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POESIA

Sentieri

poesie di Elisabetta Zanchetta

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 111–114

DIMENSIONI PARALLELE

(in memoria del pittore e amico Eros Buttaglieri)

Un letto di foglie morte mi nutre di inquietudine mentre l’orizzonte, ingrato, si tinge di nebbia grigia.

Separate le nostre strade.

Fino a ieri la distanza, l’assurda fuggevolezza nelle mie giornate traboccanti e sazie di fumosi, futili alibi. Da oggi non basta distogliere lo sguardo e non pensare alle dimensioni parallele in cui la nostra esistenza prosegue il cammino verso l’ignoto. Hai preparato in silenzio le tue valige. Questa volta, il viaggio è per sempre.

A ME STESSA

Poeta incompreso che scrivi nel vento ti nutri di sogni, speranze, illusioni. L’Amore ti spinge a guardare lontano oltre il limite di un assurdo destino. Svanisce la voglia di vivere la quiete di ingannevoli apparenze in giorni di cartone. Una fiamma sempre accesa è il tuo cuore Anche se l’incantesimo non sarà per sempre.

BACIO

Solitario tra mente e cuore come un lampo che rischiara il cielo e l’onda che tutto copre, accarezza e cancella. Disegno invisibile delle tue labbra sulle mie al confine tra realtà e immaginazione finché, un giorno, quel sogno, per un attimo è un momento vero.

IL VOLO (11 settembre 2001)

Radici di un mondo perfetto strappate alla vita da un sogno bruciato. Un volo dal cielo all’inferno. Uno schianto e l’incubo inizia.

Un futuro di amari nonsensi cicatrici indelebili su cuori segnati dal pianto. Menti annientate da ricordi feroci pellicole consumate che conservano impresse nell’impietosa memoria le immagini incandescenti di vite perdute rapite e accartocciate nel foglio del niente dall’ingrato destino e gettate lontano per sempre nel vento dell’inquietudine.

AUTUNNO

Un fumo denso di nebbia leggera abbraccia l’orizzonte. E’ raggiunto dal mare azzurro senza onde piatto e sonnecchiante di un’insolita freddezza. La riva semideserta regala sguardi verso quel punto all’infinito che non esiste ma appare agli occhi come inizio e fine di ogni cosa.

Onde limpide accarezzano la sabbia bagnata e un raggio di sole si lascia cullare da un filo di vento. Le navi in lontananza chiamano il porto: sirene come echi dal profumo ovattato di avventure, viaggi, terre sconosciute. Finché, all’imbrunire, tutto è inghiottito dalla profonda oscurità che giunge veloce, quasi all’improvviso.

La notte, frettolosa e irruente tinge di nero ogni sospiro e annienta impietosa quelle sfumature traboccanti di vita.

RACCORDI

Parole silenziose racchiuse in uno sguardo: carezze invisibili indelebili che solo gli occhi tuoi sanno donare.

PIOGGIA D’APRILE

Rintocchi leggeri scendono ritmati come mille carezze regalate all’attesa. E’ tempo di ascoltare questa musica costante nella notte silenziosa e segreta dell’anima. Cadi e ti dissolvi non lasci traccia del tuo nome finché all’alba il ricordo di te sarà una nuova vita.

PRIMAVERA

Fuggevoli e intensi i desideri del cuore. Si insinuano nella mente stregandone il respiro urlando silenzi e sguardi d’intenso amore. Soffia un vento nuovo sul terreno scosceso delle mille stagioni dell’anima. Il dolce sapore di un inatteso risveglio regala spiragli di segrete emozioni.

SENTIERI

Strade silenziose portano intermittenti a quest’angolo di vita così nostalgico e indolente. Forze invisibili raggiungono altri universi distanti e sconosciuti a quei mondi soffocati da amare indifferenze. Mi dondolo sull’altalena del tempo sospesa nella notte scura delle mie incertezze che saluto da lontano fiera di queste ali di verità capaci di farmi volare lontano. Chiudo gli occhi ma non si spegne il mio sguardo nel buio. Ogni respiro è un passo verso il futuro.

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Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “Sentieri”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/sentieri-2/

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