Una svolta forse decisiva per il turismo fluviale polesano. Il progetto “Valorizzazione dei borghi fluviali delle terre tra l’Adige e il Po” potrebbe davvero rappresentare l’atteso salto di qualità: il piano presentato ha ottenuto infatti l’importante finanziamento di quasi 800mila euro dal Ministero del Turismo, classificandosi sesto a livello nazionale su ben 397 domande, delle quali solo 22 destinatarie di contributo.
Da tempo la Provincia di Rovigo, di concerto con le amministrazioni locali del territorio, sta lavorando attivamente per la promozione di reti tra le varie realtà fluviali per alimentare la filiera del turismo ecosostenibile in un’ottica di valorizzazione dell’intera area rivierasca, che raccoglie diversi Comuni, parte dei quali si inseriscono nelle riserve Mab Unesco del Po.
A luglio 2023, in occasione della pubblicazione del bando in oggetto, riservato a realtà con meno di 5mila abitanti, è stata candidata una proposta – con Fratta Polesine capofila – cui hanno aderito anche i Comuni di Ariano nel Polesine, Arquà Polesine, Bergantino, Canda, Castelnovo Bariano, Crespino, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Gaiba, Loreo, Lusia, Melara, Pincara, Polesella, San Bellino e Stienta. La Provincia di Rovigo ne ha curato la progettazione in collaborazione con altri partner quali Ente Parco del Delta del Po, Autorità Distrettuale di bacino del Po, Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, Fiab Rovigo – Amici della bici e Corte Spinata di Melara.
Non c’è dubbio che questo percorso può costituire un nuovo slancio e rappresentare la prossima frontiera della visitazione fluviale, in linea con i più ambiziosi progetti europei, qualificandosi inoltre tra le più interessanti destinazioni del Vecchio Continente. In questo scenario i fiumi divengono il fulcro del paesaggio, elemento di connessione tra le varie location rivierasche, corridoio ecologico di grande valenza oltre che luogo di ritrovo e condivisione: non più confine geografico, dunque, ma un punto di incontro per fruire di nuove esperienze a contatto con la natura e la cultura locale.
La sempre crescente attenzione volta alla riscoperta di un turismo di prossimità ed esperienziale, in grado di avvicinare le persone a paesaggi ricchi di attrazioni spesso ancora sconosciuti ai grandi circuiti di massa, si delinea come elemento fondante delle strategie di valorizzazione e promozione del territorio: così, le terre tra Adige e Po si possono presentare al turista come un grande “museo a cielo aperto”, da esplorare interamente a bordo di una barca o in sella a una bicicletta.
Fondamentale a tal proposito il ruolo che può rivestire anche la terza via d’acqua del Polesine, il Tartaro-Fissero-Canalbianco, idrovia completamente navigabile 365 giorni l’anno da Mantova alla Laguna di Venezia e che con le aste del Po – interessato al passaggio della futura cicloviaVen.To. – e Adige (a sua volta lambito dalla pista che collegherà Verona a Rosolina), rappresenta oggi l’asse portante di tanti progetti intermodali bike and boat: l’entroterra polesano mantiene intatto il proprio fascino rurale proponendosi come luogo di continue scoperte e non stupisce il rinnovato interesse per quest’area particolarmente ricca di monumenti, ville, musei e tanti altri tesori dove il cicloturismo e il turismo fluviale si collocano in primo piano nell’operazione di marketing territoriale.
Il progetto nasce con la volontà di promuovere la visitazione sull’acqua, o lungo l’acqua, fornendo supporto a tutti i visitatori che si approcciano ai nostri fiumi anche grazie alla riqualificazione di piccole infrastrutture comunali quali attracchi e approdi e alla creazione di supporti informativi essenziali per viaggiare in sicurezza ed autonomia, andando quindi a implementare nuovi servizi di accoglienza capaci di attrarre i turisti nel pieno rispetto dell’ambiente.
Presentato con un evento pubblico in Villa Badoer a Fratta Polesine lo scorso 19 gennaio, il progetto può contare su 883.300 euro, 786.137 dei quali cofinanziati dal Ministero del Turismo (la quota restante è a carico alle amministrazioni partecipanti, ndr), e prevede una serie di interventi diversi che spaziano dalla riqualificazione e ristrutturazione di strutture esistenti a eventi di tipo culturale, sportivo ed enogastronomico, fino alla sperimentazione e relativa promozione di nuovi itinerari ciclofluviali.
Alessandro Baldo, vicesindaco di Fratta Polesine, chiarisce: “La partecipazione al bando indetto dal Ministero del Turismo è carico di numerosi aspetti positivi, dal ruolo fondamentale della Provincia quale promotrice dell’iniziativa e realizzatrice della progettazione, all’evidenza che solo con l’unione delle forze i nostri piccoli Comuni possono ottenere risultati positivi. Il fatto poi che sia stato assegnato un contributo così ingente non indica soltanto che il progetto è stato valutato positivamente, ma pure che a livello ministeriale è stata riconosciuta in modo chiaro la potenzialità del nostro territorio. La realizzazione di questo ambizioso percorso ci darà sicuramente grandi soddisfazioni e molta visibilità, ma un primo importante risultato lo abbiamo già ottenuto: acquisire solida consapevolezza della nostra vocazione turistica”.
Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo sottolinea: “Un ottimo risultato che racconta di una vincente strategia sinergica. L’attività di regia con la quale come Provincia ci stiamo proponendo in più ambiti, ha trovato l’entusiastica disponibilità dei Comuni a partire dal capofila Fratta. Con questo finanziamento, ottenuto grazie a un ottimo piazzamento nella graduatoria del bando, assumiamo una volta di più la consapevolezza del valore della nostra realtà e del grande potenziale su cui abbiamo da lavorare. Azioni come questa, che a più riprese stiamo intraprendendo con e per i Comuni, si inseriscono un passo dopo l’altro in un percorso finalizzato a promuovere e a far riconoscere le nostre peculiarità. Fiumi, paesaggio, ambiente, intermodalità, storia, cultura e tradizioni sono solo alcuni degli elementi dominanti della proposta che il Polesine deve, giorno dopo giorno, costruire per essere attrattivo. Lavorare assieme, creando relazioni positive con i soggetti del nostro territorio, rappresenta la migliore delle carte che dobbiamo giocare per uno sviluppo sostenibile, rispettoso della nostra terra e in grado di valorizzare la nostra comunità”.
Rudy Toninato, vicepresidente di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia afferma: “Il progetto rappresenta una meravigliosa opportunità per il territorio polesano, si tratta di un’iniziativa di grande valenza per lo sviluppo turistico di quest’area caratterizzata da diverse vie d’acqua, di cui si propone di ampliare la potenzialità della navigazione interna, attiva e strutturata al momento per lo più solo nel Delta. Dobbiamo iniziare a considerare l’ambiente fluviale come una vera e propria risorsa economica e a convincerci dell’eccezionalità del patrimonio che abbiamo a disposizione e che può rappresentare un elemento fondamentale per la crescita economica e sociale. Ora, la prossima sfida è mettere a sistema i percorsi ciclabili rendendoli fruibili in un’ottica di intermodalità con l’acqua. Il progetto ‘Navighiamo il museo diffuso dell’acqua’ promosso da Assonautica, Provincia e diversi Comuni nel Canalbianco, alcuni dei quali li ritroviamo oggi in questo partenariato, ha rappresentato un utile banco di prova e un modello da seguire: per vincere occorre fare squadra e unire le risorse.
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Come citare questo articolo
Francesco Saccardin. “La frontiera del turismo nautico”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-frontiera-del-turismo-nautico/