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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Ristoranti “a km zero”

La Coldiretti inaugura la stagione dei cibi di qualità, con ingredienti provenienti dal circondario

di Beatrice Tessarin

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 146–147

L’Associazione Polesana Coltivatori Diretti ha certificato i primi due ristoranti “a km zero” del Polesine, consegnando ai rispettivi titolari la targhetta distintiva, predisposta da Coldiretti Veneto, che garantisce che i due locali utilizzino prodotti agroalimentari del territorio. Si tratta dei ristoranti “Al Ponte” di Bornio di Lusia, gestito da Luciano Rizzato e del ristorante “Al Monte” di Volto di Rosolina, diretto da Stefano Grossato.

Il “battesimo” dei due locali è avvenuto in due serate promozionali (il 29 giugno a Lusia ed il 10 luglio a Rosolina), nelle quali i titolari ed i rispettivi staff si sono cimentati nella preparazione della loro prima cena con menù “a km zero”, cioè preparato con ingredienti provenienti dal circondario del ristorante e forniti, in gran parte, da produttori soci Coldiretti.

Le due serate sono state rese possibili dal contributo del Gruppo di azione locale (Gal) Polesine Delta Po, con la collaborazione di Ascom Rovigo, alla quale sono associati i due ristoratori. Sono intervenuti i direttivi dell’Associazione Polesana Coltivatori Diretti e dell’Ascom, oltre a personalità istituzionali di vario livello, ai titolari delle aziende fornitrici e alla stampa locale.

La filosofia del “km zero” implica che nella carta del ristorante entri un menù preparato con ingredienti provenienti dal circondario (da cui la dicitura), che abbassano l’impatto ambientale dovuto alle immissioni di anidride carbonica e polveri sottili nell’aria, in quanto non vengono trasportati per lunghi tragitti a bordo di tir e camion. Un nuovo modo di alimentarsi con attenzione alla qualità e alla freschezza dei cibi, ma anche alle emergenze ambientali.

In particolare il menù del ristorante “Al Ponte” ha valorizzato le eccellenti verdure di Lusia (fornite dall’azienda Barison Cecilia), la carne di conoglio (di Pagliarini avicola di Canaro) e di manzo (della cooperativa Azove), il formaggio locale (di Medardo e Mirco Caccialupi di Trecenta), i vini del Delta (de “La Mainarda” di Bellombra di Adria) e l’aglio bianco polesano (fornito dalla cooperativa “Il Polesine”); diverso menù al ristorante “Al Monte”, che gode di una posizione geografica strategica per l’approvvigionamento ittico e che ha preparato uno squisito menù a base di pesce del Delta (fornito dalla Cooperativa pescatori di Scardovari e dal Mercato di Chioggia), usando il riso nostrano biologico (dall’azienda agricola dei fratelli Marangon di Porto Viro) e la verdura di Rosolina (della Cooperativa Ortolani).

Con i due ristoranti polesani, salgono a dieci i locali veneti certificati “a km zero” da Coldiretti. Gli altri si possono reperire sul sito di Coldiretti Veneto www.coldiretti.it/veneto.

L’iniziativa nasce per sostenere la proposta di legge regionale che Coldiretti Veneto ha presentato al Consiglio regionale col corredo di 25 mila firme di cittadini e che prevede l’ingresso nelle mense scolastiche e pubbliche e nei circuiti della ristorazione di prodotti agroalimentari del territorio.

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Come citare questo articolo

Beatrice Tessarin. “Ristoranti “a km zero””. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/ristoranti-a-km-zero/

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