Mario Naia, raffinato cultore delle memorie del suo paese natale, Donada, nasce nel 1928, proprio l’anno in cui (con Regio Decreto del 20 Dicembre 1928), il Comune della sua Donada viene riunito con quello di Contarina e con parte dei Comuni di Loreo (la frazione Fornaci, che non tornerà più a quell’Ente locale) e di Porto Tolle (isola di Cà Venier), a formare il Comune di Taglio di Porto Viro, che nel 1932 muta la sua denominazione in Porto Viro. Quindi l’infanzia, fino a circa 9 anni, Naia la vive sotto l’egida di questa unificazione che successivamente, con le vicende che seguirono alla fine della seconda guerra mondiale, fu abolita. Ed in tempi molto più recenti Mario Naia è stato uno dei fautori del nuovo processo di unificazione fra Donada e Contarina, questa volta sancita da referendum popolare, che ha porto alla nascita, dal 1° gennaio 1995, del Comune di Porto Viro, assurto poi al rango di città.
Mario possiede un’innata predisposizione per tutte le manifestazione del folklore, o meglio delle Tradizioni Popolari, come diceva il grande folclorista italiano Paolo Toschi, (illustre contemporaneo romagnolo, nato a Lugo e morto a Roma nel 1974). Egli sa osservare, indagare e comprendere i fatti storici, le usanze, i pregi ed anche i difetti della sua comunità. Per lungo tempo ha immagazzinato tutto ciò nella sua mente, poi ad un certo punto della sua vita (è avvenuto intorno agli anni 80), ha sentito l’esigenza di fermare i suoi ricordi in pagine e pagine di annotazioni, redatte con una grafia piacevolissima, a buon diritto meritevole del nome di calligrafia.
Chi scrive ha avuto la fortuna di veder nascere le sue storie; e per numerose di esse ha anche potuto collaborare a dar loro la prima veste letteraria, curandone l’uscita in alcune pagine speciali de “Il Gazzettino”, attese con curiosa impazienza da molti lettori.
Mario è anche uno storico, ma la sua è una storia umile, in cui racconta fatti spesso conditi con sagacia tanto da farli sembrare aneddoti, cosicché paiono essere il parto di una mente creativa, mentre in realtà poggiano su solide basi oggettivamente riscontrabili. Ci troviamo dunque di fronte ad un personaggio dall’intelligenza vivissima, che nella vita ha avuto anche altri interessi, dedicandosi ad altre attività importanti.
L’attività presso il Mercato Ittico
La vita di Mario Naia è stata a lungo legata al mondo della pesca ed in particolare alla vita del Mercato Ittico di Donada.
Nella sua giovinezza è stato uno dei pochi donadesi a conseguire un grado di istruzione che per quei tempi si può definire elevato: frequenta infatti in quel di Adria la Scuola di Avviamento Professionale “V. Turri” (poi confluita nella Media Unificata), negli anni bellici che vanno dal 1932 al 1942. Sa leggere speditamente e far di conto con grande abilità, cosa che lo fa apprezzare socialmente e pertanto non ha difficoltà ad entrare, in qualità di impiegato contabile, nel Mercato Ittico di via Mantovana, poi via Torino (che ora, dopo il trasferimento nella nuova sede di via Murazze, ha ceduto il posto ad una moderna stazione di carburanti), da sempre gestito dalla storica Cooperativa Pescatori “Eridania”, di cui passano i presidenti, ma Mario resta, accanto ad Ermes, figura di antico astatore.
Sono gli anni in cui l’offerta delle partite di pescato non si faceva elettronicamente, ma la si affidava ad una persona, particolarmente sveglia e dotata. Al Mercato Ittico, Mario rimane per 40 lunghi anni, fino al pensionamento, avvenuto nel 1986.
L’interesse per politica e il volontariato
Nella sua vita, però, c’è posto anche per un’altra grande passione, quella per la politica; è socialista “saragattiano” di fede, tanto è vero che per il Psdi è anche candidato al Senato (conserva ancora, tra le sue carte, un manifesto elettorale che ricorda l’evento), e da “figlio del popolo”, la sua campagna elettorale la fa a bordo di un motorino perchè, stranamente, quest’uomo dall’ingegno così pronto, non ha mai voluto conseguire la patente di guida.
In consiglio comunale a Donada, rimane per ben 5 lustri, quando decide di ritirasi. In sala consiliare ha avuto l’“onore delle armi” da tutti (maggioranza ed opposizione), che manifestarono la loro autentica tristezza per questo fatto, tanto che il genero, Nicola Marinelli, volle scherzosamente risollevare l’umore generale, con la battuta che ben ricordo: “Coraggio, non è mica morto!”.
Anche dopo il pensionamento, Naia non ha cessato di essere attivo, e si è dedicato al volontariato sociale nell’Associazione locale “Camminare insieme”, fondata dal dottor Giuseppe Cattozzo (un medico con la vocazione per il sociale). Attualmente Mario Naia è vicepresidente dell’associazione, interessandosi pure di volontariato nella Croce Rossa Italiana. L’attività di “Camminare Insieme”, che impegna tutti i volontari, compreso il presidente, Giorgio Ferro, si esplica su due versanti: nel servizio di accompagnamento sugli scuolabus dei bambini delle Scuole dell’Infanzia, e nel servizio presso la Biblioteca per ragazzi e la Ludoteca di via Piave, sempre in Donada.
L’impegno letterario
“Indrìo in tel tempo”, cioè a ritroso nel buon tempo antico, costituisce l’opera letteraria di Mario Naia, a suo tempo presentata dal sindaco attuale di Porto Viro, Doriano Mancin, con l’Assessore alla Cultura, Maura Veronese, e dal prof. Maurizio Cavallari, ex sindaco di Donada e suo “figlioccio”. E’ un libro di memorie di ben 208 pagine, contraddistinto da una freschezza espressiva che rivela un narratore d’istinto ed il ricavato delle vendite è stato destinato da Mario Naia (con uno degli slanci che da sempre lo hanno contraddistinto), ad opere di beneficenza.
L’autore ha suddiviso l’opera in due grossi filoni: I “Racconti di stagione” da un lato, che iniziano con il brano “Il ritorno dell’Aprile”, cioè della vita che si risveglia a primavera, e procede fino ai “Giorni della merla e segni sul lunario”, che coincidono con il periodo più freddo dell’anno di fine gennaio, quando anche la natura sembra addormentarsi e ripiegarsi su se stessa. A conclusione della prima parte, il racconto “Il buon tempo antico ovvero la giovinezza diventata anziana”, che si sublima in un abbandono alla fede; aspetto questo che, al di là della retorica, ha sempre sostenuto Mario Naia in tutte le avversità che la vita costantemente ci presenta.
Il secondo filone, invece, Mario lo ha titolato “Divagazioni…”, e si tratta di una vera e propria miniera di notizie storiche, di fatti e curiosità che (caratterizzate dal solito linguaggio, fresco e di facile lettura), ci aiutano a conoscere dell’attuale ex Comune di Donada, ora componente di Porto Viro, gli aspetti salienti sotto il profilo storico: vestigia di cui purtroppo si sta perdendo la memoria. Ed ecco la storia del Palazzo Negrelli-Perazzolo in località Cao di Marina, antica corte rurale, di cui stanno scomparendo anche le ultime tracce; il palazzo Ferro “Santanante” – Marsura-Passarella, sull’antico maestoso cordone dunoso (ridotto a pochi smozzicati frammenti), che costeggia ad ovest via IV Novembre. Ed ancora la vecchia fornace “Negrelli” in zona golenale a Taglio di Donada, quest’ultima con un destino più felice, perchè l’edificio, recuperato architettonicamente, è divenuto il Centro Turistico Nautico “Po di Venezia”.
E non mancano i personaggi ormai entrati nella storia, anche se recente, quali monsignor Sante Tiozzo detto Bon, il pastore d’anime di Sottomarina di Chioggia, che per quartant’anni fu amato parroco di Donada, ed eccezionalmente vicario foraneo “ad personam” della Vicaria di Loreo. Personaggi che finiscono con uno ancora in attività, Berto Turolla detto Mosè Carda, che ancor oggi, nonostante gli anni siano trascorsi anche per lui, si può ancora vedere a cassetta, come è accaduto al sottoscritto di recente, magari per aiutare la Cooperativa Sociale “Don Sandro Dordi” nel trasportare, in brevi gite nel territorio, i bambini delle Scuole Elementari.
Mario Naia, attuale “giovanotto” di 78 anni, memoria storica di un mondo che si identifica con la civiltà contadina, oggigiorno rappresenta dunque a Porto Viro il geloso custode ma anche ultimo bastione di un mondo la cui memoria va preservata e tramandata ai posteri.
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Come citare questo articolo
Enrico Mancin. ““Indrìo in tel tempo””. Ventaglio Novanta, n. 34, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/indrio-in-tel-tempo/