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STORIE DA COPERTINA

Lo spazio secondo Astrotommy

Un gradito incontro con il giovane costruttore di razzi e il presidente degli Astrofili Polesani

di Sara Surico

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 70–71

Per tutti ormai è Astrotommy. Un vero e proprio fenomeno del web, passato agli onori delle cronache, grazie ad un post del Governatore del Veneto Luca Zaia. Questo giovane rodigino con la sua passione per le stelle è stato in grado di costruire con le sue mani razzi che raggiungono i 350 metri di altezza. Record che gli ha permesso anche di collaborare con il famoso Prof-Tiktoker Schettini.

Stiamo parlando di Tommaso Schiesaro, che incontriamo assieme a Marco Barella, presidente del gruppo Astrofili Polesani per conoscere impegni e progetti futuri.

– Cominciamo dando la parola al presidente Barella… Qual è la storia del Gruppo Astrofili Polesani?

“Il Gruppo A. P. nasce nel 1982 dopo un corso di astronomia tenuto da Enzo Bellettato che apparteneva al gruppo che c’era prima (“Divulgazione per l’astronomia” formato da Enzo Bellettato, Piero Cucccolo, Vanni Bazzan), corso diretto alle scuole, ma aperto anche al pubblico, che si tenne presso l’attuale sede del Museo dei Gradi Fiumi nell’autunno del 1981. Pochi mesi prima, durante una mostra di astronomia organizzata per l’Ottobre Rodigino, io e Roberto Ragazzoni (attuale direttore scientifico del gruppo dal 2017, e oggi direttore INAF) conoscemmo Enzo e da quel momento cominciammo a seguire le sue lezioni (che si tennero fino alla primavera del ’82) finite le quali, sempre Bellettato propose di Fondare il Gruppo Astrofili Polesani: era il 12 giugno 1982, la sera ci siamo trovati a casa di Piero Cuccolo e abbiamo fatto la prima riunione costitutiva del gruppo.

Enzo Bellettato è stato subito eletto presidente, carica mantenuta fino al 2008. La stessa carica rimarrà vacante con brevi presenze, fino al 2010 quando subentrerà Giorgio Cosco fino al 2014, anno in cui, dopo la sua prematura scomparsa, subentro io come presidente”.

– Il gruppo Astrofili gestisce l’Osservatorio e il Planetario. Sono nati negli stessi anni? Quali sono le loro caratteristiche?

“Comincio col dire che inizialmente non avevamo una sede; infatti ci trovavamo a casa di Enzo. L’Osservatorio, che grazie ad un buon telescopio ci permette di osservare il cielo stellato, lo abbiamo realizzato nel 1987. All’epoca la provincia ha concesso un rudere in località Sant’Apollinare che il gruppo Astrofili ha ristrutturato e convertito in Osservatorio a disposizione della cittadinanza. Dopo anni di lavori è stato inaugurato al pubblico nel 1991. Invece, il Planetario, che consistente in una riproduzione della volta celeste, venne inaugurato sempre nel 1991, ma la vecchia sede era presso le ex scuole Riccoboni dove siamo rimasti fino al 2000 quando ci siamo trasferiti nella vecchia scuola di Roverdicrè. Quando il gruppo si è formato l’attività principale era quella di fare divulgazione perché le strutture non c’erano ancora e io e Ragazzoni ci trovavamo a casa di sua nonna per studiare, sviluppare foto etc. Tutto era proiettato alle mostre che si facevano con regolarità per l’ottobre rodigino (fino al 1987)”.

– Quanti soci giovani ci sono ora nel gruppo?

“L’unico socio minorenne, attivo come divulgatore è Tommaso Schiesaro che sin da quando aveva 13 anni ha cominciato ogni venerdì sera a frequentare l’osservatorio accompagnato dai suoi genitori. Un ragazzo che stiamo affiancando nella crescita e nella formazione, con la speranza che sia un esempio per i giovani nell’approccio attivo all’astronomia”.

E allora conosciamo più da vicino Tommaso, “Astrotommy”… giovanissimo ma con le idee molto chiare…

– Quando ti è venuta la passione per l’astronomia?

“Prima della passione per l’astronomia c’è stata la passione per l’astronautica. Era il 2015, ero forse in quarta elementare, e la notte dell’ultimo dell’anno non sapendo cosa fare ho preso il tablet di mia madre e ho cercato qualcosa da guardare e c’era una diretta di una passeggiata spaziale russa. Da quella sera è partito tutto.

Sono arrivato per la prima volta in Osservatorio nel 2019. Dei colleghi di mio padre gli avevano parlato del Gruppo Astrofili Polesani e, dopo varie settimane che rimandavamo perché c’era sempre brutto tempo, i miei mi hanno accompagnato e da quel momento non ho mai più saltato un venerdì. Ho cominciato ad ascoltare Marco Barella, Luca Boaretto (vicepresidente) e tutti gli altri soci che facevano divulgazione sulla terrazza astronomica, e così – ascoltando loro e studiando – io stesso mi sono appassionato e hanno cominciato a darmi un po’ di spazio per cominciare a mia volta questa esperienza”.

– Adesso di cosa ti stai occupando?

“Ho scoperto l’esistenza di un gruppo che fa razzimodellismo che si chiama ACME Italia che ha sede a Molinella e dal 2020 al 2024 ho partecipato a tutti gli incontri.

Cercando nel web, tra YouTube, Telegram e Instagram, ho trovato altri ragazzi (siamo tra i 14 e 20 anni da tutta Italia) che sono appassionati come me e abbiamo formato un team (Ats sciences Corporation) dove ognuno dà il suo contributo in base a cosa fare meglio (a chi piace programmare, a chi piace l’elettronica, a chi piace biologia ): abbiamo unito le nostre forze e ci ritroviamo in video conferenza prima dei lanci, che solitamente sono ad ottobre (la finalità è quella dell’inquinamento e della meteorologia)”.

– Che canali social usi?

“YouTube è morente perché i video sono complicati e impegnativi da montare. Uso principalmente Instagram dove pubblico come AstroTommy”.

– Cosa vorresti fare da grande?

“Finita la scuola vorrei fare ingegneria aereospaziale, non mi interesserebbe fare l’astronauta, ma mi piacerebbe costruire. Il sogno più grande? Essere presente ad un lancio e magari poter schiacciare quel pulsante!”.

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Come citare questo articolo

Sara Surico. “Lo spazio secondo Astrotommy”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/lo-spazio-secondo-astrotommy/

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