Pubblicità

ARTEOGGI

Rovigo sei bella

Ampio consenso per le illustrazioni dell’arch. Gianni Veronese esposte nelle segrete del Castello, su iniziativa del C.t.g.

di Carlo Piombo

Ventaglio Novanta n. 58 2019 pp. 96–97

Davvero interessante l’iniziativa attivata dal “Gruppo Rovigoti” del C.T.G, volta da un lato a far riscoprire il fascino delle antiche “segrete” del Castello (ovvero le medioevali carceri presso le due torri) e dall’altro a richiamare l’attenzione sulle non poche pregevoli architetture della città; è ciò in virtù di una mostra di disegni dipinti, opera dell’architetto Gianni Veronese, che ha voluto intitolare la sua esposizione – allestita nei recuperati locali segreti – “Rovigo sei bella”.

Rovigo viene dunque disegnata e esaltata nelle sue parti migliori, con l’amore che un figlio ha verso sua madre che, anche se avanti negli anni, viene sempre vista giovane e affascinante, e, appunto, bella.

Ma l’autore si spinge oltre, e diventa un sincero ammiratore di una città che in qualche modo ritiene di dover far riemergere dall’oblio del quotidiano e dalla frenesia di tutti i giorni, che, purtroppo, porta a “non vedere” e a non apprezzare il bello che c’è intorno a noi. Gianni Veronese, da esteta, quasi impreziosisce piazze, vie, palazzi, monumenti, per attirare l’attenzione di chi non riesce a vederli e apprezzarli come sono nella realtà.

Ecco il perché di tanti colori, sovrapposti a una precisa descrizione geometrica delle forme architettoniche, partendo dalle piazze che, quotidianamente, si percorrono con indifferenza; ma che, invece, sono centri di aggregazione naturali per la socializzazione, essendo, fra l’altro, sedi di importanti uffici pubblici, i pochi rimasti nel cuore della città: il Municipio e l’Accademia dei Concordi in Piazza Vittorio Emanuele, la Camera di Commercio e il Consorzio di Bonifica Adige Po in Piazza Garibaldi, l’Ater e il Magistrato alle Acque in Piazza della Repubblica, gli Uffici Finanziari in Piazza Merlin.

E, poi, le vie, fra le quali – non indifferente per l’autore – il rilievo di palazzi costruiti con lo stile liberty-deco, forse non ben definito, ma certamente testimonianza di un passato prestigioso e di ricchezza, ubicati in quella che era l’immediata periferia della città, appena al di fuori delle mura, sventrate e in gran parte demolite già nei primi anni del 1800, perché – si disse allora – “ammorbavano l’aria “, come ricorda Eugenio Piva nel suo diario, quel Piva, fratello del patriota Domenico, che ha progettato la Chiesa delle Fosse, che Veronese ha disegnato con accuratezza.

I palazzi, quindi, sono disegnati spesso in un contesto urbano, se vogliamo parziale ma significativo di una storia importante, che ricorda la presenza in città di Estensi e Veneziani, ma anche di opulenti mercanti e di nobili che hanno scelto di vivere entro le mura, attraversando parte della storia cittadina da protagonisti, seppure sotto il peso di dominazioni non sempre benevole per i rodigini, purtroppo quasi mai veramente sovrani nel loro spazio urbano.

Tra i monumenti cittadini evidenziati nei disegni di Gianni Veronese, spicca per maestosità il Garibaldi Equestre e la tetragona presenza delle Due Torri, simbolo storico della città.

L’autore non ha trascurato di disegnare le principali chiese cittadine, fra le quali ho trovato splendida l’idea di una Rotonda dorata per dire che non c’è niente di più bello a Rovigo, e del Duomo cittadino finalmente completato e impreziosito con marmi bianchi, a coperture delle pietre faccia vista.

Merita per me una particolare sottolineatura, il colore, frutto di fantasia e di poesia, percepiti dall’autore con sentimento e armonia dei dettagli, che abbellisce una settantina disegni esposti secondo un indovinato ordine di presentazione.

Una mostra originale, dunque, che si chiude con due proposte che appaiono di grande interesse e spessore culturale.

• La copertura del cortile Roverella, idea indubbiamente da valutare con attenzione per sfruttare meglio uno spazio, ora utilizzato soltanto per il passaggio degli ospiti e dei visitatori delle mostre

• La sistemazione, anche se forse non c’è più tempo per parlarne, della rotonda di Piazzale Di Vittorio, per farne un centro culturale nel cuore della città, da intitolare a un nostro concittadino che ha tanto amato Rovigo, Gabbris Ferrari, animatore culturale, pittore, regista e scenografo di fama nazionale

Per tutto questo, dobbiamo essere grati a Gianni Veronese per il dono che ci ha fatto e per le riflessioni e approfondimenti che i suoi disegni ci imporranno, con l’auspicio che possano trovare adeguata collocazione in una pubblicazione, a futura memoria del nostro tempo, così come accadde per i “ RICORDI “ manoscritti di Eugenio Piva, pubblicati in edizione anastatica dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nel 1984, riportanti pregevoli disegni di monumenti e cose curiose scomparse della Rovigo nel secolo XIX, donati all’Accademia dei Concordi, fin da allora riconosciuto massimo Centro culturale cittadino.

E allora, Rovigo è bella? Certo che lo è, anche se non lo sappiamo e spesso ne sottovalutiamo le potenzialità, distratti dal clamore del nostro tempo.

Gianni Veronese, con il suo lavoro certosino e di notevole valore artistico, ci invita a riflettere e a essere consapevoli di vivere in una città meravigliosa, da apprezzare e curare con amore.

Gianni Veronese, architetto laureatosi nel 1973 allo IUAV sotto la guida di Carlo Scarpa, il Maestro insuperato che ha fatto scuola creando professionisti attenti all’ambiente e alla valorizzazione del bello, è stato progettista nel settore dei LL.PP. e dell’Urbanistica (suoi i PRG di Porto Viro, Ariano Polesine, Polesella, Arquà Polesine) e, in équipe con l’architetto Antonio Canato, ha preparato il progetto di massima e primo esecutivo per la ristrutturazione del Convento degli Olivetani in San Bortolo e del Palazzo Roverella, mettendo le basi per ottenere il finanziamento delle opere. E’ stato docente di costruzioni e disegno presso Istituti tecnici della Provincia.

Dalla Scuola di Carlo Scarpa ha appreso la tecnica del disegno artistico che si sviluppa soprattutto sul colore, in un melange di fantasia e realtà creativa che caratterizza le sue opere.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Carlo Piombo. “Rovigo sei bella”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/rovigo-sei-bella/

Pubblicità