L’attesa è finita! Finalmente anche Rovigo si prepara ai grandi festeggiamenti, in onore del sommo poeta, che a più riprese interesseranno tutta l’Italia.
Già il 7 settembre dello scorso mese, nella splendida cornice della Sala Consiliare della Provincia di Rovigo, il prof. Antonio Lodo ha intrattenuto gli ospiti nell’Evento “Dante 700” attraverso letture della Divina Commedia, racconti, citazioni e raffinate argomentazioni, sottolineando l’importanza della lingua a partire dai neologismi. L’Evento organizzato da Arci e dall’Associazione Dante Alighieri è uno dei tanti che preparano la nostra città ai grandi festeggiamenti dell’anno a venire.
Così Palazzo Roncale, uno dei palazzi rinascimentali più belli di Rovigo, dialoga in questo senso, restituendo alla cittadinanza una mostra inedita e suggestiva con l’intento di trasmettere al visitatore l’importanza di abitare nel nostro territorio. L’impegno curatoriale si contraddistingue infatti dall’intenzione racchiusa nel titolo “La quercia di Dante” ricordando il passaggio dell’autorevole viaggiatore in Polesine, testimoniato appunto dalla grande quercia.
Suggestiva è la sala adiacente l’entrata in tal senso e, a soddisfare la curiosità del visitatore, un proseguimento espositivo di grande interesse. Da notare che la mostra chiuderà il 17 gennaio proprio come quella organizzata nell’adiacente museo Roverella e dedicata a uno degli artisti più stimolanti del ‘900 Marc Chagall. La volontà di far correre le due situazioni artistiche sullo stesso binario temporale testimonia un preciso intento che va oltre la precisa organizzazione curatoriale. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo sempre più sta vedendo nella città di Rovigo una realtà importante da promuovere e valorizzare.
Da alcuni anni ormai la nostra piccola provincia è impegnata, con orgoglio, nel distinguersi, e con le belle mostre di Palazzo Roverella inserirsi nel novero delle grandi mostre italiane. Impegno questo sicuramente raggiunto con le ultime proposte che hanno garantito il plauso di un altissimo numero di turisti. Far coincidere due appuntamenti tanto importanti in due location così vicine è sicuramente produttivo: “un doppio motivo per venire o tornare a Rovigo”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Gilberto Muraro.
Nelle sale superiori di palazzo Roncale si apre uno sguardo sugli artisti che di Dante hanno fatto un’icona nella memoria del passato e in tempi recenti. Imparare a leggere gli altissimi scritti del sommo poeta equivale anche a comprendere quanto si sia sforzato di utilizzare un linguaggio universale e l’estensione della sua ricerca ha in sé un sentimento nazionale. E’ nel solco di queste considerazioni che va ricercata la sua fama nel tempo che attira da sempre l’attenzione degli artisti nelle varie discipline che l’Arte suggerisce o impone: tele dipinte, incisioni, litografie, disegno… ma il viaggio più curioso comincia nel momento in cui anche “il resto” (inteso con un’estensione sensibile) inizia a interessarsi di lui.
Se proviamo per un attimo a uscire dal seminato del nostro immaginario e lontano dalle sulfureee ambientazioni a cui il nostro pensiero va ogni volta che cerchiamo l’Alighieri, comprenderemo come audaci artisti dell’oggi abbiano sentito l’esigenza di utilizzare perfino la tecnica del fumetto per ricordare l’orgoglio nazionale e sdrammatizzare un ricordo scolastico, a favore di una vicinanza quanto mai necessaria. In mostra quindi anche un “Topolino” dantesco e un Pippo virgiliano.
Ma, a parte questa parentesi ludica, la mostra, intitolata Visioni dell’Inferno si incentra sulla produzione di tre importanti artisti di livello internazionale: il francese Gustave Dorè (1832-1883), lo statunitense Robert Rauschenberg (1925-2008) e la tedesca, a noi contemporanea Brigitte Brand. Accanto alle loro opere anche testi storici con le raffigurazioni che immediatamente rimandano alla scansione dettagliata della Divina Commedia.
Ed è soprattutto il tratto di Dorè che si presenta straordinariamente suggestivo nell’attirare l’occhio dell’osservatore dentro un immaginario contorto, complesso e intriso di pathos. Le presenze di Dante e Virgilio, che ingabbiati e seminascosti nei loro copricapi osservano attoniti schiere interminabili di dannati, lascia sgomenti anche noi. E ancora ambientazioni surreali e voli notturni e tutte le sensazioni citate nella I Cantica dantesca. Ogni particolare è trattato con incredibile minuzia tanto da sperimentare quasi l’odore dei vapori che escono dal sottosuolo, la movenza delle gambe dei dannati sepolti a testa in giù e la curiosità dei due illustri viaggiatori nell’osservarli. Trovarsi davanti a opere d’arte di questo calibro è il modo migliore per salutare un anno importante che sta per arrivare e che ci riempie di orgoglio e sano senso di appartenenza.
Il nostro bel territorio apre pertanto le porte tanto al turista lontano quanto ai figli di casa sua: “Il Territorio della Grande Quercia: da Rovigo ad Ariano nel Polesine; un itinerario tra meraviglie naturali e testimonianze storiche, alla scoperta di quello che fu uno dei più importanti porti del Mediterraneo”.
Un viaggio che sicuramente vale la pena di percorrere.
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Come citare questo articolo
Irene Gianello. “La quercia di Dante”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-quercia-di-dante/