È insolito al giorno d'oggi lavorare il rame, ma c'è ancora qualcuno che lo fa con la passione di un tempo, con la pazienza certosina che tale professione richiede. Battere il metallo con l'apposito martello, con quella precisione necessaria, con quella morbidezza ma anche con la dovuta determinazione, sbalzarlo con punzoni per ricavarne oggetti, quadri, ritratti.
Abbiamo incontrato a Canda un simile "esemplare" di artista.
Fin dalla giovane età Enrico Usan si dedica con grande interesse a questa lavorazione. Tutto comincia, quasi per caso, in Svizzera.
Per la verità Usan aveva sempre avuto fin da ragazzo la passione per manipolare metalli. Dopo aver frequentato la scuola professionale, emigra nella vicina Federazione Elevetica per lavoro. Si parla di una trentina di anni fa. Qui ha modo di conoscere e frequentare un anziano signore, esperto nella lavorazione del rame, uno di quei tipici vecchietti che si costruivano da soli pentolini, posate, oggetti per la casa ed altro. Questi prende a benvolere il giovane Enrico, e comincia ad insegnargli i suoi "segreti", alcune particolari tecniche di lavorazione di questa antica arte.
Ben presto Enrico mette a frutto gli insegnamenti ed inizia a realizzare da solo quello che la sua creatività gli suggerisce, entusiasmandosi sempre più nel vedere uscire dalle sue mani farfalle, fiori, foglie, oggetti che assumono un aspetto poetico, fantastico.
Dapprima si tratta di un impegno che occupa il tempo libero del ragazzo, ma pian piano diventa ben più importante nella sua vita. E quando Enrico Usan rientra in patria e trova lavoro nel suo paese, a Canda, non dimentica questa sua passione, anzi dedica ancora più tempo ad essa e la porta avanti con caparbietà.
Continua a produrre le sue "creature", impara tecniche sempre diverse, usa punzoni che forgia di volta in volta in relazione al disegno da eseguire, batte quel suo martello ora sul piombo, ora sul legno o la pece o su sacchi di sabbia per far nascere nel modo migliore i suoi lavori. Apprende anche le tecniche idonee a lavorare altri materiali, impara a modellare il legno, ad usare appositi acidi affinchè il rame assuma quell'aria di antico.
I soggetti che Usan preferisce sono i paesaggi della nostra campagna, le grandi fattorie, le attività agricole come la trebbiatura, ma anche animali come cavalli e cani, scene di caccia o di pesca, maschere, ritratti e soggetti sacri.
Certi suoi lavori di grandi dimensioni hanno richiesto molto tempo per la loro realizzazione ed hanno messo alla prova la competenza e la creatività di quest'artista.
Seppur frutto di un hobby, Usan ha cominciato ad esporre le sue opere in apposite mostre in diversi paesi del Polesine ed in qualche città dell'Italia Settentrionale, ottenendo consensi dal pubblico e dalla critica: un incentivo a continuare un itinerario artistico originale e creativo.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “I bronzi di Usan”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-bronzi-di-usan/