La società Dante Alighieri, ente morale fondato nel 1889, e divenuta poi associazione non lucrativa di utilità sociale, promuove la lingua e la cultura italiana nel mondo.
Il Comitato di Rovigo della “Dante Alighieri” si è costituito nel maggio 1894, solo cinque anni dopo la nascita della Società nazionale, per volontà di alcuni docenti del Ginnasio Liceo “Celio” e di soci dell’Accademia dei Concordi, trovando in città un terreno fertile di diffusione. Sensibilità già presente decenni prima come dimostra il medaglione di Dante Alighieri apposto sotto la Loggia dei Nodari in piazza Grande.
È uno dei primi nati in Italia e la sua storia ha una valenza culturale significativa per il territorio polesano; si inserisce nel quadro più ampio della realtà nazionale nel suo svilupparsi dall’origine fino ad oggi nel confronto con le sfide della società globale.
La storia del Comitato è anche narrazione dell’impegno di persone che si sono spese generosamente a tutelare e diffondere localmente la lingua italiana, patrimonio fondamentale di cultura, cercando di mantenere viva, fin dall’inizio del Novecento, l’attenzione verso le giovani generazioni allo scopo di creare le basi di una continuità di tradizioni e valori.
Approfondiamo un po' di curiosità con Mirella Rigobello, presidente del Comitato “Dante Alighieri” di Rovigo, dopo l’84esimo congresso “L’italiano, luce nel mondo”, della società Dante Alighieri che si è tenuto a Roma dal 12 al 14 settembre.
– Dott.ssa Rigobello, quali sono le principali attività e gli ideali che si prefigge l’Associazione da lei guidata?
“La Dante è nata con lo scopo di diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Carducci, animatore dell’iniziativa, aveva in mente sia i Paesi al di fuori dell’Italia che l’Italia stessa. A Rovigo siamo nati 130 anni fa e la Dante con Carducci è nata solo 5 anni prima di noi; quindi diciamo che siamo uno dei comitati più longevi di tutta la rete non solo nazionale ma internazionale. La diffusione della lingua e cultura italiana si imponeva perché all’epoca c’era bisogno di far conoscere la lingua italiana e far coltivare la cultura soprattutto per gli immigrati.”
– E ai nostri giorni?
“Il nostro comitato, in particolare vuol diffondere la lingua e la cultura italiana a 360 gradi, con un impegno quindi non solo nelle attività culturali e presentazioni di libri di letteratura, ma impegnandosi a valutare anche altre tipologie di eventi. Per esempio la cucina italiana nel mondo che viene da noi promossa nel mese di novembre, mentre per l’ottobre rodigino nel periodo della fiera, portiamo avanti da 7 anni Le lingue in fiera con relatori di fama internazionale come Francesco Sabatini o Giuseppe Antonelli.”
– E i rapporti col mondo della scuola?
“Il mondo de La Dante Alighieri non solo conta 135.000 tra soci e studenti, scuole di lingua italiana, 95 Presidi letterari dediti alla promozione del libro e della lettura, ma anche 380 centri d’esame PLIDA, tra cui spicca (tra i pochi in Italia) il nome del comitato di Rovigo dal 2005. La Dante è uno strumento di diplomazia culturale del nostro Paese, con una vasta e capillare struttura che assicura l’insegnamento e la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, rilasciando i certificati PLIDA che attestano la competenza in lingua italiana come lingua straniera. Il nostro è uno dei comitati più attivi, a cui la sede centrale guarda con attenzione perché riusciamo ad ottenere fino a 150 certificazioni l’anno. Abbiamo circa 170 studenti che ruotano tutto l’anno; i corsi si fermano solo per 10 giorni in agosto e abbiamo una media di 30/34 corsi l’anno con piccoli gruppi”.
– Presidente, c’è un evento di quelli promossi nell’ultimo anno che la ha coinvolta maggiormente?
“Sicuramente l’attività profusa in occasione del centenario di Giacomo Matteotti, in collaborazione con soroptomist; la presentazione del volume “I 130 anni per la Giornata della Dante” che condensa tante attività ed eventi che ci contraddistinguono. Inoltre, il Comitato ha arricchito il mese di novembre con ben 2 appuntamenti rivolti al pubblico. Il primo, un convegno organizzato l’11 novembre a Palazzo Roncale che ha dato nuovo spolvero alla figura del celebre Marco Polo: in occasione dei 700 anni del più famoso mercante veneziano, la società ha proposto “Marco Polo: 700 anni di followers”. Una rilettura della sua vita, con l’obiettivo di mostrare come la sua sete di conoscenza abbia influenzato non solo la storia ma influenzi ancora i giorni nostri.
Durante il secondo appuntamento, tenutosi mercoledì 20 novembre, in Villa Morosini, a Polesella – in occasione della IX edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo – è stato presentato un libro eccezionale che, grazie alla penna di Marisol Burgio di Aragona, unisce la cultura enogastronomica dalmata con quella renana. Un mix di ricette e storia di vita vissuta da una bimba cresciuta tra aneletti e pasta di mandorle. Al termine della serata di presentazione del libro, è stato possibile degustare alcune delle ricette proposte nelle pagine di “La scuola delle nonne” e chiacchierare con l’autrice per carpirle intriganti consigli e segreti culinari.”
– Ci racconti un po’ l’emozione di essere stata presente al Congresso internazionale della Società Dante Alighieri che si è tenuto a Roma lo scorso settembre.
“Ero presente in veste di presidente del comitato di Rovigo e in questa edizione ho avuto anche l’onore di partecipare a uno dei tavoli di lavoro del giovedì. Solo 20 comitati, infatti, sono stati chiamati a comporre queste commissioni, ciascuna delle quali ha discusso un tema preciso. Rovigo, assieme a La Spezia, Siracusa e Campobasso, ha affrontato il tema Vivere l'associazionismo de la Dante in Italia: modelli e progetti. È stata tanta l’attesa per la riunione plenaria del 13 quando al Palazzo del Quirinale, è stato ufficialmente inaugurato il Congresso mentre, ed è stata molto emozionante la presenza per i saluti iniziali del Presidente della Repubblica Mattarella. Nel pomeriggio, i delegati hanno potuto assistere a una conversazione tra il Presidente Andrea Riccardi e il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani moderata dall’editorialista del Corriere della Sera Paolo Conti, su “Libri e libertà: narrare e narrarsi in italiano”. Il Congresso è stata un’occasione per rilanciare l’orgoglio dell’Italia per la propria lingua, per parlare di Italsimpatia ma anche per sollecitare il mondo politico, istituzionale, produttivo e culturale (incluso quello universitario) a usare l’italiano nei grandi appuntamenti internazionali, sottolineando così il suo immenso valore e la sua storia. L’appuntamento romano segue il precedente Congresso che si è svolto a Rosario, in Argentina, dal 21 al 24 giugno 2023, con oltre 1.500 ospiti”
– Tra i tanti, quale obiettivo prioritario vi ponete come comitato attivo nel territorio polesano e non solo?
“Cercare sempre di più il coinvolgimento dei giovani, delle scuole e dell’associazionismo. Una maggiore partecipazione e attivismo, senza smettere di chiederci cosa fare per poter coinvolgere maggiormente queste diversificate e importanti realtà del territorio. Cosa Rovigo chiede di diverso? Questa la domanda e la sfida importante che ci poniamo per il futuro”.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Michael Miazzi. “La “Dante” di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-dante-di-rovigo/