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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Dizionario degli artisti polesani

A colloquio con Paola Pizzamano, Alfredo Sigolo e Mihran Tchaprassian, autori della impegnativa ricerca

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 64 2024 pp. 140–141

Polesine terra di artisti? La domanda sorge spontanea sfogliando il “Dizionario degli artisti nati o attivi in Polesine nel XIX e XX secolo”, edito da Apogeo nella collana I tigli dell’Accademia dei Concordi, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte.

Curato da Paola Pizzamano, Alfredo Sigolo e Mihran Tchaprassian, il “Dizionario degli artisti” è un corposo volume di 575 pagine che, in ordine alfabetico, riporta informazioni di quasi mille personaggi, nati tra Adige e Po, che nella loro vita si sono dedicati a realizzare composizioni artistiche. Pittori innanzitutto, ma anche scultori, ceramisti, decoratori, grafici, fotografi, ebanisti ed altro, che tra Ottocento e Novecento hanno operato dando vita ad opere di pregio che li ha posti all’attenzione del pubblico. Artisti di varia caratura, alcuni che hanno raggiunto sicura fama a livello nazionale ed oltre, altri che fecero conoscere ed apprezzare il loro operato nel più circoscritto ambito della provincia o della regione. In ogni caso davvero tanti, soprattutto quelli che operarono nello scorso secolo, alcuni dei quali tuttora attivi.

Un lavoro colossale quello di raccogliere una così cospicua messe di informazioni, dando vita ad un’opera tanto ampia e circostanziata, che suscita apprezzamenti e curiosità.

Per saperne di più ci incontriamo con gli autori, ai quali rivolgiamo alcune domande.

– Come è nata l’idea di raccogliere informazioni biografiche di tanti personaggi? Quanti anni ha richiesto la vostra ricerca? Quali sono stati i mezzi che vi hanno portato a recuperare tante informazioni?

“L’idea è di Mihran Tchaprassian, con l’intento di raccogliere informazioni biografiche di artisti vissuti in Polesine per rispondere alle domande e curiosità di amici collezionisti d’arte sugli autori di alcune opere in vendita nel mercato antiquario, gallerie ed aste, come nei mercatini. L’assenza di repertori e la scarsa conoscenza sono all’origine di questa ricerca e studio, con l’obiettivo di colmare questo vuoto evidente anche nella programmazione, fino ad oggi, di iniziative culturali limitate spesso e solo ai più noti. Come studiosi si sentiva la necessità di reperire informazioni non solo sugli artisti, ma anche sugli artigiani che hanno lasciato testimonianze nel Polesine, per valorizzare la creatività in questa terra spesso scarsamente considerata. Così è iniziata, oltre dieci anni fa, la raccolta di notizie attraverso la ricerca di articoli di giornali e riviste dall’Ottocento ad oggi, documenti di archivio come i registri parrocchiali dei nati e dei morti, archivi di scuole e Accademie, anagrafi comunali, libri e opuscoli su mostre e artisti, infine attraverso internet dove sono presenti banche dati, portali e siti”.

– Un lavoro di grande impegno dunque.

“Va precisato che la ricerca, iniziata oltre dieci anni fa, è continuata fino a ridosso della stampa e continua ancor oggi. Infatti è stato un lavoro collettivo molto sentito e vissuto dai noi autori, fino alla bozza di stampa e ancor oggi continuiamo a censire nuovi artisti. Un particolare ringraziamento va a Pier Luigi Bagatin che ha creduto in questa iniziativa, al presidente Lazzarini della Fondazione Banca del Monte che ha finanziato la pubblicazione con l’editore Apogeo. Ricordiamo anche che questo dizionario si riallaccia in una ideale continuità agli studi sull’arte e sugli artisti in Polesine di Antonio Romagnolo già direttore della Pinacoteca Civica dei Concordi. Questo dizionario è rivolto a tutti, e abbiamo cercato di usare un linguaggio semplice, omettendo per quanto possibile terminologie da addetti ai lavori.”

– Si tratta di artisti di varia levatura. Ci volete indicare i dieci personaggi più importanti recensiti nel vostro Dizionario?

“È difficile fare una graduatoria senza omettere nomi o fare torto a qualcuno. Per quanto riguarda l’Ottocento e i primi del Novecento segnaliamo i meno noti ma molto importanti, come i fratelli Agujaro di Adria, Guido Viaro che trovò fortuna in Brasile e al quale a Curitiba è dedicato un museo, Giacomo Luzzati che fu litografo e fotografo, i Biasin padre e figlio, come i Boscolo zio e nipote, Amedeo Bianchi di Badia Polesine, Ciorba per gli smalti, Berzoini, Maria Camerini Scola per la scultura, Luigi Tiengo, acquerellista e designer in Canada, ma ci sono molte altre storie interessanti, anche di contemporanei”.

– Nel vostro lavoro di “scavo”, sicuramente vi siete imbattuti in curiosità o sorprese inattese.

“Molte le scoperte effettuate durante la ricerca. È stato interessante riuscire a individuare i dati anagrafici, come per Paride Pozzato del quale erano indicate varie date di nascita e morte. Dalla lettura delle molte biografie emerge l’incessante creatività scaturita inoltre da mostre, scuole e iniziative culturali in Polesine favorite da studiosi, galleristi ed enti culturali”.

– Il vostro importante lavoro (come altri sviluppati in vari ambiti) sembra sfatare il pregiudizio del Polesine terra senza risorse. Avete avuto questa percezione durante il vostro lavoro?

“Sì. La nostra ricerca per il Dizionario documenta una ricchezza inedita di personalità creative, anche nell’ambito dell’artigianato artistico, frutto di conoscenze e capacità tecniche che dalla fine del secolo XIX sono state tramandate anche attraverso importanti scuole di arti e mestieri, tra le quali si ricordano quelle di Rovigo, Polesella, Badia Polesine e Castelmassa.”

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Dizionario degli artisti polesani”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-dizionario-degli-artisti-polesani/

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