“C’è qualcosa dentro di me che mi spinge a ricercare informazioni riguardanti l’antichità” (T.F., 15 anni, Latin Lover)
Dell’inverno del 1981 ricordo temperature inclementi e filari di pozzanghere ghiacciate che si facevano croccanti al passaggio. Ricordo anche il timor panico che si impadroniva di noi liceali morituri ogni qualvolta il puntuale Moloch del compito di latino si apprestava a manifestarsi. Amavo profondamente le materie umanistiche, ma le verifiche in classe avevano inevitabilmente per noi studenti un fascino più sinistro che letterario. Una mattina il caro prof. Merlante (matematica e fisica) entrò in classe per la sua lezione e, accortosi che tra di noi parlavamo di Cicerone e Sallustio come di nemici oramai alle porte, sorrise e accennando uno sguardo oltre le finestre che non dimenticherò mai ci disse “da adulti un giorno tornerete ai grandi classici, siano essi Dante, Shakespeare o Lucrezio, col piacere di ritrovarli, e solo allora comprenderete quale immensa fortuna sia stata per voi averli dovuti studiare”. Quanto aveva ragione! E quante volte quelle parole sono riemerse dal passato…
Forse, uno spicchio di Latin Lovers è nato anche in quel momento.
Alcuni mesi fa, al CeDi – il Centro per la Didattica dei Beni Culturali e Ambientali ospitato presso il Chiostro degli Olivetani a Rovigo – con Donatella Girotto ci siamo chiesti se esistesse un qualche modo per avvicinare i giovani alla lettura (al piacere della lettura) in relazione ai testi apparentemente più ostici, i grandi classici della letteratura latina (l’input arrivava da Federico Frigato, Assessore alla Cultura del Comune, desideroso di valutare l’opportunità di promuovere a Rovigo lo studio del latino). Ben presto la discussione si è estesa alla cultura di Roma antica nel senso più ampio, in uno spettro che spaziava dalla storia al costume. Cercavamo un approccio che fosse in armonia con i programmi scolastici e il corpo docente, al fine di affiancare al loro indispensabile – e insostituibile – ruolo formativo un metodo per così dire “laterale”, che portasse i giovani ad avvicinarsi con curiosità ed entusiasmo al mondo latino e alla sua lingua. Una bella sfida.
Quando nella tarda primavera di quest’anno il progetto ha iniziato a prendere forma, ci siamo immediatamente chiesti: per quale motivo un giovane, invece di andare al mare o in piazza con gli amici, dovrebbe stare con coi e fraternizzare con Orazio o Catullo? Che strumenti useremo? E che nome poi dare a questa iniziativa, così tempestivamente inattuale?
Latin Lovers ci sembrava un buon nome, e un buon nome è un buon inizio: gli “Amanti del Latino”. E amante appassionato e sincero può essere anche chi del latino non pratica regole di grammatica e sintassi. Latin Lovers, quindi, sarebbe stata un’esperienza aperta a chiunque. Ma come coinvolgere “chiunque”? Abbiamo pensato che proporre un percorso composito (culturale, laboratoriale, multimediale, didattico, ludico) dedicato alla cultura e alla lingua latina ci permettesse di porre in luce, approfondire e valorizzare un legame forte e continuo, quello che intercorre tra il mondo d’oggi e l’epoca classica romana in termini di miti, linguaggi e costumi: l’attualità del passato.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Federico Frigato ha subito sostenuto il taglio e le intenzioni di questo progetto, promuovendone la realizzazione presso il complesso del Monastero Olivetano e gli spazi espositivi del Museo dei Grandi Fiumi. Contemporaneamente abbiamo attivato una rete di collaborazione che comprendeva i comuni di Villadose, Fratta Polesine, Lendinara e Crespino, oltre al CTG Veneto, al Gruppo CTG Villagiò, al Gruppo Animatori CeDi e al Gruppo Archeologico di Villadose. E con questa rete, calata sul territorio, abbiamo rapito un manipolo di ragazzi alle spiagge e alle piscine del Polesine, portandoli al Museo dei Grandi Fiumi. Latin Lovers poteva finalmente cominciare.
Latin Lovers è partito nel luglio 2009 con un gruppo di giovani il cui numero si è costantemente incrementato grazie al passaparola spontaneo con amici e compagni di scuola. Ogni mercoledì e venerdì mattina i partecipanti potevano scegliere tra quattro laboratori: Domus, Odi et Amo, Latinando e Vestiamo alla Romana.
Il laboratorio di scenografia Domus – La Casa Romana (curato da Loretta Cupparoni, Luciana Marchetto e Katia Ongaro) era finalizzato alla comprensione delle antiche tecniche di costruzione e decorazione e alla concreta realizzazione di uno scorcio di abitazione romana. Il manufatto sarebbe poi stato inserito nell’allestimento del XIV° Mercato della Centuriazione Romana di Villadose.
Odi et Amo, il laboratorio composito dedicato all’ars poetica, era suddiviso in due momenti: un Percorso Poetico, curato da Daisy Naliato e dedicato alla lettura e al commento dialogato dei grandi classici (in primis le immortali pagine che Lucrezio dedica all’amore nel De Rerum Natura), e Dire la Poesia, innovativo laboratorio gestito dall’attore Luigi Marangoni grazie al quale, tramite “lezioni dinamiche”, come le ha prontamente definite una studente, i partecipanti avrebbero potuto apprendere i segreti degli antichi metri ritmici latini tramite il movimento e la coordinazione di “passi” fisici e antichi “piedi” metrici.
Latinando – Siamo tutti Latin Lovers, curato dal sottoscritto, era dedicato alla lettura e al commento di due testi (riportati nella sezione narrativa di questo numero del Ventaglio) appositamente realizzati, “Il cielo sopra l’Adige” e “La serpentina del radiatore”. Nei due testi, letti in aula con la consueta abilità dall’attore Cristiano Cattin, erano state volutamente occultate una dozzina di citazioni di autori antichi e contemporanei.
Infine, Vestiamo alla Romana – Moda e Costume è stato il laboratorio che ha inaugurato la felicissima collaborazione con Grazia Gioseffi, studiosa e profonda conoscitrice della materia. Durante la vestizione dal vivo con criteri filologici di “modelle” scelte tra le giovani partecipanti al progetto, Grazia ha spiegato e commentato ai ragazzi le tecniche di abbigliamento e i costumi della tradizione romana in relazione a età e ceto sociale rappresentato.
Tra luglio e agosto 2009, durante il percorso realizzativo di Latin Lovers ha preso vita l’ulteriore laboratorio “A tavola con Apicio”, percorso succulento tra culinaria e ricette insaporito da Chiara Sinigaglia e Chiara Sartori. A seguire la visita al Laboratorio di Restauro del Museo dei Grandi Fiumi gestita il 21 agosto da Mauro Cesaretto e, cinque giorni dopo, l’incontro tra i giovani Latin Lovers e il regista Gabbris Ferrari, che per l’occasione ha composto un magnifico brano recitato, “L’invito”, dedicato al celeberrimo incontro tra Ottaviano, Mecenate e Orazio presso la dimora dell’imperatore (anche questo testo è riportato nella sezione narrativa).
Ci rendevamo però conto di come fosse indispensabile stabilire anche un saldo trait d’union con gli istituti scolastici del territorio e con la città. Proprio per questo motivo abbiamo pensato di proporre un nuovo evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo: la prima edizione della Settimana della Cultura Latina. Nelle mattinate dal 23 al 26 settembre 2009 il complesso del Monastero Olivetano e il Museo dei Grandi Fiumi si sono animati nuovamente di giovani, questa volta studenti degli istituti scolastici del territorio invitati a partecipare agli stessi laboratori già proposti ai giovani iniziati di Latin Lovers in estate. Oltre 300 studenti, assieme ai loro insegnanti, hanno potuto così assaggiare i menu a base di poesia, letteratura, metrica, arte, costume che i vari laboratori, disseminati tra Museo e chiostri, offrivano. Durante le mattinate della Settimana della Cultura Latina le scuole hanno anche potuto partecipare a visite guidate gratuite al Museo dei Grandi Fiumi, scegliendo tra due percorsi tematici appositamente studiati per l’occasione (e proposti in estate in anteprima ai Latin Lovers): “Alla scoperta della cultura latina attraverso i reperti e le ricostruzioni della Sezione Romana” e “Metamorfosi: riti di passaggio e follia dell’amore dall’Età del Bronzo all’Età Romana”.
Porte aperte e riflettori accesi al Museo anche la sera di sabato 26 settembre, in occasione dell’allestimento di una lettura scenica, curata da Minimiteatri e integrata con le annotazioni registiche di Gabbris Ferrari, delle Metamorfosi di Ovidio. Applauditi interpreti Antonia Bertagnon, Luigi Marangoni e Letizia E.M. Piva. Al termine chiostri affollati per il Latin Lovers Party, occasione di festa, commento e commiato per tutti i convenuti organizzata dal CeDi e impreziosita dall’offerta di assaggi e bevande ispirate alle ricette di Roma antica.
La prima edizione della Settimana della Cultura Latina si è conclusa domenica 27 con gli ultimi due appuntamenti aperti alla cittadinanza: così, dopo i corsisti e le scuole, anche i presenti hanno potuto ammirare i magnifici colori dei tessuti tinti a mano con tecniche antiche e i giochi di fasciature e sovrapposizioni messi in scena da Grazia Gioseffi. Infine, gli attori Cristiano Cattin e Luigi Marangoni, assieme a Andrea Borgato, hanno condotto la prima edizione dell’Agone Poetico, match pugilistico tra sei latin lovers, divisi in due squadre, che all’interno di un vero e proprio ring sul palco se le sono date di santa ragione: al posto di ganci, uppercut e montanti volavano però sul quadrato esametri e piedi (ma solo dattili e anapesti). Grandi applausi per questo modo innovativo e ancora una volta “laterale” di accorciare le distanze tra i giovani e la letteratura, perfettamente in linea con la filosofia di Latin Lovers, un appuntamento questo che, sempre per volontà dell’Assessorato alla Cultura del Comune, diventerà appuntamento annuale ricorrente. Del resto, con un serbatoio straordinario come quello classico romano, non resteremo di certo mai a corto di cose degne di essere raccontate ai nostri giovani.
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Come citare questo articolo
Massimo Bergamini. “Latin lovers a Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 40, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/latin-lovers-a-rovigo/