Pubblicità

POESIA

La videopoesia

Esplorazioni multisensoriali tra parola, musica e immagini

di Stefano Caranti

Ventaglio Novanta n. 68 2026 pp. 128–129

Mi chiamo Stefano Caranti residente a Santa Maria Maddalena (RO), poeta, videopoeta, videomaker e regista. Dagli anni ‘80 ho manifestato la passione per la poesia e l’interesse per l’informatica, iniziando i primi esperimenti con l’iconico home computer Commodore 64 e l’ausilio per le registrazioni su nastro con il walkman per unire voce, suoni, musica e le immagini create con l’elaboratore utilizzando anche il sintetizzatore vocale SAM, un programma pionieristico per quei tempi che consentiva al computer di “parlare”. Ho unito così con gli anni l’arte poetica con le competenze informatiche avventurandomi nella realizzazione di videopoesie con l’obiettivo di abbracciare e coinvolgere un più ampio ventaglio di persone di varie fasce d’età al campo artistico-poetico compreso il coinvolgimento delle scuole. La poesia è un pò demodè nell’attuale contesto sociale, ma vedremo come è stato possibile renderla ancora più “magica” cambiandole d’abito e presentandola in una nuova veste.

Viviamo in un tempo in cui tutto scorre velocissimo in quest’epoca di “comunicazioni di massa”, dove siamo interconnessi a livello planetario, ma paradossalmente viviamo l’”incomunicabilità di massa”, tutti interconnessi ma soli, sempre più spesso ci sentiamo isolati. Viviamo in una società che ha perso i punti di riferimento, tutto si consuma in fretta, (emozioni, notizie, fatti) tutto diventa obsoleto in fretta, non abbiamo il tempo di fermarci o perlomeno rallentare, perdendo la capacità di osservazione e ascolto ed apprezzare anche i momenti di silenzio. Viviamo in un mondo sempre più distorto, folle, rovesciato, dove il bene e il male si sono scambiati di posto, dove la funzione poetica ha il compito di tracciare linee guida per riscoprire i valori perduti in una società che ha perso i punti di riferimento, in modo da poter essere ognuno di noi partecipi e protagonisti e rendere così la nostra terra più a dimensione uomo.

Così facendo possiamo riattivare nuovi e sani processi creativi del pensiero e codici mentali in azioni concrete per la conservazione della salute, il potenziamento della felicità, la riscoperta dell’umanità per una più pacifica convivenza tra i popoli e fratellanza universale.

Ho sentito così l’esigenza di cercare un ponte in modo da riarmonizzare la parte terrena e spirituale, per rallentare i ritmi e scendere più in profondità, condividere e creare nuove interconnessioni per portarci a un livello vibrazionale più elevato di coscienza e consapevolezza per spirito e anima.

Questo ponte l’ho trovato con la sperimentazione, ascolto, ricerca, studio e creazione di opere videopoetiche dove classico e moderno si incontrano, tradizione e tecnologia si uniscono in esplorazioni immersive dove lo spettatore è parte di un viaggio nella fusione tra parola, musica e immagini video per vivere e farsi ispirare da una nuova esperienza multisensoriale.

E come se la tecnologia avesse messo a disposizione della poesia tutti gli strumenti per creare come complemento ed evoluzione una nuova modalità comunicativa contemporanea, che riceve sempre più consensi con l’obiettivo di amplificare il significato della poesia (già evocativa in se stessa con la sua musicalità, fisicità, significante e significato) ma ora non più solo ancorata alla parola ma di espanderla oltre la pagina stampata, aggiungendo altri strati interpretativi attraverso contenuti audiovisivi. Alcuni esempi di videopoesie sono fruibili inquadrando i qr-code.

LA TELA DEL TEMPO

“Che fiorisca un tempo di meravigliosa e infinita bellezza, dove gli Esseri di Luce possano danzare e mantenere intatta la loro purezza di cuore… questa sarà una gioia da condividere nella luce dell’amore che ci accompagnerà per sempre verso straordinari giorni d’infinito.”

Dipingo il battito di ciglia tra cielo e terra, la vita che si espande così come si è espanso il mondo con occhi d’infinito e meraviglia, effimera al passaggio del tempo e di comete.

Dipingo il plenilunio e polvere di stelle sul pavimento nudo, un petalo di rosa rischiarata che dondola sul mare alla deriva.

È tempo, è il nostro tempo di cogliere la vita.

IL MESSAGGIO

Gli ulivi danzano tra colline inzuppate, al ruggire del tuono, solcati da correnti veloci e tendono i rami alla pioggia che cade, scrosciante, da nubi dal colore di pece.

Un raggio di sole che filtra e scompare.

Gli ulivi danzano nei lampi di luce, tra la terra e il cielo un battito di ciglia.

IL CANTICO LONTANO

Vorrei trovare semplici parole guardando il firmamento, con il cuore che batte complici le stelle io mi ritrovo ad innalzare al cielo questo mio canto.

“Meravigliose sono le tue leggi che ancora non conosco ma che bramo svelare i tuoi misteri in questa dimensione di passaggio.

Dimmi se puoi, dove cercare tra le infinite vie di questa notte per far finire nel nostro mondo il male?”

Tremula di luce questa sera, come la voce mia che scioglie il tempo, come la cera è sciolta al lume di candela.

Nello spazio immenso, il cantico lontano dell’attesa.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Stefano Caranti. “La videopoesia”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-videopoesia/

Pubblicità