Bottrighe diventa capitale mondiale del bio butandiolo. Finalmente ha iniziato a produrre il nuovissimo stabilimento, vanto economico per la terra polesana. E’ stato infatti inaugurato nei mesi scorsi il primo impianto al mondo capace di realizzare, attraverso gli zuccheri, un componente essenziale per la produzione di plastiche completamente biodegradabili.
Novamont, leader nella produzione di elementi biochimici, attraverso l’integrazione di chimica e agricoltura, ha realizzato ciò attraverso la controllata Mater-Biotech, riconvertendo completamente l’ex stabilimento polesano BioItalia, del colosso nipponico Ajinomoto, che qui produceva lisina, un amminoacido per l’integrazione di alimenti per animali e ancor prima, glutammato monosodico, quando nacque negli anni cinquanta per iniziativa dell’allora gruppo saccarifero Montesi. Società, che in Bottrighe, attraverso l’ex grande zuccherificio e lo stabilimento di confettatura dei semi di barbabietola, aveva individuato un punto strategico di lavorazione della barbabietola e di gran parte dei suoi derivati.
Il nuovo impianto, gioiello di elevatissima tecnologia, avrà una produzione annua di circa 31 mila tonnellate di butandiolo ricavato direttamente da zuccheri, attraverso l’utilizzo di batteri di tipo eschericchia-coli opportunamente ingegnerizzati, un composto chimico sinora ricavato solo da fonti fossili. In ciò Mater-Biotech di Novamont si è avvalso della partnership della californiana Genomatica e del suo team di ingegneri.
Il butandiolo viene impiegato sia come solvente, sia per la produzione di plastiche. Il butandiolo da fonte rinnovabile prodotto a Bottrighe sarà utilizzato per la produzione della quarta generazione delle bioplastiche Mater-bi, contraddistinto da un maggiore impiego di materie prime rinnovabili con una forte riduzione delle emissioni in atmosfera. Il bio butandiolo avrà in questo modo un aumento del suo contenuto rinnovabile che dal 36% passa al 61% con al conseguente riduzione del 15% circa del carbonio.
Il nuovo stabilimento di Bottrighe dà occupazione stabile a 73 persone, suddivise in tre turni di lavorazione a ciclo continuo, che con l’ìndotto, a pieno regime, tra imprese e servizi, porterà altri 180-200 posti di lavoro.
108 i milioni di euro di investimento, attualmente il più elevanto in Italia, di cui 4,5 per lavori di ingegneria, 11 per ammodernamento e smaltimento, 26 per l’impiantistica, 17 per la riconversione e altri 9 milioni per la centrale di cogenerazione.
Per portare a termine tale operazione sono state smaltite 350 tonnellate di amianto, 12 di rifiuti interrati, altri tipi di rifiuti, bonificando serbatoi e smaltendo i fanghi di depurazione. In tre anni di lavori le imprese occupate, molte del territorio, hanno superato le 300 unità.
Significativo l’intervento della scienziata Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, al convegno internazionale svoltosi a Cà Vendramin, in occasione della pre-inaugurazione dell’impianto. “Trattasi di bioeconomia, ovvero la sfida dell’imminente futuro – ha sottolineato Bastioli – che sfrutta siti deindustrializzati e tecnologie prime al mondo per realizzare impianti definiti punti di connessione e di partenza per nuove iniziative come lo è Mater-Biotech di Bottrighe, tassello di un sistema di impianti primi al mondo ed interconnessi, al quale dobbiamo guardare come un formidabile acceleratore e punto di moltiplicazione di opportunità della filiera delle bioplastiche”.
La stessa scienziata, con la benedizione del parroco di Bottrighe, don Antonio Cappato, ha inaugurato lo stabilimento alla presenza delle autorità del territorio che hanno così potuto visitare l’impianto, accompagnate dal dottore Stefano Dessì, direttore della fabbrica, che ha sapientemente illustrato ogni reparto.
Lo stesso Dessì si è detto oggi soddisfatto di come procede il funzionamento dello stabilimento, ormai a regime. In un momento economico generale, davvero difficile, ciò fa ben sperare per il futuro della zona. Il paese di Bottrighe, quindi, viene lanciato quale sfida mondiale per l’innovazione sostenibile, grazie a questo nuovo modello industriale.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Il primato della Mater-Biotech”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-primato-della-mater-biotech/