Emanuela Greghi nasce a Castelmassa dove tuttora risiede. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi “Ca’ Foscari” di Venezia, intraprende la carriera scolastica come Docente di Tedesco e insegna attualmente in un Liceo Linguistico della provincia di Verona.
Dal 2024, con la pubblicazione di tre raccolte di poesie, si fa conoscere come autrice di poesia e appassionata di fotografia poiché – come lei stessa afferma – la fotografia le ha insegnato ad osservare e ad apprezzare aspetti del paesaggio durante i suoi spostamenti quotidiani per raggiungere il Liceo: ambienti che prima non le avevano mai suscitato particolare interesse e coinvolgimento.
Ora, invece, lo sguardo si posa sul particolare in modo spontaneo e il “vedere” attraverso l’obiettivo si trasforma in un “sentire” partecipato e il “sentire” in un “vedere”. Dall’esperienza sensoriale della fotografia scaturiscono parole cariche di interiorità profonda.
L’atto creativo di Emanuela nasce da necessità, dall’intima urgenza di dare forma espressiva a pensieri, riflessioni, emozioni, immagini che ritornano, soprattutto sul far della sera. In quel preciso momento, con la mente sgombra dai mille assilli quotidiani, la sua parola poetica dà voce alle emozioni, al vissuto che trova il proprio spazio sulla carta, cogliendo l’anima di ciò che esiste, cercando nuovi orizzonti su cui posare lo sguardo nella libertà di accogliere tutto quello che la vita ci riserva.
Poesia della vita che offre una dimensione legata alle pulsioni dell’anima e alla rappresentazione di un tempo e di uno spazio trasfigurati dagli occhi dello spirito che portano alla luce ciò che si trova nell’oscurità e, complice il silenzio, si imprimono nei versi.
I temi più ricorrenti sono legati al paesaggio, alla natura, all’avvicendarsi delle stagioni che seguono i moti dell’anima, anticipano memorie, delineano emozioni, creano sospensioni del tempo che aprono a nuovi orizzonti in cui le parole risuonano di echi trascorsi che irrompono a dare nuova vita al silenzio.
Nei componimenti troviamo un immaginario reale che riporta ad altri temi cari all’autrice che ritroviamo nelle tre raccolte pubblicate finora.
La prima raccolta dal titolo “Alla sorgente”, pubblicata da Robin Edizioni, ci invita ad instaurare un rapporto empatico, intimo e intenso con situazioni, cose, luoghi e persone da cui scaturisce la linfa poetica.
Da questa raccolta proponiamo:
CAMMINO
Tra notti buie e tiepide schiarite lento si snoda il sentiero. Incerto è il passo, obbligata la via. Trasfigura lo sguardo l’irresistibile anelito di un approdo vicino, di un riposo voluto. Cauta l’anima guada il torrente, indugia il pensiero su istanti eterni che separano dalla meta di un camminare stanco.
SCRIVERE
Scrivere per poter vivere, per dare senso a giornate di buio, per stanare dolorosi pensieri e condannarli all’esilio. Scrivere per insorgere contro un pallido esistere o per travestirlo con pietose speranze. Scrivere per amare cose e persone, per riaffermare certezze e porsi nuove domande. Scrivere per creare accordi nuovi su uno spartito di cielo.
ALLA SORGENTE
Ritorno alla sorgente con la mia brocca rotta, anche un ultimo zampillo può bastare a rinfrescare le molte arsure. Attingo acqua alla fonte, come la Samaritana al pozzo, per ricevere vita nuova e proseguire in pace il mio cammino. Un nuovo inizio non ha età, attira ogni cuore che cerca. Vado alla sorgente, il crepuscolo serale mi accompagna, riconosco il cammino compiuto, attendo, serena, la nuova alba.
VITA
Ho ascoltato un cuore in preghiera annodare sogni e desideri come nastri di seta intorno a ciocche ribelli. Ho amato il silenzio più delle parole, ho creduto a parole nuove nate dal silenzio. Ho cercato i sì nella vita, disseminati ovunque, ho deposto le domande, ho abbracciato le risposte. Ho amato il mistero, la sua trasparenza negli occhi di un bambino. Ho vissuto la mia narrazione, ho condiviso le mie fatiche.
“Liberi respiri” il titolo della seconda raccolta di poesie pubblicata da Robin Edizioni. Respirare vita, restituire poesia, perché i respiri sono nati liberi, e lo sono anche diventati liberi attraverso la cura sapiente della parola che inonda di luce il vivere, che crea nuovi orizzonti oltre i confini, che guida i passi verso inesplorati cammini.
“Respiri eterni / Più non sono / ma onque vivono. / Per sempre” (da Respiri)
Proponiamo:
PAESAGGIO
Paesaggio di sempre accompagna il mio andare, bellezza di un nulla fatto di terra scura velato di nebbia in cui affonda lo sguardo incapace di sostare. Oltre il pioppeto corre una strada sterrata, testimone di antichi cammini e di passi stanchi al calare di ogni sera. Grigiore ovunque, colori spenti di pennelli leggeri intinti di malinconia. Eppure sentirsi a casa, essere parte del quadro, di questo mondo solitario da sempre amato.
IL GRANDE FIUME
Patriarca della pianura, incedi solenne tra le ben note sponde lambite da secoli dalle tue acque possenti. L’abbraccio del mare ti attende, non conosce tregua il tuo andare.. Mi impauriva, da bambina, quanto di te si raccontava. Di destini inghiottiti dai tuoi vortici voraci. E ancora adesso, mentre osservo il tuo corso, luci ed ombre fanno ingresso nella mente, pensieri inquieti si depositano nell’animo. Eppure solo tuoi sono i tramonti di insuperata bellezza, i rossi sanguigni dell’ultimo sole all’orizzonte. Tue le passeggiate sugli argini amati, tra profondi respiri e liberi sguardi senza confini. Amato, temuto Fiume di tutta una vita, che accanto a te ha percorso il suo cammino.
UN CUORE DI CARNE
Vi darò un cuore di carne, capace di fendere il muro di gelidi sguardi, amante di ogni sorriso fiorito su umani volti, cercatore del vero oltre mille barriere. Un cuore nuovo, in ascolto di imploranti silenzi, accogliente rifugio di dolorosi cammini. Darà la vita, la sua, per ciò che ama, e non avrà timore alcuno di aver sbagliato strada.
TO EMILY D.
Le tue api amatissime ancora ronzano laboriose e vivono di te. Dolce-amaro nettare succhiano dai fiori della tua solitudine, stillando gocce di versi senza tempo. Mostrano i fiumi, i mari e le care montagne, il rosso dei tramonti e quello del mattino. Ogni cosa chiusa in una stanza, la tua, di un’anima che ha trasceso il limite umano e ha solcato i cieli.
L’ultima raccolta “Cammini”, edizione Controluna, ci accompagna a percorrere i molti cammini che la parola, libera e liberante, consente. Ci concediamo soste di stupore, pause di silenzio, folgorazioni di luce, per poi ripartire alla ricerca dell’anima mundi, senza bastone né bisaccia, ma nudi e liberi.
L’abitare la terra ci rende viandanti alla perenne ricerca della sua bellezza; è un peregrinare solitario, ma condiviso, è un andare che arricchisce di senso la nostra esistenza.
Il verso diventa un solco che parte dall’io e raggiunge il tu dando compimento ad ogni cammino. Queste le poesie:
AUTUNNO
Siamo spogli di tempo. Quello vero, che non abbiamo vissuto. Inesorabile si stacca dai rami dei nostri giorni come foglie d’autunno refrattarie al quotidiano morire. Lo inseguiamo invano, sperando che ci attenda. Mentre a terra troviamo l’attimo importante che avvizzisce tra le inutili foglie testimoni del nostro frettoloso andare.
UN RICORDO
Fremeva nel cassetto quel ricordo lontano … Cercava casa altrove. Rannicchiato attendeva il dischiudersi di una mano amica, pronta a incastonarlo, una volta ancora, nel ventaglio della memoria. Sapeva. La fredda brina del mattino l’avrebbe reso gelo, la fitta nebbia della sera lo avrebbe sepolto. Ma lui voleva uscire e vivere e non morire.
I TUOI OCCHI
Varco la pupilla dei tuoi occhi, attraverso l’iride di cielo e trovo i sentieri della tua anima. Li percorro cauta e pensosa, voglio capire chi sei, da quale fonte scaturisce la luce del tuo sguardo, quale rivo sotterraneo alimenta il tuo dolore. E alla fine del mio viaggio, raggiunta la porta del tuo cuore, avrò forse ritrovato anche me stessa.
SAREMO
Saremo mattini di fuoco dopo timide albe trapuntate di sogni. Saremo nuvole dense di piogge dirompenti, benefiche foriere di nuovi inizi. Saremo il canto dolce della sera in cui arpeggiano ricordi e velate nostalgie. Saremo effluvi di libero Spirito, anime pure in ascesa verso infiniti cieli. Saremo il quadro che abbiamo dipinto con parole e silenzi, tra lacrime e sorrisi circonfusi di luce. Saremo.
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Come citare questo articolo
Simonetta Furini. “La poesia di Emanuela Greghi”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-poesia-di-emanuela-greghi/