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ATTUALITÀ - INIZIATIVE PROMOZIONALI

Tra sviluppo e ambiente

Una giornata di grande visibilità, voluta dalla Confindustria rodigina

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 172–178

Si è presentata come una grande iniezione di ottimismo nei confronti del futuro del Polesine la giornata del 18 ottobre scorso. Una giornata preparata con cura dalla Confindustria rodigina con l’impegnativo titolo “Delta duemilasette. Il Delta del Po in equilibrio tra sviluppo e ambiente” ed un programma davvero intenso. Fin dalla mattinata centinaia di imprenditori hanno raggiunto gli ampi padiglioni dell’autodromo di Adria, dove puntuale è arrivato Luca Cordero di Montezemolo. L’atteso leader massimo degli industriali italiani si è intrattenuto in un’assise a porte chiuse con gli imprenditori del Veneto per analizzare la situazione dell’economia, in vista delle sempre più complesse sfide internazionali, non tacendo le difficoltà di fare impresa nel nostro paese, dove una arrugginita macchina burocratica ed impositiva frena lo sviluppo.

Nel frattempo ospiti e giornalisti hanno potuto conoscere l’ambiente del delta in modo davvero esclusivo, mediante ripetuti voli in elicottero fino alla foce del grande fiume. Una leggera bruma non ha impedito di cogliere ed apprezzare le pittoriche caratteristiche di un paesaggio davvero unico, solcato dai sinuosi rami del Po, contrassegnato dai perfetti rettangoli delle aree agricole alternate con gli ampi quanto suggestivi specchi lacustri delle valli da pesca. Negli ampi spazi del delta ecco apparire, strette attorno alla chiesa ed al suo campanile, le borgate di Ca’ Pisani e Ca’ Venier, Ca’ Zuliani, Boccasette e poi Pila con la laguna di Barbamarco ed il faro sulla riva sinistra subito dopo la grande ciminiera della centrale elettrica presso la sponda opposta. Infine, azzurro, vasto e luminoso, il mare. Ritorno all’autodromo dove Antonio Costato, presidente della Confindustria rodigina, ha accolto i giornalisti accompagnato da Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindustria e da Andrea Riello, presidente di Confindustria Veneto; e non ha mancato di portare il suo saluto Luca Cordero di Montezemolo. E’ stata delineata la strategia nei confronti dei progetti in essere e di quelli futuri, prospettando un cammino di convivenza tra turismo ed industria, con l’obiettivo di assicurare al delta del Po un nuovo “equilibrio tra sviluppo ed ambiente” come indicato dallo slogan della manifestazione. Ne è emerso un quadro di fiducia per il momento storico vissuto dal Polesine, non più “cenerentola” del Veneto, ma parte attiva di un nuovo trend di sviluppo. Significativo a questo proposito il bilancio tracciato da Antonio Costato che ha sottolineato come il tasso di imprenditorialità della provincia di Rovigo, col 10,83%, superi di oltre un punto e mezzo quello regionale e di due punti quello nazionale. Tutto positivo inoltre l’indice di sviluppo con l’eccezionale crescita del 12%, un vero record. Di interesse poi le attese che fanno del Polesine “un’area-opportunità” per la presenza di nuove aree industriali e commerciali, nonché di una rete di servizi all’altezza delle necessità di chi intenda investire. Nel pomeriggio il grande evento, il Forum con oltre duemila partecipanti, in un padiglione attrezzato con le più avanzate tecnologie ed uno schermo di trenta metri, in grado di visualizzare contemporaneamente immagini di ambiente, volti dei relatori e scorci della vasta sala. Ed il primo volto a materializzarsi sul maxischermo è stato quello, familiare e rassicurante, di Cesara Buonamici, vicedirettore del TG5, moderatrice degli interventi. Ha fatto poi gli onori di casa Antonio Costato, presidente della Confindustria di Rovigo, che ha richiamato l’attenzione sulle sfide industriali che attendono il Polesine, sul terminal gasiero in costruzione e la centrale elettrica da ambientalizzare con l’uso del “carbone pulito”, sottolineando la necessità di far coesistere sviluppo ed ambiente. Problema quest’ultimo affrontato da Barbara K. Buchner, dell’International Energy Agency, la cui relazione si è incentrata sulla necessità di introdurre sistemi efficienti e tecnologie pulite per ridurre l’immissione in atmosfera di CO2 e contenere i gas-serra. Raion Martinez Fraile, vicepresidente di AC Hotels, ha poi sottolineato come il turismo produca lavoro e ricchezza, risultando il settore in assoluto meno invasivo. Scott Miller, amministratore delegato di Adriatic LNG, ha presentato il progetto del terminal gasiero, con la piattaforma da installare in Adriatico al largo di Porto Levante, mentre Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, in riferimento al progetto di conversione a “carbone pulito” della centrale di Porto Tolle, ha osservato la compatibilità con lo sviluppo del turismo nel delta del Po, affermando che il grande investimento programmato da Enel migliorerà la qualità dell’ambiente. Idea questa che però non trova consensi condivisi.

Posizione di cui si è fatto interprete Ermete Relacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e presidente onorario di Legambiente, che ha sottolineato come la scelta di privilegiare l’uso del carbone cozzi contro gli obiettivi di Kyoto e come pertanto l’Italia debba prevedere di dover sottostare al futuro pagamento di costose penali. Il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, in riferimento all’approvvigionamento di gas si è detto favorevole al terminal, ma decisamente contrario alle ipotesi di riprendere le estrazioni di metano dall’Adriatico. Ha inoltre sollecitato decisioni rapide dello Stato per la conversione della centrale a carbone, cui ha fatto eco la posizione critica del sottosegretario allo Sviluppo economico Marco Stradiotto, che ha sottolineato il freno rappresentato proprio dalla legge regionale istitutiva del Parco che prevede l’utilizzo del metano. Posizioni non sempre coincidenti dunque, a testimonianza delle ampie problematiche sottese al futuro del Delta, che trovano profondamente divisa anche la classe politica, espressasi con indicazioni contrastanti anche nei giorni successivi al meeting adriese. Per non parlare della netta opposizione manifestata dai comitati contro il terminal e la riconversione a carbone della centrale, da sempre fieramente ostili alla creazione di un parco energetico nel delta del Po. In ogni caso non va sottaciuta l’importanza della giornata della confindustria. Un’iniziativa impensabile fino a qualche anno fa, quando la percezione del Polesine era quella di una terra pressoché priva di strutture. E’ evidente che nell’ultimo decennio sono stati fatti importanti passi sulla via dell’ammodernamento, e non poco è dovuto all’intraprendenza di privati che stanno scommettendo sul futuro della terra tra Adige e Po. L’avvio nel 2007 del nuovo complesso turistico di Barricata, villaggio a quattro stelle alla foce del Po di Tolle, ne è un esempio illuminante. E la grande struttura dell’autodromo, pensata oltre che per la pista automobilistica anche per ospitare grandi realtà congressuali, costituisce una testimonianza quanto mai significativa dell’aprirsi di nuove possibilità per una provincia che vuole contare di più e che sente di avere le carte in regola per rappresentare un credibile polo di attrazione. Questo a nostro avviso il significato più importante della giornata della confindustria rodigina.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Tra sviluppo e ambiente”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/tra-sviluppo-e-ambiente/

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