Un colore, un riflesso. Uno sguardo, la luce. Impressioni immortalate su pellicola, o racchiuse in files digitali. L’importante è trasmettere all’interlocutore sensazioni, saper emozionare, raccontare tante storie in un apparente semplice click.
Sta per festeggiare 25 anni di attività il Fotoclub di Villanova del Ghebbo, Circolo Fotografico, fondato nel 1985 da un gruppo di amici appassionati di fotografia, inserito nelle attività culturali della locale biblioteca Comunale. Dalla sua nascita ad oggi si è impegnato attivamente in lavori di ricerca creativa della fotografia su temi liberi, con mostre annuali in occasione della fiera paesana, ma anche sui temi descrittivi degli aspetti della propria zona e del vicino territorio, quali “L’Adigetto” e “Villanova del Ghebbo oggi”. Anno dopo anno ha arricchito di nuove immagini gli archivi fotografici locali e ha operato sul recupero ed esposizioni di vecchie immagini del paese. Ne è esempio la mostra dal titolo “ Villanova del Ghebbo ieri”.
“L’idea del nostro fotoclub è quella di valorizzare, anche attraverso la pubblicazione sul nostro sito internet, una raccolta di alcune tra le più belle foto scattate dai soci – spiega Vittorino Zambello, uno dei fondatori del gruppo -. Ci sono tanti, troppi siti di fotografia che mostrano immagini di qualità mediocre. C’è per questo la necessità di favorire la fotografia artistica, filtrata dal giudizio dei nostri soci. Le fotografie pubblicate sono lo specchio della nostra visione artistica, dovendo superare una rigida valutazione interna prima che altri possano vederle. Un discorso a parte sono le foto di reportage, spesso pubblicate rapidamente per soddisfare le persone ritratte durante manifestazioni che non hanno pari valenza artistica delle altre”.
Villanova del Ghebbo, paese di circa 2000 abitanti, è fiero di accogliere questo gruppo di artisti, in continua evoluzione nel ricercare nella fotografia un modo autentico di esprimersi, di raccontare il mondo, di svelarne ogni piega celata dall’apparente staticità delle cose. Il Fotoclub ‘85 ha organizzato negli anni scorsi una serie di meeting fotografici su argomenti vari quali: Natura, Paesaggio, Viaggi in Italia e all’estero, presentazioni di Libri fotografici con gli autori, concorsi fotografici per fotoamatori e ragazzi, corsi di fotografia per scuole.
Il circolo mette a disposizione una sala espositiva per dare la possibilità a qualsiasi fotoamatore di potersi esprimere nella propria attitudine esponendo le proprie opere. Non mancano anche vari scambi culturali con circoli d’altre province e la partecipazione a varie mostre. Alcuni soci hanno anche partecipato a concorsi fotografici nazionali e internazionali ottenendo buoni risultati”. L’ambizione del Fotoclub è quella di promuovere il talento di fotografi dilettanti avanzati, persone che cercano di scattare foto che non siano solo documentario, ma abbiano anche qualità artistiche.
“Non siamo professionisti della fotografia, facciamo foto per divertimento e come hobby – aggiunge Zambello -. Nel nostro gruppo sono più che benvenuti anche i dilettanti alle prime armi, anche se forse per loro sarà più difficile vedere subito le proprie foto pubblicate. Per tutti quanti la nostra critica fotografia sarà una grande esperienza di apprendimento se si è decisi a migliorare. Crediamo infatti che chiunque possa migliorare impegnandosi con sforzo e dedizione”.
Estetica, atmosfera e storia sono le caratteristiche stilistiche predilette dai soci. “Ogni genere, non importa quanto comune, può essere proposto in un modo interessante ed originale. A noi piacciono quelle foto che si vorrebbero rivedere ancora, dopo un po’ di tempo: le foto accattivanti, che raccontano una storia, le foto che spiccano su tante altre. Le foto che sono solo documentario di un attimo non sono pubblicate qui – aggiunge il presidente -. C’è bisogno di creatività, per esempio con un originale punto di vista, piene di emozioni o di inattesi simbolismi. Ogni tipo di illuminazione, di composizione, di sfocatura, di modifica, effetto o tecnica di ritocco utilizzata deve rafforzare il messaggio della foto”.
Vittorino Zambello ha realizzato recentemente un portfolio fotografico dal titolo “La fabbrica dei sogni”, una serie di immagini strappate all’abbandono e alle consuete visioni di luoghi perfetti, in una industria dismessa e seminascosta. Il ‘sipario rosso’ della prima diapositiva apre lo scenario di contrasti, luci, ombre, controluce e polvere. I segni del tempo modellano i pensieri mentre gli occhi percepiscono, nei luoghi di lavoro abbandonati, i segni di un passato che rispunta dai particolari lasciati dal viavai della quotidianità. Immobile, intatto, ciò che resta nella fabbrica da anni non più utilizzata racconta tante storie. La maglietta appoggiata in un angolo, una scala che porta verso nuove esperienze di vita, il rosso della vernice gocciolata sui muri…incidente sul lavoro? Contorni di sgargianti cromatismi che colpiscono, feriscono, fanno abbassare gli occhi e osservare quel segnatempo rotondo fermatosi in attesa di un successivo improbabile giro di lancette, impolverato e impreziosito da granelli scuri di sabbia, un timer che ha ‘perso il treno del futuro’. Zambello conclude ‘la storia’ con l’immagine di una chiave scura, attaccata a una catenella, che penzola in controluce, lasciandosi alle spalle uno sfuocato avvenire. La si può afferrare e riaprire, attraverso i ricordi, il passato. Oppure, lasciandola arrugginire immobile, con ‘ieri’, si può chiudere per sempre.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “Lo scrigno dei sogni”. Ventaglio Novanta, n. 40, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/lo-scrigno-dei-sogni/