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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Ricordare la Shoah

A Ficarolo, presso la chiesa del Carmine, una mostra d’arte per non dimenticare

di Laura Cestari

Ventaglio Novanta n. 45 2012 pp. 174–178

“Ogni anno abbiamo delle ricorrenze da festeggiare. Ogni anno dobbiamo dimostrare, manifestare qualcosa. Le celebrazioni spesso diventano la deposizione di una corona che poi viene abbandonata senza un vero senso. In una giornata come quella di oggi scopro il vero modo per poter ricordare. Non so se è quello giusto, ma certamente il più funzionale. Questa mostra unisce venti artisti che hanno saputo condividere un unico tema. Lo si può chiamare olocausto, Shoah, sterminio, non importa: si tratta della distruzione di uomini da parte di altri. A mente fredda”. Con queste parole il critico e giornalista Sergio Garbato ha introdotto la partecipata inaugurazione della mostra dal titolo ‘L’Arte al servizio della Shoah’.

L’associazione culturale il Carmine ha organizzato a Ficarolo, nella Chiesa dedicata alla Beata Vergine, un’esposizione dal sapore innovativo, ma con il nobile intento di ricordare quello che è stato uno dei drammi più distruttivi dell’intera umanità.

Che senso poteva assumere un dipinto o una fotografia o, ancora, una scultura a fronte del terrore che stordiva le menti di chi si trovava ad osservare i resti trovati all’apertura dei cancelli dei lager? Nel dopoguerra l’arte ripartiva da zero. Il nulla in quelle persone distrutte dall’odio di altri esseri umani. Gli artisti che dal 20 al 29 aprile hanno contribuito con le proprie opere all’esposizione, hanno saputo raccontare, in maniera ingenua o consapevole, una memoria che mai potrà essere offuscata.

Il passaggio dal colore al segno ha vissuto in dipinti in grado di raccontare una realtà alternativa, dove le righe delle casacche dei prigionieri divengono i binari di un treno che si snoda fuori dal campo. In altre opere il predominio del colore. Fra i quadri anche la scultura. Gianfranco Andreoli, Paolo Bonfatti, Monica Chieregatti, Gianna Mazzetto, Elena Antonioli, Teresa Balugani, Maurizio Barozzi, Marcello Framba, Andrea De Biaggi, Gigliola De Biaggi, Diana Isa Vallini, Claudio Scaranari, Miranda Vallini, Enrico Fioravanti, Mauro Zanoni, Gaetano Cavalcanti, Sabrina Timacchi, Morena Masini, Mario Detratti e Gabriele Natali gli artisti che, professionisti o amatori, hanno dato il proprio personale contributo alla mostra.

A dar voce all’arte visiva la poesia di Pasquale Ciravolo, siciliano. Nelle due domeniche di collettiva l’artista ha recitato alcune liriche autografe utilizzando la raffinatezza e la sensibilità di chi in prima persona ha toccato con mano l’orrore della guerra.

Coinvolti nei vari eventi anche gli alunni delle scuole cittadine. I ragazzi, guidati dagli stessi artisti, hanno potuto percorrere un tragitto fatto di memoria e sensazioni trasfuse materialmente in ciascuna opera.

Protagonista della serata di lunedì 24 don Pier Antonio Castello, parroco di Presciane e responsabile del centro studi ‘Archivio della Memoria’. Il sacerdote ha guidato i presenti in una sorta di viaggio ideale fra i genocidi della storia, ricordando come l’intero mondo occidentale si sia macchiato negli anni del sangue di innocenti.

A chiudere la rassegna di eventi l’incontro che si è tenuto nella Sala dei Confratelli della Chiesa parrocchiale di Ficarolo con il rabbino capo della comunità ebraica di Ferrara Rav Luciano Meir Caro. “La Shoah è qualcosa di indescrivibile, di indicibile – spiega – le opere di questi grandi artisti sono certamente di pregio, ma nulla al mondo potrebbe spiegare cos’è l’olocausto. Nella civile Europa degli anni ’40 qualcuno parlava di ‘pezzi’ da trattare. Quei pezzi erano esseri umani. Guardando la mostra mi sono soffermato su due aspetti. Anzitutto mi compiaccio perché venti artisti hanno dedicato la loro capacità per ricordare: la Shoah è sempre stata connotata dal silenzio, nei campi e nel mondo. Tutti tacevano, anche le comunità ebraiche del mondo libero. In secondo luogo vive il dovere di tramandare: è necessario, fondamentale contrastare i meccanismi del negativismo”.

Massimiliano Furini, presidente de ‘Il Carmine’ ha ribadito l’importanza di aver demarcato uno dei momenti bui della storia civile. “Da un’idea proposta all’associazione dall’amico e socio Maurizio Barozzi si è ottenuta un’esposizione ricca di spunti espressivi sopra ogni aspettativa – ha commentato – il mio ringraziamento va a tutti i partecipanti che con la loro professionalità artistica ci hanno dato la possibilità di estraniarci dalla quotidianità frenetica per riflettere e far sì che certi eventi non possano più accadere”. L’intera rassegna è stata realizzata anche grazie al patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo, del Comune di Ficarolo e del Fai.

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Come citare questo articolo

Laura Cestari. “Ricordare la Shoah”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/ricordare-la-shoah/

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