“Non dimentichiamoci che il soggetto a noi più caro è la polenta con le sue molteplici potenzialità”. Con questo impegno a ricordare la importante storia della polenta e, conseguentemente, a promuoverne l’utilizzo nella cucina italiana, accostandola ai cibi della tradizione, si chiude la lettera del presidente dei Polentari Italiani che pubblichiamo nella pagina a fianco.
Per saperne di più incontriamo pertanto Angelo Brenzan, attuale presidente dell’attivo sodalizio ramificato a livello nazionale.
– Innanzitutto gli chiediamo di esporci il suo percorso nell’associazionismo fino a divenire presidente dell’associazione Polentari d’Italia.
“Sin da giovane – ci risponde – sono stato attratto dal lavoro di gruppo e quindi dall’associazionismo. Nel 1984 mi sono iscritto al Comitato Festeggiamenti Locale e, incuriosito dall’origine del territorio, mi sono interessato alla storia di Villa d’Adige, già Villabona, frazione del Comune di Badia Polesine in provincia di Rovigo. Durante l’attività promozionale in cui venivano serviti i nostri piatti a base di polenta, ho scoperto una storia antica che rimandava a cinque secoli fa e precisamente al 1554 quando iniziarono gli esperimenti di coltivazione estesa di mais, seminato per la prima volta in Italia e più precisamente a Villabona. A conferma di ciò, anche il cartello stradale d’ingresso al paese riporta la scritta “Prima culla italiana della polenta”. La storia, la cucina, le tradizioni, ma soprattutto l’entusiasmo dei volontari mi hanno contagiato, tanto da appassionarmi a questa arte. Nel 1986 si è costituita l’Associazione Gruppo Culturale Polentari di Villa d’Adige e nell’anno successivo sono stato contattato dall’Associazione Culturale Polentari d’Italia per valutare l’ingresso del Gruppo nell’Associazione Nazionale, con la condizione di avere compiuto 25 anni di attività a favore della polenta. Il tempo nostro amico e le forti motivazioni ci hanno convinto ad aderire, con la volontà di portare il tutta Italia la nostra cultura veneta e le nostre tradizioni culinarie”.
– Quando è nata l’Associazione Culturale Polentari d’Italia e dove si trova la sede?
“Il 27 maggio 1998 a Tossignano in provincia di Bologna si sono riuniti i rappresentanti dei comitati che, con atto costitutivo del notaio, hanno celebrato la nascita dell’Associazione. Nel 2006 abbiamo fatto il nostro primo raduno a Guardistallo in provincia di Pistoia. Inizialmente ho partecipato come membro, dal 2015 come Vice presidente e il 23 marzo di quest’anno sono stato nominato Presidente nazionale.
La sede è organizzata in tre diversi luoghi: quella legale a Tossignano (Bo), la presidenza è a Villa d’Adige (Ro), la segreteria ad Altidona (Fm) e la tesoreria a Carbonesca (Pg). L’attività, a carattere nazionale, per la quale sono stato chiamato ad impegnarmi, richiede tantissimo tempo, ma questo non mi preoccupa perché sono pensionato, mi piace viaggiare e conoscere le varie realtà d’Italia”.
– Come si svolgono i raduni nazionali e quali sono le vostre idee per il futuro?
“I Raduni Nazionali si svolgono ogni 2 anni in diverse città d’Italia, scelte per ragioni di appartenenza dei gruppi ma anche per il loro valore artistico. Richiedono molte energie, impegno e costanza. Tante sono le attività proposte in un breve lasso di tempo come le sfilate in costume, i concerti delle bande locali, le conferenze, la presentazioni di libri e la preparazione di specialità regionali a base di polenta, servite nei vari stand. La nostra è una passione costosa, dal momento che è volontariato. Al di là della quota associativa annuale, noi volontari ai Raduni Nazionali ci autotassiamo per il viaggio, il vitto e l’alloggio.
Abbiamo tante idee per il futuro e gli obiettivi non ci mancano, ma fondamentale è aver chiara la fattibilità delle nostre proposte e la volontà di aumentare il numero dei gruppi che potranno aderire all’Associazione Nazionale Polentari d’Italia. Ora siamo impegnati nell’organizzazione del prossimo 16esimo Raduno Nazionale a Marano Vicentino in provincia di Vicenza dal 24 al 26 maggio 2024, per poi passare il testimone, tra due anni, raggiungendo un altro sito d’Italia”.
Per conoscere il programma dettagliato dell’evento e per ulteriori informazioni visitare il sito: www.polentariditalia.it associazioneculturalepolentari@gmail.com
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Come citare questo articolo
Annalisa Marini. “I “Polentari” d’Italia”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-polentari-ditalia/