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ARTEOGGI

Le opere di Roberto Bacchiega

Il movimento delle piante, i riflessi del fiume e la malinconia dei canneti costituiscono una continua fonte di ispirazione.

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 6 1992 pp. 111–114

Roberto Bacchiega è umile, schivo. Dipinge da oltre quindici anni e la sua maggiore fonte di ispirazione è la sua terra polesana, che ama con tutta l’anima.

Le tele di Bacchiega mostrano chiaramente come il pittore miri alla resa del vero, ad un tipo di pittura realista, con una particolare ricerca coloristica. Egli ritrae villaggi di pescatori, angoli del Delta, oppure si sofferma sui particolari: a richiamare la sua attenzione sono figure di vecchi contadini seduti davanti alle case, altre volte, invece, è affascinato da particolari sfumature di verde, dalla delicatezza dei passaggi cromatici offerti dal piumaggio di certi uccelli del Delta; o ancora ad attirarlo sono le magiche suggestioni delle golene, l’ombra mutevole dei pioppi d’argento.

Il pittore sonda, in modo del tutto istintivo, il reciproco influenzarsi dei colori, ed elabora, via via, una tecnica di esecuzione sempre più personale. I registri cromatici sono intimi, smorzati. I vasti paesaggi, le campagne autunnali gonfie di malinconia, la solitudine che si respira nell’aria, la gente umile intenta a lavorare nei campi, le barche dei pescatori, tutto è reso con grande immediatezza e maestria.

La superficie oscillante del Po, con il convegno delle chiatte e i pioppeti solitari, costituisce uno dei motivi preferiti dall’artista polesano. I suoi cieli non sono sfondi lontani ed insignificanti, ma contribuiscono anzi a dare profondità e movimento alle composizioni. Ne scaturiscono paesaggi animati da una profonda poesia e caratterizzati da un’aderenza istintiva alla realtà.

Bacchiega cerca dunque nei paesaggi polesani l’emozione dei momenti solenni della natura, con l’acuta attenzione dell’innamorato. Con i suoi pennelli, entra nel cuore vivo del Delta e della sua gente, e l’avventura pittorica diventa per lui, di giorno in giorno, sempre più una forte passione dell’anima.

Ma di che cosa sente il bisogno un artista? L’ho chiesto al pittore ottenendo questa risposta: “Personalmente, spesso avverto il bisogno di comunicare ad altri autori le mie esperienze artistiche. Vorrei instaurare con diversi artisti un dialogo costruttivo, al di fuori d’inutili e sterili invidie o polemiche. Secondo me, è importante che, chi si dedica ad un’attività artistica, abbia l’opportunità di confrontarsi con altri autori”. E poi gli ho chiesto quale sia il suo vero sogno di artista. “Riuscire a diffondere, tramite le mie opere, la vera anima del Polesine”.

Vi è infatti in Bacchiega il bisogno profondo di individuare e di cogliere il palpito interiore delle cose. E questa esigenza lo guida ad interpretare col cuore, prima che con l’occhio, la figura umana ed il paesaggio, indagando il movimento delle piante, i riflessi del fiume, la malinconia dei canneti.

La sua è dunque una pittura che regala un profondo messaggio di umanità ed una testimonianza di amore verso la nostra terra.

Autorevoli critici si sono interessati alle sue opere.

È inserito nel “Dizionario dei pittori, scultori e incisori”, ed 1975. Recentemente, insieme ad altri quattro artisti polesani, ha esposto alla galleria rodigina “Il Castello”, riscuotendo larghi consensi di pubblico e di critica.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “Le opere di Roberto Bacchiega”. Ventaglio Novanta, n. 6, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-opere-di-roberto-bacchiega/

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