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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Una sosta a Villaregia

In visita all’attiva comunità missionaria bassopolesana

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 26 2003 pp. 20–23

Lungo la strada che da Porto Viro porta a Ca’ Venier, a ridosso del fiume Po, sorge il piccolo borgo di Villaregia, che in tempi recenti si è caratterizzato per lo sviluppo di una fiorente comunità missionaria, la cui esistenza è segnalata da una freccia posta lungo l’arteria di scorrimento: un invito ad una sosta che decidiamo di seguire.

L’impatto con la comunità di Villaregia è quanto meno sorprendente, perchè si presenta in totale controtendenza con i modelli di vita in auge ai giorni nostri, troppo spesso dimentichi dei valori umani e spirituali. Una sosta a Villaregia può essere utile, anzi indispensabile, anche per incamerare energie spirituali in un’oasi dove ci si prodiga per portare aiuto ai più bisognosi.

La crescita della comunità missionaria di Villaregia è oggi testimoniata dal completamento di un ampio programma edilizio che, oltre alla sistemazione della chiesetta preesistente, ha portato alla costruzione di ampie strutture ricettive, di sale per incontri comunitari e magazzini per la raccolta di vestiario e medicine da inviare a villaggi del terzo mondo, dove si attende con speranza mai delusa il provvidenziale aiuto di questa cellula di carità del Polesine.

Ma com’è sorta l’idea di dar vita a questa innovativa comunità missionaria? Le basi del progetto di vita sviluppatosi a Villaregia vanno rintracciate in un incontro avvenuto, oltre vent’anni fa, tra padre Prandin, sacerdote missionario della provincia di Venezia e M. Luigia Corona, sarda, i quali hanno messo a punto un’idea radicale di vita missionaria al servizio dei più poveri in Italia e nelle zone più dimenticate del pianeta. Padre Prandin, forte di una quinquennale esperienza missionaria in Brasile nell’ordine dei Saveriani (S. Francesco Saverio) ha avuto modo di approfondire il nuovo progetto missionario con M. Luigia Corona in Sardegna presso la locale casa dei Saveriani ove la Corona lavorava con un gruppo missionario.

Una volta stabilite le linee generali del progetto, si trattava di ottenere l’approvazione della Chiesa che, col Concilio Vaticano II, appariva aperta ad innovative esperienze. E a Roma fu ottenuto il consenso con l’indicazione di inizare il percorso sotto la tutela del vescovo di Chioggia, allora mons. Sennen Corà che, dopo aver richiesto la stesura del programma e delle regole comunitarie, ha indirizzato il neocostituito gruppo missionario nel Delta polesano, indicando come sede per i missionari la località di Villaregia e per le missionarie la vicina borgata di Ca’ Pisani.

Ha preso così vita il gruppo missionario polesano, le cui regole prevedono, oltre ai voti tradizionali di povertà, castità ed obbedienza, anche un quarto: quello di comunità, cioè l’impegno a condividere, nel massimo accordo, i progetti, il tempo, le capacità e i doni individuali. Una famiglia allargata dunque, dove tutto viene condiviso, tutto per la “Missione ad Gentes”, per i popoli che non conoscono ancora Dio, per i più poveri, i più piccoli in Italia ed all’estero.

Dall’arrivo a Villaregia, nel 1981, molta strada è stata percorsa, consolidando il gruppo e le strutture, le quali inizialmente consistevano in un edificio scolastico incompleto, senza luce e privo dei servizi più elementari, tanto che picconi, vanghe ed altri attrezzi di lavoro erano alloggiati nelle stesse stanze che fungevano da dormitorio. Al disagio si faceva fronte con la fede e l’attesa di provvidenziali aiuti che ben presto iniziarono a giungere ispirati dal Cielo.

All’inizio nella popolazione locale si registrava meraviglia nell’osservare i giovani missionari, uomini e donne, lavorare senza sosta per un obiettivo comune, poi i primi aiuti e le prime offerte di collaborazione.

Attualmente la comunità missionaria può contare sulla presenza costante di gruppi di volontari che giungono non solo da Porto Viro, ma anche da oltre provincia. Oggi accanto al gruppo missionario opera anche il gruppo degli sposi missionari che – benchè abbiano privilegiato la vita di coppia e quindi non risiedano nelle comunità ma nelle loro abitazioni e svolgano un normale lavoro – si prodigano a sostegno degli obiettivi della comunità, allargandone il raggio di azione. Accanto a questi gruppi effettivi (missionari, missionarie e sposi missionari) che sono vincolati dai voti, sono attivi anche gruppi aggregati, in sintonia con i primi per la spiritualità e la finalità missionaria, senza però il vincolo del voto. Si tratta dei Volontari, degli Aderenti, dei GIM (gruppi di impegno missionario), degli Animatori e degli Amici della Missione.

Nel corso dei vent’anni di insediamento, la comunità missionaria di Villaregia è cresciuta in modo consistente, dando vita a strutture in grado di offrire spazio ed ospitalità anche a quanti qui cercano risposte di fede o intendono frequentare corsi di formazione, o ancora partecipare ai campi di lavoro per giovani ed adulti. Un appuntamento fisso si tiene durante la seconda domenica del mese con l’organizzazione di una giornata di ritiro per gli adulti, per le coppie e coloro che hanno fatto la scelta di volontariato. La terza domenica è invece riservata ai giovani, che numerosi (fino ad un centinaio) provengono da varie parti, sentendo poi spesso il desiderio di continuare il discorso missionario. Due volte all’anno vengono inoltre predisposti dai giovani dei fine settimana rivolti ai loro coetanei, per dare testimonianza delle proprie esperienze di vita.

Altri momenti importanti per la Comunità coincidono con le grandi feste liturgiche del Natale e della Pasqua. Particolarmente sentita è la partecipazione alla Via Crucis “dal vivo”, che quest’anno ha richiamato 1300 persone, mentre 70 sono stati gli interpreti del coinvolgente momento di vita cristiana svoltosi nell’arco di tre ore.

Nel buio di spiritualità che l’umanità sta attraversando, una luce benefica ci giunge dunque dalla Comunità di Villaregia dove, come ai tempi dei primi cristiani, si condividono le ricchezze che i più abbienti mettono a disposizione dei meno fortunati.

Tre vescovi hanno finora seguito il cammino della Comunità missionaria bassopolesana: mons. Sennen Corà che l’ha vista nascere, mons. Alfredo Magarotto che ha seguito il gruppo nei momenti più difficili e mons. Angelo Daniel che attualmente funge da guida sollecitando a guardare con fiducia al futuro.

L’approvazione definitiva dell’Opera di Villaregia da parte del Vaticano è recentissima, essendo avvenuta lo scorso 27 Giugno: il cardinale Stafford, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha consegnato ai fondatori il decreto di erezione della Comunità Missionaria di Villaregia in Associazione Pubblica Internazionale di Fedeli, documento che conferisce all’Opera il pieno riconoscimento pontificio.

Per chi intende soggiornare nel Delta del Po può essere interessante programmare una visita all’attiva Comunità Missionaria di Villaregia, particolare oasi di pace lontana dal caos quotidiano, fonte di “un’acqua” speciale che infonde serenità nei cuori.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “Una sosta a Villaregia”. Ventaglio Novanta, n. 26, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-sosta-a-villaregia/

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