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UN RICORDO

Il primo seme del turismo

Nella lontana primavera del 1978 il primo corso polesano per guide turistiche voluto dal C.T.G.

di Franco Gemelli

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 76–79

La provincia di Rovigo non può certamente vantare una tradizione turistica come le province limitrofe, così ricche di interessi artistici, vicende storiche, attrazioni paesaggistiche….Tuttavia non mancano nel territorio polesano aspetti positivi, ed è indubitabile una vocazione turistica, per troppo tempo misconosciuta a causa di circostanze che hanno reso prioritarie ben altre esigenze; in primis la convivenza con i due grandi fiumi, spesso minacciosi per la sicurezza del territorio, e la precarietà di una economia basata prevalentemente sull’agricoltura.

Negli ultimi tempi possiamo però constatare come vi sia un rinnovato interesse nei confronti della salvaguardia del territorio, della ricerca storica e della riscoperta di antiche tradizioni. Tutto ciò sta finalmente portando alla valorizzazione di un patrimonio culturale, oggetto di attenzione non solo da parte degli abitanti di questa provincia, ma anche da parte di numerosi forestieri, che possono trascorrere una giornata in Polesine spinti da interessi turistici veri e propri. Al giorno d’oggi non è certo difficile incontrare una scolaresca o un gruppo organizzato, accompagnati da una guida ben preparata a visitare il Museo Etrusco di Adria, l’Accademia dei Concordi o il centro storico di Rovigo.

Il passaggio da un turismo occasionale e improvvisato ad un turismo organizzato e professionale, non è stato certo un evento fortuito, ma è stato il frutto di una iniziativa sorta e sviluppatasi nell’ambito del CTG di Rovigo. Fu infatti nel 1978 che Beppe Marangoni, allora Presidente provinciale del CTG, ebbe la felice intuizione di organizzare un “Corso di guide di turismo sociale per la provincia di Rovigo”. Fu un’impresa pionieristica, che si proponeva lo scopo di creare, analogamente a quanto avveniva altrove, un gruppo di guide in grado di diffondere la conoscenza dei beni artistici, museali ed ambientali della nostra provincia.

Dal punto di vista didattico il Corso si presentava stimolante e ben strutturato: era formato infatti da una serie di incontri durante i quali, dopo una lezione formale, veniva effettuata una visita guidata sul territorio. Il Corso si articolava in una serie di 12 incontri nel periodo compreso tra il 16 aprile e il 14 maggio 1978, con tanto di lezione inaugurale e locandina di presentazione, opera dell’abilità grafica di Cristiano Fenzi, socio storico del CTG.

Tra le carte del mio archivio conservo tuttora il programma di quel primo corso. Leggendo i titoli delle lezioni e i nomi dei relatori, non si può fare a meno di sottolineare la lungimiranza e la sensibilità nella scelta degli argomenti: accanto a temi classici quali “Il Polesine nella storia” e “Le Ville venete nel Polesine”, non mancarono l’attenzione verso il folclore, le tradizioni, il paesaggio e i risvolti economici del turismo.

I relatori erano tutti personaggi di riconosciuta esperienza e preparazione: cultori di storia locale e autori di svariate pubblicazioni quali L. Traniello, A. Rondina e A. Romagnolo, pionieri della ricerca archeologica locale quali A. Bellintani, GB Siviero ed E. Zerbinati, esponenti delle istituzioni quali A. Crivellari, presidente dell’EPT e L. Bortolussi, direttore del Consorzio per lo sviluppo economico e sociale del Polesine.

Si può dire senza enfasi che gli aspetti turisticamente più salienti, venivano illustrati dai migliori esperti dell’epoca. Né mancò una certa curiosità sulla stampa, infatti le visite ad Adria, a Fratta Polesine e la conclusione del corso, furono oggetto di attenzione da parte della cronaca locale. Ricordo anche un momento particolarmente drammatico: durante uno dei nostri incontri, si era diffusa la notizia dell’assassinio di Aldo Moro. Un brivido di sconforto percorse il volto di tutti i partecipanti e il ricordo di quelle sensazioni mi fa ancor oggi rivivere i tristi momenti di un periodo contrassegnato dalle drammatiche vicende del terrorismo nostrano.

Il Corso terminò con la consegna dei diplomi ai 20 partecipanti i cui nomi sono elencati a parte. Cosa rimase alla fine del Corso? Innanzitutto l’esperienza indimenticabile di tante visite, affiancati da esperti straordinariamente competenti; inoltre le relazioni dei docenti e organizzatori condensate in circa 40 ciclostilati, la bella e documentata guida di Rovigo di C. Semenzato, oggi praticamente introvabile; infine la conoscenza di itinerari e luoghi che poi diventeranno meta di tante visite guidate.

Da quel momento la nostra Provincia, per la prima volta, è stata in grado di contare su di un nucleo di animatori turistici forniti della preparazione necessaria per valorizzare la storia, il paesaggio e l’arte del nostro territorio. Per il turismo polesano si è così aperta una nuova stagione, i cui frutti stanno maturando proprio in questi ultimi tempi con iniziative che hanno preso piede proprio da quell’indimenticabile stagione del 1978.

I 20 diplomati del Corso:

Balbo Giancarlo, Ballestriero Fabio, Ballestriero Franco, Bertaglia Massimo, Brogin Sandra, Brusaferro Adriana, Faggin Mauro, Gemelli Franco, Girotto Donatella, Maneo Aldo, Marchetto Franca, Modena Emilia, Pavarin Antonella, Pedrini Rita, Reale Paolo, Rossi Sandro, Sicchiero Paolo, Trevisan Stefano, Zeilante Lucia, Zuccolo Maddalena.

Il Programma del Corso:

• 10 aprile: Apertura del Corso “Il Turismo sociale”, rag Marcello Pascarella, esperto.

• 18 aprile: “Il Polesine nella storia”, prof. Leobaldo Traniello. Visita serale alla città di Rovigo guidata dallo stesso docente

• 22 aprile: “Il paesaggio polesano: territorio e architettura rurale”, Arch. Romano Murmura. Escursione nella campagna guidata dallo stesso docente.

• 25 aprile: Visita diurna alla città di Rovigo, guidata dal prof. Leobaldo Traniello.

• 27 aprile: “Aspetti quantitativi e qualitativi del turismo in Polesine”, geom. Aldo Crivellari

• 29 aprile: “La tradizione, il folclore, i prodotti tipici”, cav. Pietro Conforto Pavarin. Escursione, con cena a base di specialità polesane, guidata dallo stesso docente.

• 1 maggio: “Le ville venete nel Polesine”, prof. Leobaldo Traniello. Escursione a Fratta guidata dallo stesso docente.

• 2 maggio: Visita alla Pinacoteca dei Concordi e del Seminario, guidate da Antonio Romagnolo.

• 4 maggio: Visita ad un centro produttivo, guidata dal dr. L. Bortolussi. “Aspetti salienti delle attività economiche della provincia”, lezione dello stesso docente.

• 9 maggio: “Come si visita un museo”, dr.ssa Elisabetta Mangani. Visita al Museo archeologico di Rovigo, guidata dal rag. Aldo Bellintani, dal dr. Giambattista Siviero e dal prof. Enrico Zerbinati

• 13 maggio: Adria, rag. A. Rondina. Visita alla città, guidata dallo stesso docente e al museo archeologico.

• 14 maggio: Il Delta, geom. A. Crivellari. Escursione nel Delta, guidata dallo stesso docente. Pranzo e Conclusione del Corso.

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Come citare questo articolo

Franco Gemelli. “Il primo seme del turismo”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-primo-seme-del-turismo/

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