Dal primo ottobre dello scorso anno la cooperativa Turismo & Cultura gestisce tre importanti strutture museali nella provincia di Padova: il Museo Geopaleontologico di Cava Bomba a Cinto Euganeo, il Museo Naturalistico di Villa Beatrice d'Este sul Monte Gemola (Baone) e il Museo Archeologico del Fiume Bacchiglione a Cervarese Santa Croce.
Cerchiamo dunque di capire più da vicino la realtà di questi musei. Tutti fanno parte del sistema museale di proprietà della Provincia di Padova, e, dalla nascita fino allo scorso anno, l'Ente stesso provvedeva alla loro gestione completa: conservazione ed esposizione delle collezioni, servizio biglietteria, apertura e chiusura negli orari prestabiliti, pulizie degli spazi espositivi ed esterni. Con la gara d'appalto vinta da Turismo & Cultura nell'estate '99, le attività di biglietteria, apertura e pulizia degli interni sono state "delegate" dalla Provincia alla struttura privata, con la quale si è da subito instaurata una stretta collaborazione, al fine di rendere ancor più interessanti e godibili i musei.
Uno degli scopi primari di questa collaborazione è sicuramente quello di incentivare al massimo le presenze dei visitatori, attualmente limitate prevalentemente alle uscite scolastiche e alle scampagnate domenicali sui Colli Euganei nei mesi primaverili. Si tratta insomma di individuare strategie e formule idonee per la promozione dei tre musei, con azioni mirate ed efficaci soprattutto per l'utenza extra-scolastica, e, prima di tutto, puntando su considerazioni di carattere più generale, legate alla loro stessa storia e collocazione. Ci renderemo conto così che questi due ultimi fattori non possono essere visti separatamente.
Innanzitutto, il più "antico" dei musei, il Museo di Cava Bomba, è nato nel 1987, dopo il restauro durato alcuni anni e condotto dal Consorzio per la Valorizzazione dei Colli Euganei, oggi non più esistente e sostituito come valenza dall'Ente Parco Regionale. Gli altri due sono stati allestiti, anche in questo caso dopo adeguato restauro, solo verso la metà degli anni '90.
Senza dubbio si tratta di musei ancora "giovani", e questo è un primo fattore di non poco conto: un museo, infatti, già di per sè ben difficilmente costituisce un fenomeno di massa, a meno che non abbia una storia sufficientemente lunga, un contenuto di fama mondiale o una collocazione all'interno di una città d'arte che già di per sé costituisce un'attrattiva.
Ognuno dei nostri tre musei ha sicuramente molto da dire in quanto a "storie importanti" e tutti sono collocati poi in contenitori che offrono ulteriori spunti per capire la storia del mondo euganeo: l'antica fornace di Cava Bomba, testimone dell'attività estrattiva e del secolare intervento delle popolazioni su queste terre; il convento della Beata Beatrice d'Este, uno dei tanti e tanti luoghi dei Colli dove l'uomo ha ricercato rifugio per il proprio spirito; il Castello di San Martino della Vaneza a Cervarese S. Croce, che con la sua torre medievale ricorda momenti lontani e affascinanti della storia del territorio.
Nessuno dei tre musei, però, ha una città che lo racchiude, che lo affianca ad altre risorse storico artistiche e tantomeno alle lunghe passeggiate per le vie di un centro dove le vetrine dei negozi, i locali di ristoro e altri luoghi per il tempo libero trovano la loro collocazione più ideale.
Lo spazio che accoglie i nostri musei è quello tipico delle colline euganee, conosciuto dalla maggior parte dei visitatori per i suoi ristoranti e agriturismi tipici e, soprattutto, per le famose terme di Abano e Montegrotto. Molto conosciute sono anche alcune attrattive a carattere religioso o storico: l'Abbazia di Praglia, l'Eremo di Monte Rua, i bellissimi centri di Monselice, Este e Arquà Petrarca, dove la storia si fonde con la letteratura; i castelli e le ville: il Catajo a Battaglia Terme, il castello di Valbona nel comune di Lozzo Atestino, gli stessi castelli di Monselice ed Este, quest'ultimo adiacente all'importantissimo Museo Nazionale Atestino, ed altri ancora.
Per i tre musei collocati nell'hinterland dei Colli, le potenzialità, quindi, non mancano di certo.
A tutto ciò va aggiunto che solo in pochi, al di fuori dei comuni che rientrano nell'area euganea, conoscono il Parco Regionale dei Colli Euganei, e ancora troppo pochi sanno che l'ambiente dei Colli è valorizzato e compreso meglio in tutte le sue sfumature se ci si avvicina ad esso prima di tutto dal suo lato naturalistico e ambientale: l'Ente Parco, con l'aiuto dei servizi forestali, ha risistemato numerosi sentieri e ha messo a disposizione depliant dettagliati per chiunque voglia conoscere e vivere il territorio nella sua natura.
In tutto questo contesto i tre musei sono sicuramente un punto ideale di partenza per la conoscenza del territorio, non solo dal punto di vista di approfondimenti scientifici o storici, ma proprio perché si trovano strategicamente collocati alla partenza di percorsi naturalistici e paesaggistici.
Il territorio nel suo insieme va quindi vissuto e valorizzato.
La scommessa della cooperativa Turismo & Cultura, che da molti anni valorizza la terra del Delta del Po con successo, è proprio quella di portare nuova linfa anche al vicino ambiente euganeo, partendo da una efficace promozione mirata dei tre musei che gestisce.
Certamente, non si ha la pretesa di cambiare la mentalità e i costumi della gente; semplicemente si cerca di "portare a conoscenza" le realtà che esistono. Ecco che ogni agriturismo e trattoria avrà del materiale, a disposizione di tutti i clienti; un supporto informativo che non solo renderà noto che il museo esiste, ma lo renderà accessibile portando tutte le informazioni necessarie per raggiungerlo. Così sarà anche per ogni stanza d'albergo nell'area di Abano e Montegrotto, che nessuno è mai riuscito a coinvolgere in maniera soddisfacente nelle visite sul territorio euganeo, per quanto esso sia la stessa terra madre del comprensorio termale.
Un'integrazione, dunque, tra ciò che i Colli già sono e offrono, e ciò che possono ancora offrire e che per troppo tempo è rimasto come celato dentro le colline e avvicinato da pochi intimi.
Si è pensato poi anche a tutti coloro che vogliono una conoscenza approfondita delle tematiche geologiche, naturalistiche e storiche, offrendo agevolazioni per studenti universitari, cosa che costituisce una novità rispetto alla passata gestione museale.
Un'ulteriore novità, forse la più grande per questi musei, sono i cosiddetti "bookshop", punti vendita non solo di libri e pubblicazioni inerenti le tematiche dei tre musei, ma anche corredati da cartoline e oggettistica a disposizione di chiunque voglia portarsi a casa un ricordo della giornata passata al museo e sui Colli.
Come detto in precedenza, è sicuramente una scommessa, e per vederne gli effetti positivi bisognerà saper aspettare e aver fiducia nella serietà del lavoro svolto.
Basandosi sui dati dell'affluenza negli scorsi anni, si può affermare che l'obiettivo è di raggiungere nei tre anni di gestione un aumento del 50 – 60% circa sull'utenza complessiva, che da un paio d'anni oscilla tra le 20.000 – 25.000 unità l'anno, comprensive di tutti e tre i musei.
Per chiunque voglia conoscere meglio i musei: informazioni e/o prenotazioni per gruppi e scolaresche presso l'ufficio CeDi di Rovigo ai numeri 0425 21530 – 26270; oppure presso l'Ufficio di Educazione Ambientale del Parco Regionale dei Colli Euganei, ad Arquà Petrarca in via Costa, 21, telefonare il lunedì, martedì e giovedì dalle 8.00 alle 13.00 al numero 0429 777238.
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Come citare questo articolo
Marco Pavarin. “Tre musei per conoscere il territorio dei Colli”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/tre-musei-per-conoscere-il-territorio-dei-colli/