Pubblicità

STORIA - TRADIZIONI

Quando c’era un solo Mazzorno

Mille anni fa un paleoalveo delimitava a nord il paese

di Daniele Bergantin

Ventaglio Novanta n. 24 2002 pp. 56–59

Mazzorno destro e Mazzorno sinistro sono due paesi attualmente divisi dal Po di Venezia largo 500 600 metri. Potevano una volta essere un unico centro, poi diviso dal Po?

Non si tratta di una domanda azzardata o casuale, in quanto a supportare questo quesito vi è un elemento storico determinante presso la parrocchia “San Giorgio” di Mazzorno sinistro ove sono tenuti i registri delle nascite, matrimoni ed altri eventi religiosi di Mazzorno destro già dal 1600. Singolare è anche il fatto che, pur rientrando nel territorio comunale di Adria, la parrocchia di Mazzorno sinistro appartiene alla diocesi di Chioggia come Mazzorno destro, che invece rientra nel Comune di Taglio di Po.

Contribuisce ad alimentare la richiesta di chiarimenti anche un aspetto architettonico particolare, ovvero la geometria della chiesa di Mazzorno sinistro che presenta due facciate. L’orientamento di quella principale non guarda verso il fiume, come tutte o quasi le chiese rivierasche, ma verso occidente, ortogonale all’argine.

La seconda facciata è rivolta verso l’argine sinistro ed è posizionata a metà del fabbricato. Perchè due facciate? Cerchiamo di ricostruire la storia dell’edificio adibito al culto.

Il primo oratorio risale al 1523 e costituisce parte dell’attuale porzione orientale del manufatto, del quale non abbiamo memoria del fronte. Un intervento successivo vede la costruzione di una nuova facciata verso l’argine del Po delle Fornaci (ora Po di Venezia). Infine arriviamo alla sistemazione del 1750 con la facciata rivolta verso occidente, che ripropone la posizione del primo oratorio.

Se analizziamo e confrontiamo i due piccoli centri dirimpettai osserviamo che il maggiore, il più importante dei due è sicuramente Mazzorno sinistro. Anche se dobbiamo subito notare che poco ad occidente di Mazzorno destro vi è un agglomerato “Il Borghetto”, che pure è di un certo interesse. Tra l’altro la chiesetta di questa località presenta la facciata orientata verso il Po.

A queste note storiche e architettoniche aggiungiamo che, in corrispondenza di Mazzorno sinistro, è nota la presenza di un paleomeandro, ovvero un antico percorso fluviale che proprio qui compiva una grande ansa. A questo punto sembra meno azzardato ipotizzare che le due località non erano separate dal fiume Po. Nella cartografia storica reperita e attendibile, e cioè a partire dal 1500, non risultano tracce del meandro in oggetto. Aggiungiamo che in nessuna carta storica viene riportata la dicitura “Mazzorno destro” per cui quando citiamo Mazzorno, si deve intendere il sinistro.

Una carta a carattere generale del 1587 riporta in bella evidenza l’abitato denominato “IL MAZORNO”, ubicato presso la riva sinistra del Po delle Fornaci. Risulta evidente che si tratta di un piccolo borgo, anche se sono riportati in maniera stilizzata edifici di una certa dignità. Ci sembra di riconoscere il piccolo oratorio con campanile, ma l’attenzione è anche attirata da un edificio di foggia curiosa, a forma di tronco di piramide. Stranamente i fabbricati in sinistra del Po sono di dimensioni decisamente maggiori di quelli in destra, presso i quali è identificato l’oratorio dell’attuale località “Il Borghetto” che risale anch’esso al 1523.

Nel “Disegno della Diocesi di Adria” del 1788 sia Mazzorno destro che il Borghetto rientrano nella diocesi di Chioggia, con un limite che corre all’incirca nord-sud e unisce Voltascirocco-Piantamelon-Spolverina-Bottrighe allo Scolo Veneto dell’isola di Adriano, oltrepassando il Po. A quel tempo dunque, Mazzorno faceva parte della Comunità di Loreo.

La Carta Napoleonica del 1814 ci consegna una traccia ben evidente del margine settentrionale del paleomeandro, dove si legge il nome “Scolo Consortivo”. Ancora più interessante è la presenza di un’isola boscata proprio di fronte a Mazzorno, che dunque non si veniva a trovare subito a ridosso del Po. Riguardo agli edifici leggiamo nella carta: “Chiesa Parrocchiale” e “Osteria”.

In effetti vi sono elementi tali per cercare con l’osservazione diretta in campagna qualche riscontro. Arrivando a Mazzorno sinistro da Bottrighe, lungo la strada arginale, notiamo che, perpendicolarmente all’argine del Po, si staglia all’orizzonte un allineamento antropico movimentato ed evidente, con edifici, case, corti, stalle, alberi. Una attenta analisi locale ci porta ad individuare che gli elementi antropici sono posizionati lungo una linea curva regolare. Avvicinandoci, e osservando la campagna, vediamo anche la presenza di essenze vegetali diverse e più varie che si stendono sopra un nastro che parte dalla chiesa di Mazzorno sinistro, raggiunge i fabbricati dell’Azienda Patergnani, prosegue per Cà Rossa, raggiunge il Bosco poi Cà Badoer e infine corte Brollo. Si osservano vigneti, frutteti, alberi, arbusti. Un paesaggio diverso dunque, più vario e ricco, maggiormente movimentato rispetto alla piatta campagna coltivata in maniera estensiva.

La testimonianza morfologica più visibile del paleomeandro è rappresentata dello scolo Albrizzi, ex Scolo Consortivo nella Carta Napoleonica. Il tratto più significativo è quello tra il Bosco (toponimo estremamente indicativo) e Cà Badoer, qui si può veramente rimandare il pensiero a quello che era il corso del Po antico.

Se da questo punto guardiamo verso il Po di Venezia vediamo la piatta campagna, ma se osserviamo verso nord, notiamo un leggerissimo dosso in debole rilievo che si raccorda con piccola scarpatina verso la campagna a nord, lasciata in eredità dalla struttura fluviale fossile.

Ripercorriamo ora la storia geomorfologica di questa zona del basso Polesine partendo da circa 2000 anni fa, quando il territorio di Mazzorno si veniva a collocare tra le valli della Laguna dei Sette Mari e il cordone di dune fossili preetrusche che congiunge San Pietro di Cavarzere a Loreo ed alle Località Tombe e Tombine nell’isola di Ariano.

A quel periodo Adria era municipium romano e lungo la via Popillia costiera sono note le localizzazioni di due mansiones di età romana-imperiale a Corte Cavanella di Loreo e a San Basilio di Ariano nel Polesine. Per quanto concerne Loreo e il suo porto fluviale, ne viene riportata l’esistenza su una bolla papale già dall’800.

In epoca romana il corso principale del Po, poco a sud di Ferrara si divideva in due rami principali, il settentrionale è noto come Olana o Po di Volano, il meridionale è denominato Padòa (poi Padovetere), infine dall’VIII sec. Po di Primaro. Il Po di Volano all’altezza di Baura si ramificava ulteriormente, il percorso più settentrionale proseguiva per Copparo – Villanova Marchesana – Bellombra – Bottrighe e Mazzorno.

Il paleomeandro di Mazzorno sinistro rappresenta dunque l’evoluzione di un’ansa del Po di Copparo. Questo corso d’acqua è rimasto attivo fino alla rotta di Ficarolo, avvenuta nel corso del XII secolo. Il periodo del meandro attivo è ora definito: le varie ramificazioni del Po di Ferrara si inseriscono tra l’VIII secolo a.C. e il XII d.C. Considerando che si tratta di un meandro ben formato possiamo collocare l’esistenza attiva a circa 1000 1500 anni fa.

Nella bassa pianura erano proprio le aree morfologicamente in rilievo i luoghi più indicati per insediamenti umani stabili. Tali sono appunto i dossi laterali al corso di un fiume, che rimangono altimetricamente più elevati rispetto alla pianura interfluviale, facilmente inondabile per la mancanza di arginature artificiali.

Sia l’attuale posizione di Mazzorno sinistro che il Borghetto si venivano dunque a trovare in destra del Po di Copparo, per cui effettivamente le due località costituivano un unico territorio. Da quanto riportato possiamo supporre che un insediamento abitato di età medioevale presso Mazzorno sia compatibile con la morfologia del territorio.

Alla luce di tutto ciò, la posizione della facciata della chiesa ed i registri religiosi parrocchiali non sono più elementi isolati e curiosi. Sono subentrati dati oggettivi letti nel paesaggio. Il senso di appartenenza ad un territorio che faceva capo alla Comunità di Loreo ed alla diocesi di Chioggia è rimasto nei secoli successivi, anche quando il Po delle Fornaci è venuto a separare i due piccoli centri.

Rimane da chiarire se l’insediamento corrispondente a Mazzorno sinistro è avvenuto prima o dopo che il nuovo corso del fiume Po, il Po delle Fornaci, ha separato in due rive il territorio. Il posizionamento del nuovo tracciato fluviale è avvenuto nel corso del 1100 e non abbiamo riscontri di un abitato che rimandi in qualche modo a Mazzorno. Non avendo per ora altri elementi, dobbiamo ritenere che Mazzorno sinistro e Il Borghetto, risalgano a dopo il 1200.

Il paesaggio è la rappresentazione ambientale dove si condensano e si fondono il prodotto dell’intervento dell’uomo e la natura. Se sappiamo leggere il paesaggio possiamo conoscerlo e capire la sua storia contenuta nella memoria, molte cose così vengono comprese e spiegate.

La paleogeografia ci permette di comprendere e interpretare molti aspetti anche culturali, come il perché di una certa parlata, un modo di dire, un accento diverso, che si riscontrano in luoghi apparentemente lontani, staccati. Molte volte le differenze sono date da limiti di non immediata osservazione, perlopiù questi segni sono ormai completamente obliterati, ma in alcuni luoghi sono ben conservati.

I paleoalvei in generale ed i paleomeandri in particolare sono strutture che meritano la nostra attenzione. Essi fanno parte della “memoria lunga del paesaggio” che aspetta di essere letta, capita, spiegata e ricordata.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Daniele Bergantin. “Quando c’era un solo Mazzorno”. Ventaglio Novanta, n. 24, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/quando-cera-un-solo-mazzorno/

Pubblicità