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UN RICORDO

Toni Ricchieri

Instancabile organizzatore di manifestazioni sportive, non ha mai abbandonato la sua “Rovigheto”

di Alessandro Ubertone

Ventaglio Novanta n. 21 2000 pp. 80–81

È già passato più di un anno dalla scomparsa dell’amico Toni, la cui vita, iniziata l’8 marzo del 1928, si è spezzata improvvisamente il 12 Febbraio 1999. Devo precisare che la mia amicizia per Toni Ricchieri, solida, sincera, fatta di reciproca stima e affetto, non era nata da molto tempo. Negli anni della giovinezza, nei quali la differenza di età ha un suo peso direi determinante, ero – come lo sono tuttora – amico del fratello maggiore Guido Davide con cui ebbi più frequenti contatti esercitando entrambi la professione di avvocato.

Toni invece sognava di fare il calciatore e si era buttato, con l'entusiasmo che è rimasto una caratteristica peculiare della sua personalità, a giocare in una squadra di terza categoria, il "Fulgor". Ma quell'esperienza non fu delle più felici. Andò meglio con l'automobilismo: partecipò a numerose gare, classificandosi sesto nel campionato giornalisti d'Italia.

Oltre allo sport, infatti, un'altra sua passione fu il giornalismo. C'era a Rovigo, nella seconda metà degli anni cinquanta, un gruppo di simpatici giovani, ricchi di estro e di fantasia, alcuni dei quali divennero poi noti professionisti in importanti quotidiani, ma che allora si contentavano della soddisfazione di veder pubblicato qualche loro "pezzo" sulla Gazzetta Padana o sul Gazzettino (sempre senza alcun compenso). Con essi Toni si trovò ben presto sulla stessa lunghezza d'onda. Ovviamente, sua specialità erano le cronache sportive. Ma, come lui stesso avrebbe poi dichiarato in una bella intervista fattagli da Ferruccio Zapponi, il suo destino era il calcio, anche se non quello disputato sui campi degli stadi.

Da consigliere del "Rovigo" a consigliere regionale veneto della Federcalcio a presidente della Federcalcio veneta a consigliere federale a Roma, la sua carriera è stata tutta in salita: presidente per dieci anni della Lega dilettanti, Vicepresidente della Federcalcio, Presidente del Comitato nazionale Totocalcio ed Enalotto, ha curato l'organizzazione esterna di tutte le manifestazioni di calcio e rugby all'estero, incarico che lo ha portato in giro per il mondo ottenendo ovunque unanimi consensi al suo operato.

E le sue grandi capacità di organizzatore le ha dimostrate anche quando è rientrato a Rovigo, la sua cara Rovigo mai dimenticata malgrado gli impegni romani e gli spostamenti da un continente all'altro.

È in questo periodo che si è venuta a consolidare la nostra amicizia, cementata dall'amore per la nostra città e dal comune interesse per promuovere la crescita culturale. La sua presidenza del Panathlon Club è stata contrassegnata da manifestazioni di alto livello e il Circolo della Stampa, già autorevolmente presieduto dai giornalisti professionisti Dario Nicoli e Ferruccio Zapponi, ha ricevuto da lui un ulteriore impulso che ne ha fatto un centro di cultura noto al di là dei confini polesani.

Sempre nell'intervista fattagli da Zapponi dodici anni fa confessava: "Ho forte la sensazione di essere stato e di essere un continuo vagabondo, che non ha mai voluto tagliare le sue radici. Io non ho mai voluto abbandonare la mia Rovigheto alla quale sono attaccato da un sentimento profondo, culturale, affettivo, costituzionale… Io sto bene solo quando ritorno a casa".

Ma troppo presto e repentinamente Toni ha lasciato questa casa e la famiglia che si rimproverava di aver trascurato a causa dei suoi tanti impegni. In me è rimasto il rimpianto per un'amicizia che pensavo mi avrebbe accompagnato negli ultimi anni della mia vita, e in Rovigo un senso di vuoto e la consapevolezza di aver perso uno dei suoi cittadini migliori.

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Come citare questo articolo

Alessandro Ubertone. “Toni Ricchieri”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/toni-ricchieri/

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