Badiese purosangue, Vinicio Ferrigato da qualche anno si sta facendo sempre più apprezzare come valente acquarellista sviluppando, con pazienza e impegno, una propensione per il disegno e la pittura cullata nel suo intimo fin da ragazzo.
Una passione, la sua, rimasta a lungo sopita per l’impronta tecnica degli studi di ragioneria prima e per gli impegni di lavoro poi. Ma infine il desiderio di cimentarsi nell’ambito della pittura ha avuto modo di emergere con una forza insospettabile.
Come spesso capita a diversi artisti, la creatività innata e il desiderio di esprimere le pulsioni dell’animo si mutano in incontenibile desiderio di comunicare l’universo interiore come un canto liberatorio, un volo fuori dal quotidiano. Vinicio allora frequenta corsi di pittura con il maestro Loris Rossi a Trecenta e Rita Bazzi a Badia Polesine, apprendendo tecniche e modalità espressive capaci di dare corpo a sogni lungamente coltivati.
Dipinge a olio su tela anche se, la sua vera passione si rivela essere l’acquerello che inizialmente affronta con timoroso rispetto, ritenendolo una tecnica difficile e poco adatta a coloro che non hanno un bagaglio di studi specifici. L’innata caparbietà e l’impegno serio gli regalano invece la certezza di riuscire a destreggiarsi tra i segreti e gli accorgimenti che questo genere pittorico richiede a chi lo intraprende.
Inizia quindi, quasi timidamente, il percorso di Vinicio artista, partecipando alle prime collettive con gli allievi dei corsi di pittura frequentati. Successivamente propone le sue realizzazioni pittoriche “in solitaria”, mettendo in evidenza il talento espressivo che sonnecchiava tra le pieghe del suo animo. Diversi paesi del territorio polesano accolgono le sue rassegne pittoriche, tributandogli lusinghieri consensi e riconoscimenti di tutto rispetto.
E’ tutto ciò che lo circonda ad offrirgli spunto per dipingere e creare, lasciando al colore lo spazio per dare pienezza e vita ai vuoti. La natura, che si apre nell’ampiezza dei campi e nella fluidità dei corsi d’acqua serpeggianti nelle terre polesane, è sovente “fotografata” dal felice pennello di Ferrigato che ne adagia le delicate creature sul candore della carta.
Molto amato si rivela anche il mondo degli animali che popolano, con la loro presenza gradevole e viva, molte opere dell’artista badiese. “Zoo …di carta” è infatti il titolo di una sua personale dove i ritratti degli animali costituiscono il tema portante attraverso una forte espressività conferita ai soggetti immortalati nelle loro pose caratteristiche.
Gatti dagli occhi sgranati, cani che offrono all’osservatore la loro garbata fedeltà, cavalli che esibiscono la sensuale plasticità con inimitabile eleganza e pettirossi messaggeri del freddo che sembrano volerci donare il guizzo di una fiamma siglata da Madre Natura sul loro minuscolo sottogola.
Non mancano i fiori nella rassegna espressiva di questo artista dal tocco misurato e nel contempo raffinato, capace di accarezzarci il cuore con l’elegante effetto dell’acquerello. Sono i giardini ad ispirarlo con le loro creature dalle corolle fitte di petali ed esili nella forma, create per la gioia degli occhi, l’ispirazione dei poeti e la passione degli innamorati che ne fanno dono alle loro amate.
La variegata gamma dei veli cromatici creati dall’acquerello diventano, nella pittura di Vinicio Ferrigato anche volti, espressioni, specchi di sentimenti e di sensazioni che solo la persona può manifestare e comunicare.
E’ forse questo il più bel traguardo raggiunto dall’artista badiese, col prezioso dono dell’umiltà, che ha catturato con il pennello e l’acqua i colori dei nostri sogni.
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Come citare questo articolo
Rosetta Menarello. “Vinicio Ferrigato e l’acquerello”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/vinicio-ferrigato-e-lacquerello/