A trent’anni dalla morte, Porto Tolle dedica a Sandro Zanellati due mostre (settembre 2025, municipio; ottobre 2025-aprile 2026, sala della musica), doveroso omaggio alla memoria di un artista che non va dimenticato.
Un personaggio che ha lasciato un ricordo vivo Alessandro Zanellati (per tutti Sandro) nato a Porto Tolle il 24 marzo 1950. Sandro ha frequentato le elementari nella frazione di Donzella dove, già nei primi anni di scuola, ha dimostrato una spiccata predisposizione per il disegno.
A Porto Tolle nascono le sue prime esperienze con i colori. La pittura è un hobby che lo appassiona e lo gratifica molto finché nel 1965 inizia ad esporre partecipando a mostre collettive. Si tratta di pittura da studio su cavalletto con, inizialmente, uso quasi esclusivo dell’azzurro o dei toni violacei.
Nel 1972 si trasferisce a Milano per dedicarsi definitivamente alla pittura. Vivere e lavorare a Milano era la condizione del suo progetto di essere artista.
I colori, almeno nel primo periodo, restano gli stessi, ma la tecnica diventa via via più raffinata, quasi impeccabile ma, nella casa di via Giulio Uberti 29, che diventa anche il suo studio e, qualche volta, anche sede per mostre, sperimenta nuovi colori e nuove tecniche.
È anche il periodo dei suoi piacevolissimi paesaggi, omaggio alla terra polesana: una stradina che si perde nel nulla, la sagoma di un albero, una bicicletta appoggiata a un muro; una “campitura” di colore diventa campagna o un campo di grano punteggiato dal rosso dei papaveri.
Diceva spesso: “Non posso fare a meno di dipingere i miei paesaggi, non solo perché piacciono alla gente e mi danno praticamente da mangiare; con i paesaggi torno a casa”. Pure una camicia e un cappello appesi ad un chiodo potevano rievocare l’ambiente polesano.
A Milano, spesso esponeva negli spazi all’aperto dedicati dal Comune ai giovani artisti, o anche in luoghi meno strutturati o improvvisati, specialmente nei primi anni.
Il soggiorno milanese è stato interrotto intorno al 1980 da alcuni brevi periodi con Sandro a New York. Suoi dipinti sono stati allora esposti alla Harrison Gallery.
È poi la volta del CORPO ASTRATTO, una raccolta di dipinti esposta nel 1992 alla galleria “Le Case” di Milano e presentata in catalogo da Michele Passalacqua. È stata una delle ultime esposizioni a Milano di Sandro.
C’è chi ha visto, in tali quadri, una svolta radicale nella sua produzione pittorica. In realtà, nell’apparente diversità, si coglie una grande coerenza di ricerca tra queste ultime opere e quelle maturate nel corso degli anni.
Nel 1996, ad un anno dalla morte, la Biblioteca Civica di Porto Tolle e l’Amministrazione Comunale dedicano a Sandro un’importante mostra antologica.
I disegni costituiscono una porzione importante della sua vasta produzione artistica. Non sarebbe stato giusto ignorare del tutto l’esercizio grafico quotidiano che lo ha tanto occupato, per cui si è ritenuto doveroso riservargli spazio.
Nei disegni, Sandro usava il segno in modo essenziale e rigoroso, riuscendo a creare immagini che stupivano per la vitalità e l’equilibrio compositivo. Purtroppo i disegni sono poco conosciuti perché solo in rare occasioni sono stati esposti in mostre. Andrebbero sicuramente rivalutati e valorizzati anche perché, sia che si tratti di semplici schizzi istintivi eseguiti di getto, sia quando si traducono in elaborazioni grafiche più elaborate, diventano quasi un diario che ci aiuta a comprendere meglio la personalità più autentica di questo interessante artista.
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Come citare questo articolo
Luciano Scarpante. “Sandro Zanellati (1950-1995)”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/sandro-zanellati-1950-1995/