“Cent’anni suonati. Organisti Duò: un secolo di musica.” E’ il titolo della mostra espositiva documentaria allestita e curata dalla famiglia di Arnaldo Duò in due distinte edizioni (dicembre 2012 e marzo 2013) a Badia Polesine riguardante la vita musicale del professore Tullio Luigi Duò (1893-1978) e del figlio maestro Arnaldo Duò (1928-2009), organisti Badiesi per 100 anni.
Gli eventi storici raccontati e mostrati in questa esposizione, partono dalla fine dell’800 per arrivare ai giorni nostri. La storia degli organisti Duò viene narrata attraverso una ricca documentazione, tra cui antiche foto e corrispondenze, oggetti e strumenti musicali d’epoca, locandine di eventi musicali del Polesine dall’inizio ‘900, composizioni inedite e non del professore Tullio, curiosità, ricerche e scoperte, il tutto appartenente alla collezione privata della famiglia Arnaldo Duò.
La mostra ripercorre le fasi salienti della vita dei due musicisti, iniziando dalla nascita di Tullio Luigi Duò avvenuta il 26 maggio 1893 a Crocetta. Il padre Vittorio, coltivatore diretto, appassionato di musica, cantore e coordinatore della corale di Crocetta, impartisce al fanciullo i primi rudimenti musicali e poi, grazie anche ai consigli del parroco di allora, don Alessandro Bregola musicista organista, decide di affiancargli un insegnante specifico. E’ così che, all’età di dieci anni, Tullio inizia a prendere lezioni di pianoforte privatamente dal maestro don Pietro Socal, divenuto poi organista del Duomo di Santa Sofia in Lendinara.
In Tullio Luigi sboccerà immediata la passione per la musica, che lo accompagnerà per sempre.
Nel marzo 1912, appena diciannovenne, su suggerimento di Mons. Angelo Martinelli, partecipa al concorso per ricoprire il ruolo di organista e maestro di cappella nella parrocchia di Badia Polesine. Supera brillantemente la prova, divenendone da allora titolare.
Nel 1914 viene chiamato per il servizio militare nel 71° Reggimento di Fanteria a Venezia, dove in seguito, farà parte della Banda Musicale suonando l’Ottavino e il Flauto traverso. Con la medesima Banda Musicale suonerà nelle occasioni più importanti a Venezia, e stilerà un elenco di tutti i brani eseguiti con i 71 componenti, conservandone (a tutt’oggi) accuratamente gli spartiti.
Nel 1920 riprende gli studi musicali, ottenendo il Diploma di Magistero di pianoforte nel 1922 presso la Regia Accademia Filarmonica di Bologna, e venendone subito dopo iscritto nell’albo di insegnanti di pianoforte.
Nel 1923 presso il R. Liceo Musicale di Bologna consegue il Diploma di Magistero d’Organo, con la direzione del noto musicista professor Guglielmo Mattioli tra i quali nascerà un’amicizia ricca di corrispondenza e scambi musicali, subito dopo si specializzerà in composizione, canto e solfeggio, componendo varie musiche sacre e profane.
Con le sue composizioni partecipa a vari concorsi musicali anche internazionali, risultando spesso vincitore. Tra le altre ricordiamo un Fox Trot “Spiritello” vincente in un concorso per giovani compositori indetto dalla Casa Musicale Principe di Milano. Compone molta musica liturgica: tra cui varie Messe, una in onore a san Giuseppe, varie Marce, litanie e canzoncine alla Madonna, l’Inno a san Teobaldo nel 1931 e molto altro.
Nel 1926 viene invitato da fra’ Giacinto Ambrosi, allora padre guardiano della Basilica della Tomba di Adria, divenuto in seguito S.E. Vescovo di Chioggia a collaudare il nuovo organo (che oggi si trova nella chiesa di Castelnuovo Bariano) con un prestigioso concerto. Tutti i giornali locali dell’epoca parlarono di quest’ atteso evento che riscosse molto successo.
A Badia, durante alcune lezioni private conoscerà Italia Rossin, sua allieva, che diventerà sua sposa nel 1927, con la quale avrà quattro figli: Arnaldo, Giuliana, Luciano, Teresa.
Instancabile in questi anni l’attività musicale di Luigi Tullio.
Oltre a continuare il suo servizio di organista nella parrocchia di Badia Polesine, e nelle vicine Crocetta e Salvaterra (alternandosi poi al figlio Arnaldo) dirige la schola cantorum, accompagna la corale lirica Arrigo Boito. Inoltre insegna canto alle scuole elementari di Badia e Giacciano con Baruchella, nell’istituto orfanotrofio “Domenico Caenazzo” facendo eseguire musica sacra e profana. Nel contempo dirige anche la scuola di musica e l’orchestrina dell’Opera Nazionale Dopolavoro, prepara esecuzioni musicali e corali in varie ricorrenze, oltre che liturgiche anche teatrali, scolastiche e patriottiche. E’ memorabile la fotografia nella quale Tullio dirige il coro di 800 voci nella festa ginnica del 1936.
Nel 1932, inizia ad impartire lezioni di piano al figlio Arnaldo all’età di soli 4 anni. Sarà suo maestro e mentore per sempre, insegnerà ad Arnaldo minuziosamente tutto ciò che lui aveva imparato, tanto che il bambino, a soli 10 anni di età, suonava l’organo nelle chiese per le varie celebrazioni (Funzioni, Messe, Matrimoni, Funerali).
Nel 1933 Tullio partecipa a Palermo assieme all’ormai amico fedele don Pietro Socal, ad un concorso internazionale per compositori, aggiudicandosi il secondo posto con la sua “Marcia in La per Organo”.
Il Vescovo Mons. Guido Mazzocco nel 1938 lo volle tra i componenti della commissione diocesana di musica sacra a fianco di Mons. Malaspina e don Pietro Socal.
Nel 1939 gli viene rilasciato il Diploma di abilitazione all’insegnamento di musica e canto, esercitando così la professione di docente nelle scuole medie e superiori di Badia Polesine e Lendinara, all’Istituto Magistrale comunale, all’Avviamento commerciale e professionale fino all’età della pensione.
Continuò per sempre a prestare servizio di organista, fino alla metà degli anni ‘70. Nel 1975 in occasione della festa di santa Cecilia, durante la celebrazione Eucaristica con il sostegno della schola cantorum, il parroco Mons. Guido Stocco, con senso di grande stima e gratitudine, consegnò a Tullio Duò una medaglia d’oro con un’incisione raffigurante un bellissimo Organo con spartito. Cessò di vivere tre anni dopo nel 1978.
Arnaldo Duò, frattanto divenuto maestro di scuola elementare, alla scomparsa del padre, proseguirà la tradizione di famiglia, quale fedele organista, come lo era stato sempre fin dall’età di 10 anni. Continuerà l’attività di accompagnatore della schola cantorum mantenendo tutti i preziosi insegnamenti del padre, suo maestro, non mancando mai ad alcuna celebrazione, nutrendo grande amore e rispetto di quel maestoso strumento quale è l’organo dell’Arcipretale di Badia.
“Maestro di professione, maestro di musica per scelta ed elezione, maestro di musica e organista per eredità paterna. Maestro nella fede: trasparente, umile, semplice, una fede fedele. La sua voce non usciva dalla bocca ma dalle mani, dalla tastiera e dalle canne dell’organo. La voce più forte e più nascosta, umile, invisibile. Un protagonista senza protagonismi.” Così è stato ricordato da don Dante Bellinati.
Arnaldo è venuto a mancare improvvisamente nel settembre 2009.
Padre e figlio hanno ricoperto il ruolo di organista di Badia Polesine per un intero secolo, ruolo che, dopo la loro scomparsa, ad oggi rimane ancora scoperto.
Il prof. Tullio Duò e il figlio maestro Arnaldo sono entrambi sepolti nel cimitero di Crocetta.
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V. D.. “Tullio Luigi e Arnaldo Duò”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/tullio-luigi-e-arnaldo-duo/