Negli anni ‘50 molte erano le iniziative in campo culturale che, nel segno di una lunga continuità artistica, facevano onore a Lendinara. Erano i tempi in cui illustri e competenti cittadini lendinaresi proponevano mostre estemporanee di pittura, rassegne nazionali di fotografia, mostre dell’artigianato artistico veneto, apprezzate competizioni tra le diverse compagnie filodrammatiche locali.
Come non ricordare allora i concittadini Giuseppe Marchiori, insigne critico d’arte, e l’artista Cesare Magon, personaggi che, rispettivamente per la pittura e per il teatro, hanno segnato una lunga stagione davvero significativa per Lendinara e non solo.
Giuseppe Marchiori, tra l’altro, è stato per diversi anni Presidente della Commissione giudicatrice delle varie mostre di pittura e di fotografia organizzate nel nostro territorio, assicurando sempre il suo esperto ed autorevole giudizio sulle opere partecipanti.
Cesare Magon, ben noto in città per le sue spiccate doti di attore drammatico, è stato il fondatore della Filodrammatica “Città di Lendinara” portandola a raggiungere più volte il primo posto in concorsi filodrammatici interregionali e nazionali.
Andando dunque a quegli anni e scorrendo i giornali del tempo ci soffermiamo in un articolo apparso sulla stampa locale il 21 settembre del 1954. Riferisce della presidenza di Giuseppe Marchiori nella Commissione giudicatrice della Mostra di pittura riservata ai pittori dilettanti locali: figura, tra i premiati, il nome dell’allora giovane Mario Nervanti, che diventerà il futuro architetto noto per la sua intensa e stimata attività non solo in Polesine.
Una vita, la sua, spesa per esprimere, attraverso qualificanti progetti di architetto, le sue inesauribili doti di artista sensibile alle varie manifestazioni dell’arte.
E in questi ultimi anni, dopo una lunga e prestigiosa carriera professionale, l’architetto ha lasciato spazio al pittore Mario Nervanti con risultati davvero pregevoli che meritano di essere conosciuti.
La sua pittura, iniziata appunto nei primi anni ‘50 – e che già allora appariva ricca di particolare forza espressiva nella prevalente rappresentazione di tipici paesaggi veneti – continua a tutt’oggi a mettere in evidenza le sue eccezionali doti che un tempo gli fecero presagire, proprio dal concittadino Giuseppe Marchiori, un brillante futuro.
La straordinaria padronanza del disegno, frutto anche della sua formazione di architetto, si rivela in ogni sua opera pittorica manifestando, pur nel diverso articolarsi delle fasi del suo percorso, la sua spiccata individualità creatrice, ricca di istinto artistico e di fantasioso rapporto con la realtà.
Visitare il suo studio, sito in un’oasi di verde della prima periferia di Lendinara, è immergersi in una particolare atmosfera fatta di tanti raffinati oggetti che spuntano ovunque, di dipinti alle pareti che ti attraggono e che a volte ti spiazzano per la loro invenzione pura.
Decine e decine di tele, anche di grandi dimensioni, sono accatastate dappertutto. Ognuna suscita un’emozione diversa, riassume un concetto, esprime una dimensione informale carica di rimandi ad oggetti o a paesaggi di antica ispirazione.
Segno e colore, visioni fantastiche, mondi immaginari, equilibrate figure di sogno nate da efficaci e personalissimi procedimenti tecnici; ecco gli ingredienti che entrano nella pittura di Mario Nervanti e che la rendono bella, delicata, elegante, trasparente e nello stesso tempo vigorosa, definita, energica, ricca sempre di vigile sensibilità.
Peccato che questa ricchezza artistica, così stimolante ed unica, non abbia ancora trovato dei pubblici momenti espositivi, utili per far conoscere immagini così preziose e suggestive e per testimoniare che l’arte pittorica a Lendinara è ancora viva e ben rappresentata.
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Ramis Tenan. “Mario Nervanti”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/mario-nervanti/