affreschi.
Nel gruppo dei volontari promotori si respira aria di grande soddisfazione: ora tocca alla Soprintendenza il passo successivo e definitivo.
A questo punto ritengo opportuno un breve cenno storico sul sito in questione che ci riporta ad un documento del 14 dicembre 870 in cui è nominata la località Sariano, oggetto di un concessione livellaria, sotto il pontificato di Adriano II, nel IV anno dell’imperatore Lodovico II: i livellari sono i coniugi Giovanni e Siniverga¹.
Nella descrizione del territorio viene fornita, nel documento citato, una notizia di notevole rilevanza: Sariano era un porto. Non sembrerebbe trattarsi di un porto fluviale ma dell’approdo di un servizio di traghetti in uso presso la vecchia strada consolare augustea che collegava Padova a Bologna².
Il 12 aprile 999 Ottone III di Sassonia conferma la donazione fatta da Adelaide di Borgogna al monastero di S. Salvatore di Pavia la quale comprende terre a Sariano³. Successiva donazione al monastero di S. Silvestro di Nonantola e restituzione degli stessi al vescovo di Ferrara il 9 giugno 1109 da parte di Matilde di Canossa.
Nel 1240 la località passa sotto il dominio estense e nel 1286 viene concessa in feudo, fino a che si arriva all’atto di Nicolò III d’Este del 6 giugno1401 il quale infeuda Uguccione Contrari che verrà in seguito riconfermato feudatario di Sariano (e nello stesso periodo feudatario di Vignola dove trasforma radicalmente la Rocca e l’abbellisce di pregevoli affreschi).
La cappella di S. Maurelio Vescovo Martire è nominata per la prima volta nel “Rationes decimarum” dell’anno 1300 e ne “l’estimo del Clero” del 1410 ed anche nella visita pastorale del Beato Giovanni Tavelli vescovo di Ferrara nel 1434 dove però non si fa cenno degli affreschi. Solamente nella visita pastorale di mons. Fontana nell’anno1591 si parla di antiche pitture ed ancora di una cappella della Beata Vergine.
Oggi dell’intero ciclo pittorico sono riconoscibili i seguenti frammenti:⁶
• Abside, parete di fondo, San Marco; Madonna con Bambino (sec. XIV scuola riminese)
• Abside, arco-montante di sinistra, braccio di figura con armatura (sec.XV, scuola ferrarese)
• Abside, parete di destra – arco -, Dio Padre tra i quattro Evangelisti, Profeti e figure (sec. XV scuola riminese)
• Abside, accesso alla cappella – parete destra – Cristo alla colonna (sec. XIV attribuito a Jacopo da Bologna)
• Cappella, parete di sinistra, Madonna con Bambino seduta tra S. Antonio da Padova e un Santo(sec. XIV scuola riminese)
• Cappella, parete di fronte, Santa martire (sec. XIV scuola riminese)
• Cappella, parete di destra – a destra -, S. Giovanni Battista (sec. XIV scuola riminese)
• Cappella, parete di fronte – in alto -, Cristo crocefisso (sec. XVII scuola emiliana)
• Cappella, soffitto a vele, motivi decorativi vegetali alternati a stelle (sec. XV scuola emiliana)
• Cappella, soffitto – al centro -, decorazione a rilievo raffigurante lo stemma dei Contrari (sec. XV scuola emiliana).
Attualmente la chiesa si presenta nell’orientamento N-S, rispetto l’originale verso E, ampliata a unica aula, con facciata di inequivocabile ispirazione palladiana e tutto il complesso, realizzato nel 1704, ingloba parte della primitiva costruzione.
FONTI STORICHE CITATE:
¹ GABRIELLI A., Comunità e chiese nella diocesi di Adria-Rovigo, Roma 1991, p.494.
Cfr. anche FRANCESCHINI A., Giurisdizione episcopale e comunità rurali altopolesane: Bergantino, Melara, Trecenta (sec.10-14), Bologna 1986.
³ FRIZZI A., Storia di Ferrara, vol. II, p.76.
⁴ FANTUZZI M., Monumenti Ravennati, vol. I, n. III, p. 88.
⁵ MURATORI L.A., Antiquitates M. Aevi.
⁶ Cfr. schede relative ai dipinti redatte durante la campagna di catalogazione 1997/1998 promossa dalla Regione Veneto, autori Sigolo Alfredo e Fuggetta Ida Maria.
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Come citare questo articolo
Cristiano Fenzi. “Gli affreschi di Sariano”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/gli-affreschi-di-sariano/