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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Letteratura Recitata

Presso Villa Nani Mocenigo, a Canda, personalità della cultura per un “viaggio” con i libri

di Micol Andreasi

Ventaglio Novanta n. 42 2011 pp. 150–151

In ogni libro c’è una scommessa contro l’oblio, una sfida contro il silenzio. Perché i libri “sono segni di segni che raccontano cose”. E i segni che raccontano le cose, le parole cioè, uniche servono a costruire la tradizione.

George Steiner sosteneva che il libro vince la sua sfida solo quando viene aperto di nuovo, quando c’è un uomo che legge. Vale la stessa cosa per le parole. Si riappropriano del loro valore, costruiscono la tradizione, solo in presenza di una relazione autentica tra chi racconta e chi ascolta. E Platone nel suo Simposio ci aveva insegnato che solo la Società in cui qualcuno con piacere parla a chi con altrettanto piacere ascolta va bene e progredisce.

Riappropriarsi del piacere dell’ascolto, ritornare a sentire le parole con tutta la forza e l’intensità che ad esse appartengono sono le sfide per cui è nato il primo Festival della Letteratura Recitata. Tre giorni di letture ad alta voce, di riflessione sul valore della letteratura e della cultura, cui hanno partecipato attori, autori, intellettuali e uomini della politica.

Tutto è accaduto nel primo fine settimana di settembre nel parco di una villa veneta del tardo Cinquecento, autografata dall’illustre allievo di Palladio, Vincenzo Scamozzi, e da tempo chiusa al pubblico: a Canda, piccolo paese, appena mille anime, nel cuore della pianura Polesana, lontano dai grandi circuiti turistici e dai grandi centri di promozione culturale. In fondo un’altra sfida dell’evento era appunto quella di mostrare che non esiste un luogo della cultura, ma che essa è dei luoghi e nei luoghi e delle persone che vi abitano.

In uno spazio protetto dalla storia, tra gli alberi secolari e le statue barocche del parco di villa Nani Mocenigo, all’ombra di un grande cedro del Libano da cui pendevano le poesie di Montale, Ungaretti, Leopardi, Boudelaire, Rodari e di tanti altri – identificato per l’occasione come “Albero saggio”- il tempo è stato quello utile per la relazione, condizione necessaria perché chi racconta esista, in forza di chi ascolta. Dove i protagonisti hanno scelto di vivere la metafora del “viaggio”, file rouge di tutte le pagine lette.

Il viaggio guidato dalla nostalgia di Itaca dell’Ulisse di Omero; quello avventuroso e coraggioso dell’Ulisse del Canto XXVI dell’Inferno che vuol “perseguir virtute e conoscenza”; il viaggio spirituale di Dante; quello del grande esploratore Marco Polo o della fantasia rivelatrice di Italo Calvino. Ma anche il viaggio sulla terra del Piccolo Principe arrivato per scoprire che “l’essenziale è invisibile agli occhi e che non si vede bene se non con il cuore”…Il viaggio di Alice nel Paese delle meraviglie, di Pollicino o di Pinocchio. Sempre e comunque viatici necessari per conoscersi e per ‘accogliere’ l’altro. Ma il viaggio è anche quello dei migranti che chiedono, disperati, aiuto e solidarietà.

A salire a bordo della nave del primo Festival della Letteratura Recitata, salpata verso i lidi della nostra civiltà e della nostra cultura, intellettuali come Marcello Veneziani, giornalisti come Loris Mazzetti, politici come Marcello de Angelis e Fabio Granata, attori come Vasco Mirandola, Ferdinado de Laurentis, Cristina Chinaglia, Marino Bellini, Luigi Marangoni, scrittori come Mattia Signorini (vincitore del premio Tropea 2010), docenti universitari come Stefano Ferrari, Roberto Boccalon, Natalia Gennari…

Tutti guidati dalle coordinate della passione, dello studio e della speranza, perché, come ci ha insegnato Italo Calvino, “ci sono due modi per non soffrire nell’Inferno dei viventi. Il primo nasce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è più rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa in mezzo all’Inferno non è inferno e dargli spazio!”

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Come citare questo articolo

Micol Andreasi. “Letteratura Recitata”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/letteratura-recitata/

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