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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Gli Olivetani a Rovigo

Molteplici le iniziative per i 550 anni dell’adesione del Monastero di San Bartolomeo alla Congregazione Olivetana

di Stefania Sgardiolo

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 124–125

Una data storica, il 21 ottobre 1474, quando, con la bolla papale di Sisto IV, veniva decretata l’estinzione della prepositura del movimento religioso degli Umiliati a San Bartolomeo e la costruzione del monastero olivetano.

“550 anni dell’annessione del monastero di San Bartolomeo alla Congregazione Olivetana” è il titolo del progetto ideato dal CPSSAE (Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed etnografici) nel confronto con l’Associazione “Il cortile degli Olivetani” allo scopo di recuperare l’identità storica, sociale, culturale e religiosa di una comunità.

La fase di avvio dell’iniziativa ha visto il diretto coinvolgimento della Parrocchia di San Bartolomeo, della Diocesi di Adria-Rovigo, con il patrocinio del Comune di Rovigo (Assessorato alla Cultura) ed inoltre, la collaborazione dell’Associazione Culturale Minelliana che nel Novembre del 2019 organizzò l’importante convegno ‘Il Monastero e la Città. San Bartolomeo di Rovigo: vita religiosa, arte, cultura, economia, i cui atti figurano nell’omonimo volume edito nel 2022’.

Due gli appuntamenti che hanno caratterizzato la fase di avvio del progetto:

• il primo in data 21 marzo dell’anno in corso – “Monasteri e conventi, tra i secoli XV e XVIII” – si è aperto con l’introduzione della presidente dell’Associazione Aps “Il cortile degli Olivetani” Maura Bianco, a cui hanno fatto seguito alcune riflessioni di Don Andrea Varliero, co-parroco della Chiesa di San Bartolomeo. E’ stato evidenziato quanto sia stata significativa e fondamentale per Rovigo e il Polesine la presenza olivetana, ancor oggi viva e attiva nel Santuario del Pilastrello di Lendinara. È stato inoltre ribadito che i Monaci Olivetani, con la loro presenza, hanno lasciato un tesoro inesauribile di bellezza che, dall’ambito religioso, devozionale e sociale, si è tradotto in significative espressioni architettoniche, artistiche e culturali.

I relatori, Raffaele Peretto (già direttore del Museo dei Grandi Fiumi) e Adriano Mazzetti (già direttore dell’Accademia dei Concordi), hanno consentito, con i loro apporti, di fare un viaggio metaforico a ritroso nel tempo, alla ricerca dell’identità culturale, sociale, spirituale e religiosa. Inoltre, la mappa di Rovigo tratta da “Città del Veneto” 1704 edita da Pierre Mortier, ha consentito ai relatori – supportati anche da mappe catastali, stampe paesaggistiche di Eugenio Piva, presenti in Accademia dei Concordi, immagini fotografiche aeree – di “visualizzare” per il pubblico, la presenza dei tanti conventi e monasteri a Rovigo già intorno alla fine del XIII secolo, ed oggi oramai quasi del tutto scomparsi.

Gli ordini monastici – quali olivetani, agostiniani, domenicani, eremitani, francescani, cappuccini – co-abitavano a breve distanza, contribuendo, con la loro presenza, al rinnovamento culturale, artistico, spirituale dello stesso tessuto sociale cittadino, rappresentando fondamentali punti di riferimento in momenti critici, segnati da carestie, pestilenze e dominazione straniera.

• “Strade Romee. Itinerari di fede”- in data 22 marzo, è stato il tema del secondo incontro, dove le relazioni di Raffaele Peretto e Andreina Milan, storico urbano e docente presso l’Università degli Studi di Bologna, hanno consentito di individuare i due percorsi della strada Romea germanica, entrambi provenienti da Padova e convergenti a Rovigo attraverso le località di Granzette e Mardimago-Sarzano. Queste due vie per i pellegrinaggi diretti a Roma, sono state individuate attraverso ricerche sull’antica configurazione ambientale del territorio: corrispondono a strade impostate su argini di scomparse diramazioni dell’Adige e del Po. Gli stessi itinerari sono confermati da cartografie e fonti storiche risultando in stretta relazione con gli ‘Ospitali’ intorno a Rovigo, sorti in epoca medievale per dare assistenza e accoglienza ai viandanti. Il tragitto oltre Rovigo proseguiva, per Arquà Polesine e Raccano, verso Ferrara.

Tra il 2024 e il 2026, si svolgeranno molteplici iniziative legate al progetto: convegni, mostre, concerto, concorso di disegno e pittura, pellegrinaggio, gemellaggio. Nel 2026 saranno trascorsi 550 anni da quando (1476) la comunità monastica iniziò ad essere retta e governata da un priore, prima della figura di un abate, documentata dal 1535 fino alla soppressione napoleonica nel 1810.

Nel maggio del 1476 annoveriamo la morte del cardinale Bartolomeo Roverella (sepolto a Roma nella chiesa di San Clemente), fondamentale propugnatore dell’avvio della comunità olivetana a Rovigo.

Un altro richiamo storico, in relazione al 2026, è dato – per la comunità di San Bortolo – dalla ricorrenza dei 70 anni (1956) della nascita della parrocchia.

Tante e significative, dunque le iniziative in programma nel corso di un biennio ricco di eventi che toccano vari aspetti: storico, sociale, culturale, artistico e religioso che si intersecano con il 2025, anno del Giubileo.

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Come citare questo articolo

Stefania Sgardiolo. “Gli Olivetani a Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/gli-olivetani-a-rovigo/

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