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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Quotidianità e storia

Da un’esperienza scolastica, una mostra sul passato di Porto Tolle

di Luciano Scarpante

Ventaglio Novanta n. 22 2001 pp. 162–165

Al termine dell'anno scolastico 1999/2000, la classe terza B a tempo prolungato della scuola media "L. Brunetti" di Porto Tolle ha voluto rendere partecipe il paese della propria esperienza scolastica allestendo nell'atrio del Municipio una mostra fotografica, frutto di un intero anno di studio.

"QUOTIDIANITA' E STORIA – Istantanee di vita a Porto Tolle dal 1920 al 1950" è il titolo della mostra che, in modo immediato e molto efficace, rievoca uno spaccato di vita del nostro passato prossimo, quasi come un album di famiglia nel quale la gente si riconosce e rivive non solo i grandi eventi, ma specialmente la quotidianità di quella che comunemente viene definita "civiltà contadina".

All'inaugurazione, che ha visto una grande partecipazione di pubblico, erano presenti tra gli altri: il presidente della Provincia Federico Saccardin, il consigliere regionale Renzo Marangon, l'assessore alla cultura Giuliano Mancin, l'assessore provinciale alla pesca Roberto Zanetti; hanno fatto gli onori di casa il vicesindaco Gianni Vidali e il presidente della Biblioteca civica Alessandro Bertaglia. Dopo che il preside della scuola, prof. Dimer Manzolli, ha illustrato il significato dell'iniziativa, gli stessi ragazzi, guidati dall'insegnante di storia, prof.ssa Giovanna Bertarelli, hanno commentato il lavoro, immaginando di essere accompagnati nel percorso dal racconto di un loro avo, un certo Angelo Marangon, la cui fotografia occupa interamente il primo pannello.

Grandissimo il successo, tanto da indurre i responsabili della Biblioteca Comunale a riproporre la mostra all'inizio di settembre, nell'ambito delle manifestazioni per la XXXVII Fiera del Delta.

In questa occasione ci ha fatto da guida la stessa prof.ssa Bertarelli alla quale abbiamo chiesto come è nata l'idea di questo progetto e come è stata realizzata.

"Per tre anni ho lavorato con una classe meravigliosa -ci dice la prof.ssa Bertarelli – ragazzi provenienti da tutte le frazioni del nostro Comune, curiosi, pieni di vita e molto orgogliosi di appartenere alla propria terra. In terza media ci siamo messi a studiare tutti gli aspetti della vita portotollese dal 1920 al 1950: economici, sociali, religiosi, di costume, politici. Lo abbiamo fatto in modo particolare attraverso i racconti di testimoni di quei tempi. Intanto i ragazzi hanno incominciato a tirare fuori dai cassetti di nonni e bisnonni delle meravigliose fotografie d'epoca, con una gara a chi portava le foto più vecchie o più rare. E' così arrivata in classe una grande quantità di fotografie, che hanno consentito di legare le testimonianze di alcuni protagonisti con le immagini, aiutando in questo modo i ragazzi a capire meglio come eravamo, com'era il luogo in cui viviamo, come erano le abitazioni, quali erano le usanze, come si viveva".

Un'esperienza molto interessante, ma che rischiava di rimanere confinata dentro la scuola se, come ci dice la stessa insegnante, non fossero intervenuti la Biblioteca Comunale e l'Amministrazione Comunale, nella persona del commissario straordinario Pietro Pecorari, i quali hanno incoraggiato l'iniziativa e l'hanno sostenuta finanziariamente, facendo in modo che questa attività didattica diventasse una mostra. E' stato così possibile fare una sintesi del lavoro scolastico, organizzando una raccolta di foto che raccontasse la storia del paese nel periodo dal 1920 al 1950, con alcune aperture e concessioni ad anni più recenti, come le foto della mareggiata del 1966.

Le foto sono illustrate da testi sintetici, ma chiari ed esaurienti, elaborati attraverso una accurata ricerca bibliografica, ma soprattutto, attraverso interviste che hanno coinvolto i genitori, gli anziani e alcuni studiosi e appassionati di storia locale.

Mentre ci accompagna nella visita, la prof.ssa Bertarelli ci spiega che la mostra si articola in 29 pannelli, suddivisi in unità tematiche. Quattro pannelli illustrano i LUOGHI. Si inizia con le immagini del paese, Ca' Tiepolo e frazioni, con fotografie che ne descrivono l'aspetto attraverso le strutture abitative più tipiche (dalla casa padronale al casone di canna), i collegamenti (strade e traghetti), i mezzi di trasporto. Quattro pannelli sono dedicati alla FAMIGLIA, in genere numerosa, sottolineandone i momenti più significativi, il ruolo dell'anziano, il matrimonio, la nascita e la fatica del vivere. Segue il LAVORO: quello delle campagne con la grande proprietà agraria (braccianti e bonifiche) e la pesca. Nel 1924 arriva lo zuccherificio, proprio vicino al centro di Ca' Tiepolo: è un'occasione di lavoro per tante famiglie, in una situazione generale alquanto precaria, come del resto era per tutto il Polesine in quegli anni.

Ampio spazio, ovviamente, è stato dato alla SCUOLA, con le sedi sparse per il territorio, gli anni di frequenza, le classi e le maestre, i libri ed i metodi, l'istituzione della scuola media e l'arrivo del primo preside, il prof. Livio Crepaldi.

I due pannelli dedicati alla CHIESA, mostrano gli edifici di culto, le cerimonie, la religiosità, presentando anche le figure di alcuni sacerdoti particolarmente carismatici, come don Guido Sarto, che nel 1932, quando viene consacrata la chiesa di Ca' Tiepolo, ne diventa il primo parroco e la guida successivamente per quarant'anni.

Le numerose fotografie che illustrano la MODA e il costume, oltre a mostrare l'evoluzione dell'abbigliamento, mettono in evidenza le differenze sociali attraverso il modo di vestire, le calzature, le acconciature ed il trucco, spesso influenzati dai divi del cinema.

Due pannelli rievocano momenti di DIVERTIMENTO, quasi esclusivamente limitato al ballo e al cinema e, in genere, legato ad alcune particolari manifestazioni, come le sagre.

L'ultima sezione, dedicata alla STORIA, tende ad illustrare in che modo la vita quotidiana della gente venisse intersecata dai grandi eventi che hanno scosso l'Italia e il mondo intero: guerre e fascismo. Uno spazio particolare viene dato a due personaggi di spicco: la medaglia d'oro al valor militare Lino Beccati, che partecipo all'impresa di Suda, e Marino Boscolo "Marinin" che ha attraversato il '900 conservando una grande fedeltà al Delta.

Facciamo osservare che dalle foto emerge la visione di una Porto Tolle di ieri quasi benestante: giustamente la prof.ssa Bertarelli ci fa riflettere sul fatto che i benestanti, pur essendo una esigua minoranza, erano anche gli unici che potessero permettersi di entrare in uno studio fotografico o di acquistare una macchina fotografica.

A conclusione della visita, la prof.ssa Bertarelli ci dice il lavoro fatto non ha la pretesa di essere completo: "Ai momenti raccontati dai ragazzi ne seguiranno altri di grande rilevanza, come le lotte bracciantili, la riforma agraria, l'emigrazione di massa, l'estrazione del metano e le alluvioni, la costruzione della centrale ENEL, tutte pagine di storia ancora da esplorare".

Noi aggiungiamo l'augurio che altri abbiano la voglia e la possibilità non solo di continuare la ricerca, ma anche di organizzare ed eventualmente integrare il materiale esposto per dar vita a una pubblicazione. Questo perché, nonostante si tratti di un periodo cronologicamente non lontano, si stanno irrimediabilmente perdendo le sue testimonianze. E c'è il pericolo che, cessato l'interesse della mostra, se ne perda in breve tempo anche il ricordo e tutto torni come prima, con queste preziose testimonianze frammentate in numerose collezioni o di nuovo sepolte nei cassetti di vecchi mobili.

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Come citare questo articolo

Luciano Scarpante. “Quotidianità e storia”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/quotidianita-e-storia/

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