Quattro sono le opere che il Drents Museum di Assen in Olanda ha voluto per arricchire un’importante esposizione sugli Impressionisti italiani, la prima del genere nei Paesi Bassi. “Sprezzatura – Fifty Years of Italian Painting (1860-1910)”, questo il titolo della mostra, aperta dal 2 giugno al 3 novembre 2019, che esporrà più di settanta capolavori di quaranta artisti, esempio della pittura del nostro paese tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Il Drents Museum è uno dei più importanti poli culturali dello stato olandese, con una raccolta che conta più di novantamila oggetti, tra i quali una delle collezioni archeologiche più importanti dell’Europa nord-occidentale e una delle cinque più importanti collezioni dello stato per il settore artistico del periodo 1885-1935. L’istituzione del museo risale al 1854, quando ha posto la sua sede in quello che era un monastero femminile dell’Ordine cistercense, arricchito da successive installazioni che ricordano la storia della provincia olandese di Drenthe, di cui Assen è la capitale, e colpiscono l’attenzione dello spettatore, come la celebre scala galleggiante.
A prendere la strada del nord Europa saranno quattro celebri capolavori, sempre molto apprezzati nella pregiata collezione del badiese Eugenio Balzan, noto soprattutto per il suo incarico di direttore amministrativo al “Corriere della Sera”. Dopo un passaggio a Torino, riparte infatti il “Bagno pompejano”, olio su tela del napoletano Domenico Morelli datato 1861.
L’autore, senatore del neoformato Regno d’Italia e titolare della cattedra di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dipinge un’opera molto amata dai collezionisti, ambientata in un bagno antico, ricostruito nei dettagli dopo un attento studio archeologico. Alla figura di Morelli è stato di recente avvicinato un pittore e affrescatore di Sermide, Anselmo Baldissara (1867-1953), artista molto apprezzato in Italia e all’estero.
Anche un altro dei più celebri capolavori della Collezione prenderà temporanea dimora ad Assen: “Fanciulla sulla roccia a Sorrento”, olio su tela dell’abruzzese Filippo Palizzi. Amico di Morelli, celebre è la sua destrezza nell’uso del colore e della pennellata e nella definizione del dato reale. È poi una coppia, l’ultima a spostarsi in Olanda: “Un incontro” e “Balcone del Palazzo Ducale” (1880-1881 circa) del veneziano Giacomo Favretto, due esempi della tradizionale accuratezza descrittiva e varietà.
La partenza non sarà però un depauperamento della raccolta di Badia Polesine, in quanto il museo di Assen ha impegnato alcune opere che arricchiranno la Collezione Balzan, nello stesso periodo dell’esposizione al Drents Museum. Quattro le tele di artisti olandesi accolte in Polesine, accomunate dalla tematica del ritratto. La prima, in ordine di creazione, è “Ritratto di Euphemia” (1895), olio su tela di Anton Molkenboer, nativo di Leeuwarden e morto ad Harlem (1872-1960), figlio d’arte, fu pittore, grafico, artista teatrale.
Tra i filatelici, è meglio conosciuto per le serie di francobolli per bambini (1925, 1926 e 1927) in cui incorporò gli stemmi delle allora undici province in rappresentazioni simboliche della natura. Progettò anche gli abiti e le armi per l’opera “Tristan und Isolde” nello Stadsschouwburg, il celebre teatro di Amsterdam.
Arriverà anche il “Ritratto di Freya” (1917), olio su tela di Georg Rueter. Nato ad Haarlem nel 1875 e morto ad Amsterdam nel 1966, fu un celebre ritrattista, progettando e pubblicando anche manifesti e rilegature di libri (è stato responsabile della progettazione della famosa collana “Nederlandsche Historische Bibliotheek”, pubblicata da Meulenhoff). Completeranno l’esposizione due opere di Jan Sluijters, “Ritratto di Tonia Stieltjes” (1919) e “Ritratto di Liesje” (1938). Sluijters (‘s-Hertogenbosch 1881 – Amsterdam 1957) fu un pioniere del movimento post-impressionista olandese, molto noto per la sua grande sperimentazione, passata anche attraverso il Cubismo e la corrente del Fauvismo.
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Come citare questo articolo
Elena Fioravanti. “L’Olanda vuole Badia Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/lolanda-vuole-badia-polesine/