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NARRATIVA

Adriano Romagnolo narratore del Delta

Una breve intervista all’autore

di A. M.

Ventaglio Novanta n. 3 1991 pp. 107

Nativo di Ceregnano, Adriano Romagnolo ha frequentato gli studi all’università di Padova laureandosi in materie letterarie nel 1968, sviluppando una tesi di storia moderna su Camillo Silvestri. Subito dopo aver conseguito il diploma si è dato all’insegnamento come maestro elementare e, in seguito, come docente di lettere nella scuola media.

Attualmente è preside della scuola media “Bonifacio” di Rovigo. Inoltre si occupa di storia locale e di argomenti di natura sociologica del Polesine, pubblicando su giornali locali ricerche sul folklore, usi, costumi, tradizioni della nostra terra.

Oltre a ciò ha pubblicato alcuni studi sulla lotta di Resistenza in Polesine e uno studio sull’archeologia polesana.

Attualmente sta curando uno studio di filologia sul dialetto del Polesine. In questo numero di Ventaglio 90 pubblichiamo tre suoi racconti intimamente legati alla storia del basso Polesine, ed ambientali nel momento triste dell’esodo e del rapido mutamento dei costumi, indotto dal progresso. Ci incontriamo con l’autore per una breve intervista.

– Prof. Romagnolo, quali scrittori contemporanei predilige?

«Per quanto riguarda il secondo Novecento prediligo Buzzati, Silone, Fenoglio. Tra i contemporanei, mi piacciono in modo particolare Tomizza, Saviane, Sgorlon, Berto».

– Quale libro tiene sul comodino?

«“Libera nos a malo”» di Beppe Meneghello».

– E per rilassarsi cosa legge?

«Gialli e libri di fantascienza».

– Qual è il peggior vizio della nostra cultura?

«La presunzione e la scarsa autocritica».

– Che differenza c’è tra intellettuale ed artista?

«L’intellettuale è colui che elabora la cultura, la fa sua e la esprime, magari anche in maniera artistica. Pertanto, l’intellettuale può essere un artista mentre, l’artista, non sempre è un intellettuale.

– Lei è preside di una scuola media; che rapporto ha con gli studenti?

«Molto buono. Penso che i giovani d’oggi siano migliori di quanto si crede. I ragazzi stanno ritornando alla famiglia ma quest’ultima non è abbastanza preparata. I genitori, spesso, sono iperprotettivi e non si accorgono di soffocare la personalità dei ragazzi».

– Quando è nata la sua passione per lo scrivere?

«L’ho sempre avuta».

– Qual è l’ambientazione dei suoi racconti?

«Questi racconti li ho pensati ambientati nei primi anni ’50 a cavallo dell’alluvione. Il paesaggio è quello polesano ed è legato ai ricordi della mia adolescenza.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

A. M.. “Adriano Romagnolo narratore del Delta”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/adriano-romagnolo-narratore-del-delta/

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