L'attuale struttura architettonica dell'antichissima chiesetta di Santa Maria Assunta, detta anche di S. Francesco, è il risultato di un rifacimento avvenuto nel 1400 su una chiesa preesistente, tali caratteristiche si possono dedurre dall'uso del cotto, dallo stile tipico, con le caratteristiche cornici dentellate. Non possediamo purtroppo una precisa documentazione per ricostruire le origini storiche di questo edificio che conobbe momenti di grande splendore e di ricchezza spirituale, artistica e culturale.
Dai pochi documenti di cui disponiamo si apprende che la chiesa, con annesso conventino, apparteneva all'ordine dei Frati Minori Conventuali e che, all'inizio del 1600, fu da questi abbandonata. In seguito fu consegnata alle confraternite dei Battuti e del Rosario. In essa si radunavano infatti le numerose confraternite presenti in quel tempo nella comunità di Fratta per celebrarvi le loro solenni cerimonie. Al suo interno trovarono sepoltura tutti i notabili di Fratta, fra i quali va ricordato in particolare il Conte Giovanni Maria Bonardo. Nato a Fratta intorno ai primi anni del 1500, si dedicò allo studio delle lettere, dell'astronomia, della filosofia, della matematica, intessendo amicizie con gli intellettuali del tempo e dando vita alla famosa Accademia dei "Pastori Fratteggiani" alla quale aderirono figure illustri di personaggi del suo tempo.
Il Bonardo, uomo di cultura e di fede, trascorse quasi tutta la sua vita a Fratta, dove morì nel 1590. Nutrì sempre un grande amore verso la chiesa di Santa Maria Assunta, e in essa volle essere sepolto, come si legge nel suo testamento, sotto l'altare di S. Francesco, e per la circostanza egli dispose che fosse fatta dipingere una pala che raffigurasse Santi e Dottori della Chiesa.
L'interno del tempio è ripartito in tre navate suddivise da colonne che sostengono le volte a capriate; il soffitto è in legno secondo lo stile francescano. Addossati alla parete di fondo vi sono tre altari, due dei quali in stucco adornati da motivi floreali; al centro l'altare maggiore, meraviglioso capolavoro in legno dorato realizzato, su disegno dello Zamberlano, dallo scultore G. Caracchio (sec. XVI).
Sull'altare è posta una pala attribuita al Maffei (1790-1870) che raffigura la Vergine Assunta posata sulle nubi; attorno al sepolcro sono raffigurati vari personaggi rivestiti di un lungo manto bianco; probabilmente si tratta dei componenti della confraternita dei Battuti.
L'altare è sovrastato dal baldacchino d'aria che racchiude una grande tela di autore ignoto raffigurante la Vergine che accoglie sotto il suo manto vari personaggi, ripetendo le stesse iconografie della tela precedente.
Sopra la porta d'ingresso è posta la cantoria, sostenuta da colonne in legno, sopra la quale è collocato l'organo.
Il pavimento, in cotto, racchiude segreti che certamente meriterebbero una attenta ricerca.
L'edificio, che è proprietà della parrocchia di Fratta Polesine, ha subìto in passato vari interventi di consolidamento ad opera della Sovrintendenza dei Beni Artistici, e appunto in questi ultimi tempi si è completato il lavoro di restauro riguardante la parte muraria.
Questo sacro edificio, unico esempio di stile francescano tuttora presente in Polesine, è in parte ritornato all'antico splendore, e costituisce un importante tassello nel ricco patrimonio architettonico di Fratta Polesine.
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Come citare questo articolo
Settimio Rigolin. “La chiesa di S. Francesco a Fratta Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-chiesa-di-s-francesco-a-fratta-polesine/