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STORIA - TRADIZIONI

I Battuti a Grignano Polesine

La chiesetta di San Rocco fin dal XVI secolo fu sede della Confraternita

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 15 1997 pp. 50–55

Quando i disastri della storia si sono inesorabilmente abbattuti sugli uomini, questi non hanno saputo trovare altra ragione che la collera di Dio per i loro peccati. Tanto più vero se ciò accadeva nel Basso Medioevo, periodo di diffusa insorgenza di nuovi ordini religiosi: francescani, domenicani, cistercensi, camaldolesi, celestini, olivetani e così via, cui si aggiungono molteplici movimenti ereticali: catari, pàtari, albigesi, ecc …

Profondamente religiosa, la società del tempo avvertiva la necessità di cambiamento riguardo ad uno strapotere, ad un lusso e ad una corruzione della Chiesa, che andava in direzione diversa rispetto ai principi evangelici di umiltà, di povertà, di servizio spirituale e di assistenza corporale.

Che la reazione venisse da ordini religiosi è comprensibile, mentre incuriosisce che anche il laicato si fosse mosso a rimprovero di certa autorità ecclesiastica e avesse riservato quasi interamente a sè il recupero di una forte pietà religiosa e di un servizio sociale che, sia pur solamente per certi aspetti, potrebbe essere paragonato ai numerosissimi gruppi di volontariato che oggi vediamo agire con tanta carità umana, in sostituzione di uno Stato piuttosto delegazionista.

È sempre stato così. Anche allora, dunque, dove le autorità istituzionali non arrivavano, ecco sorgere confraternite di uomini e donne, ordini ospedalieri laici, o laici singoli, che in varie forme di beneficenza e di assistenza assunsero compiti e doveri specifici con lo scopo di portare l'umanità, sofferente e peccatrice, nella retta via del timore di Dio, muovendosi chi nel riconoscimento di obbedienza alla Chiesa, chi contro di essa come gli eretici tanto duramente perseguitati dal terribile Tribunale di Inquisizione.

A Rovigo in questo periodo troviamo la confraternita degli Umiliati, un fenomeno religioso deciso a vivere una povertà totale, cui si poneva rimedio non con possessi temporali, come aveva fatto il monachesimo nelle sue varie forme, bensì con la pratica del lavoro, specialmente della tessitura. Un movimento inizialmente condannato da Lucio III (1184), per essere recuperato alla Chiesa solo nel XIII secolo dal conciliante Innocenzo III, che si era sforzato di assorbire nell'organismo ecclesiastico i vari fenomeni pauperistici 1. È innegabile, d'altra parte che questi avessero svolto una funzione di grande rilievo nel fronteggiare le nuove situazioni di miseria e di malattia determinatesi in seguito alla sempre maggiore complessità della vita sociale soprattutto nelle città.

Così, nel passaggio tra l'autunno del Medioevo e il preannuncio di una nuova età a conseguenza di cataclismi quali carestie ed epidemie ricorrenti che funestarono gran parte dell'Europa nel sec. XIV, giudicati nell'opinione popolare (e non solo in quella), appunto, come punizione divina per la corruzione dei costumi e lo scostarsi dalla retta via, si diffondono confraternite di grande intensità spirituale, sconfinante a volte in isterismo religioso.

Tipico il movimento laico dei Flagellanti, detti anche Disciplinati o Battuti, che dagli anni 1349 e seguenti attraversarono una buona parte dell'Europa, sottoponendosi alla flagellazione pubblica come pratica collettiva di mortificazione ascetica e di penitenza. Essi percuotevano le carni nude con scudisci formati da un mazzo di funicelle intrecciate, non pronunciavano voti né vivevano in comune; durante il culto vestivano con foggia particolare, un saio scuro con cappuccio, (per cui venivano detti anche Cappucciati), e ritenevano che quel rito catartico sostituisse la confessione e l'assoluzione.

La confraternita dei Disciplinati o Battuti era così estesa che si trova testimonianza della sua esistenza anche in varie località del Polesine, fra cui a Grignano, una frazione a tre chilometri da Rovigo, con una insospettata ricchezza di storia e di tradizioni alle spalle. Basti pensare alle Comune 2 , un retaggio medioevale unico nel suo genere in Polesine.

La confraternita dei Battuti, detta volgarmente "Batù", peraltro non l'unica presente a Grignano, andava sotto il titolo di Santa Maria e San Rocco, e aveva lo stesso scopo di tutti i movimenti di questo genere: assicurarsi meriti spirituali e allontanare il pericolo della peste e di altre frequenti epidemie. Sede della confraternita era l'ex oratorio di San Rocco (l'attuale Auditorium del Coro "Monte Pasubio"), il quale risulta dai documenti essere stato dedicato a Santa Maria dei Disciplinati, mai a San Rocco, nonostante in più occasioni sia associata al nome di quest'ultimo 3 .

Secondo il Meesserman 4 il movimento penitenziale dei Disciplinati o Battuti può risalire al 1260. Già agli inizi del 1261 i Battuti bolognesi, ad esempio, si erano costituiti in confraternita con un loro statuto, in cui si prevedeva la periodicità della flaglellazione da tenersi fuori città, probabilmente perché ai cittadini non piaceva che nelle chiese si praticasse la flagellazione a torso nudo, levando grida di compunzione e cantando canzoni adatte ai loro riti. Le donne, poi, per ovvi motivi, non partecipavano alla pratica della flagellazione pubblica, ma privatamente si davano alla disciplina penitenziale; tuttavia erano ammesse alla partecipazione dei beni spirituali della Compagnia, alla preghiera per i vivi, ai suffragi per i defunti, ed era loro assicurato un degno funerale con la presenza di tutti i soci. Oltre a implorare la pace fra i concittadini e i chierici, i Disciplinati nudi, in fila come in processione, innalzavano l'antico rito del clamor publicus in concomitanza di pestilenze, fame, inondazioni, guerre, ecc … , considerate, come già detto, punizioni di Dio al popolo peccatore.

Nello sviluppo del movimento penitenziale e delle confraternite locali confluirono l'attivismo pastorale dei nuovi ordini e le aspirazioni ad una pratica cristiana più rigorosa emergenti dal basso, ma anche quegli interessi politico-sociali che ricavavano un potente incentivo a collegarsi e ad inserirsi in qualche modo nell'ambito di una struttura ecclesiastica dai privilegi e dal ruolo che ad essa veniva riconosciuto. Inoltre i laici potevano trovare nelle confraternite uno strumento per la realizzazione di una forma specifica di pietà religiosa nelle elemosine e nelle offerte. Tali forme di beneficenza assumevano un rilievo sempre maggiore come segno di un crescente bisogno sociale.

Le fondazioni di ospedali per malati e pellegrini nelle città, lungo le grandi vie di comunicazione, ma anche nello stesso contado, diventano una delle grandi opere di pietà. Non a caso, quindi, anche a Grignano, come si riporta nel Catastico del 1775, esisteva un Ospital della Misericordia e a Rovigo l'Ospital degli Orfani, ai quali venivano riferite proprietà fondiarie 5 .

Quella che gli storici definiscono Devotio Moderna, diffusasi in nuove forme di pietà religiosa e sociale dopo il Concilio di Trento (1545), non è altro che l'eredità di un lavoro oscuro di anni precedenti voluto appunto dal popolo dei fedeli contro gli "abusi" di una crescente laicizzazione dell'alto clero 6.

La Confraternita dei Battuti di Grignano si inserisce proprio in quella fase di rinnovamento della chiesa che percorse l'Europa dall'XI al XVI secolo, dimostrando ancora una volta che la storia non è fatta da chi sta in alto, ma dai diversi ceti e classi sociali cui si lega tanta parte della vita morale e degli atteggiamenti, nonché delle difficoltà di crescita e di sviluppo, della società italiana nei secoli successivi.

Se i padri gesuiti, ad esempio, nelle loro missioni evangelizzatrici si servirono di forme di teatralità, ciò fu perché specialmente nelle campagne già nei secoli precedenti si erano manifestate forme di devozione popolare plateali nei riti, come si è visto nei Flagellanti, e la penetrazione religiosa, in particolare nell'Italia meridionale, trovò terreno fertile nell'opera di cattolicizzazione che portò ad una sorta di unificazione religiosa della penisola. Questo viene dimostrato da quanto racconta il Paolucci sulla conquista religiosa del Mezzogiorno ad opera dei gesuiti: " … Riconosciuto il loro obbligo s'invitarono da se stessi a far delle penitenze per sodisfattione dei peccati commessi … così furono e rigorose e sciocche le maniere da tormentarsi: si battevano con gli staffili da buoi e colle spine affasciate delle siepi; si davano delle gagliarde guanciate, oppure con sassi si percuotevano il petto alla peggio"… Così Cristo arrivò ad Eboli e vi si fermò per trecento anni 7 . È da ricordare che tale pratica sopravvive ancora in alcune località dell'Italia Meridionale come cerimonia nelle processioni della settimana santa.

Dopo il Concilio di Trento le confraternite furono soggette genericamente all'approvazione del Vescovo. I confratelli si radunavano in Vicinia (assemblea dei capi famiglia) nel loro Oratorio, per trattare interessi riguardanti la confraternita o per il rinnovo delle cariche sociali ai Massari, Cancellieri e Commissari, o per l’Estrazione dei campi (perizia del 1738 a Grignano) 8.

A Rovigo e a Lendinara la confraternita di Santa Maria dei Flagellati è registrata non prima del 1541; nel 1578 la stessa è presente a Canda, Costa e Crocetta. Particolare interessante, e caso raro in tutta Europa, sono i Flagellanti della Santissima Trinità di Loreo (1608), la cui confraternita è resistita ai tempi, giungendo fino a noi e oggi conta alcune migliaia di iscritti 9.

Per quanto riguarda Grignano, in assenza di documenti precisi, la data di erezione della Confraternita di S. Maria dei Penitenti o Battuti è presumibilmente da riferire alle origini della chiesetta di S. Rocco. Quel che è certo è che nel 1566 essa rispondeva a tutti i canoni previsti, come attesta il registro di contabilità presente nell’archivio parrocchiale, e che nel 1567 la chiesetta era sede della Confraternita. Quindi, l’evoluzione della confraternita si interseca necessariamente con quella della chiesetta stessa. Successivamente (1659) si apprende che in detta chiesetta era eretta la veneranda Confraternita del Santissimo Crocifisso.

Oltre alla manutenzione della chiesetta, detta anche “Scuola di San Rocco”, la confraternita amministrava dei fondi terrieri di sua proprietà, affittati o assoggettati a livello. Il canone andava a favore della Confraternita, che versava una quota alle autorità civili quale, ad esempio, il Campadego (onere inerente ai fondi).

Il primo elenco con raffigurazione grafica dei fondi di proprietà della veneranda Scuola di S. Rocco in Grignano, estratto dal Catasto Mappe-Estimo del 1708 di Campagna Vecchia in S. Stefano, presso l’Accademia dei Concordi di Rovigo, riporta, ad esempio, la terra detta “Le Canate” (attuale retro della Chiesa che si estendeva fino all’argine) e la terra detta “Longagnola” (approssimativamente lungo l’attuale via Dosso Faiti nel tratto iniziale) 10.

La storia della Confraternita di S. Rocco subisce un brusco cambiamento con il decreto di Napoleone del 26 maggio 1807 sulle Congregazioni e Beni ecclesiastici. I suoi beni nel 1809 divennero di proprietà della chiesa parrocchiale e nel 1812 la chiesetta di S. Rocco, assieme alla Maria Maddalena dell’Ospedale, figurano come Oratori pubblici.

I documenti registrano numerosi altri particolari della chiesetta di S. Rocco, tra i quali significativi sono i danni subìti durante l'alloggio delle truppe nella prima guerra mondiale e ancor più le trasformazioni in sala per proiezioni cinematografiche fra gli anni 1945 e 1952. Per un periodo l'ex oratorio fu adibito a palestra per i ragazzi della scuola media e poi in completo abbandono come deposito di raccolta di carta e stracci.

Per concludere quanto concerne la chiesetta di S. Rocco, notiamo con soddisfazione che essa ha ritrovato il suo degno riconoscimento come bene storico ed è stata riconsegnata alla Comunità di Grignano dopo un prezioso restauro conservativo, curato dall'ing. Angelo Milan e dall'arch. Daniele Milan, grazie al finanziamento della Cassa Rurale ed Artigiana di S. Apollinare di Rovigo divenendo, come sappiamo, l'Auditorium del coro "Monte Pasubio" 11 . Né poteva esserci utilizzo più appropriato per un edificio che è stato parte integrante della storia di questo piccolo paese sensibile alla cultura e alle tradizioni, nonostante sul piano religioso, svanite le tracce del passato, tenda alla secolarizzazione dei tempi moderni.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “I Battuti a Grignano Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 15, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-battuti-a-grignano-polesine/

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