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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Bottrighe ha radici antiche

I momenti più significativi della storia del centro bassopolesano

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 4 1991 pp. 28–31

Molti sono i piccoli centri del Polesine che restano del tutto tagliati fuori dai crescenti flussi turistici che si indirizzano prevalentemente verso il Delta e le principali città della provincia. Ad alcuni di essi è però bene fare menzione: cominciamo da Bottrighe.

Attorno all'anno Mille tutto il territorio a sud dell'Etrusca città di Adria, portava il nome di Corbola. Ma con la famosa grande rotta del Po di Ficarolo, avvenuta nel XII secolo, tutto questo territorio venne suddiviso in due parti e si ebbero due Corbole: quella di destra o Ferrarese, quella di sinistra o Veneta. Successivamente, nel XIII secolo, questa zona si suddivise addiritura in tre parti, chiamandosi "Corbula superior" quella dell'attuale Corbola, "Corbula inferior" riferita alla zona di Bellombra, "Corbula de medio" quella centrale, cioè Bottrighe, che sembra risalire proprio al XIII secolo dato che, in un documento dell'epoca, si parla di "Butrighe" con esplicito riferimento al territorio del paese.

Due però sono le ipotesi sulla denominazione del luogo: che derivi, secondo alcuni studi, dal grego Botrys-ghe, cioè terra dei grappoli d'uva, ipotesi questa abbastanza verosimile risultando fin dai tempi antichi terreni abbondantemente vitati; oppure che derivi dal nome dell'arciprete della Tomba di Adria, Maurizio Butrigo, il quale nel 1280 acquistò un podere in zona da un certo Papoxius (Signore di Papozze).

Sembra inoltre che Bottrighe, sia stato denominato temporaneamente Canalnovo, in riferimento al nuovo alveo del fiume Po, infatti quasi tutte le lolicalità del basso Polesine hanno preso il loro nome dai corsi d'acqua che numerosi solcavano il territorio. Risulta che tutto il territorio della "Butriga" era retto da un'Amministrazione autonoma, che diede poi origine al vero e proprio Comune di Bottrighe.

Fino al 1400 la Corbola Veneta dipendeva indirettamente dal centro più importante della zona, cioè Adria, ma nel 1421, come risulta dalle ricerche dello storico compianto Prof. Vito Rossati, essa si separò completamente dalla città di Adria costituendo un proprio comune indipendente. Anche la parrocchia di S. Francesco d'Assisi e di Paola la troviamo autonoma dalla chiesa della Tomba di Adria ufficialmente nel Luglio 1634 (ma già istituita nel Giugno 1593) e questo atto costituiva un vero completamento dell'indipendenza politico-amministrativa il cui potere, come le regole del tempo, era completato dal potere religioso.

È proprio in quell'epoca che appare infatti lo stemma ufficiale del nuovo comune rappresentato da un tasso eretto in profilo, sormontato da una corona in campo dorato, proprio lo stemma gentilizio della Ecc.ma Nobile Casata Estense dei Marchesi Tassoni, Baroni del Sacro Romano Impero, Conti Palatini, i quali dominarono a lungo tutta la zona circostante vivendo anche in Bottrighe stessa, precisamente dal XIV secolo a tutto il XVIII secolo, come abbiamo trovato dai diversi ed interessanti documenti originali esistenti anche nell'archivio parrocchiale di Bottrighe.

È però difficile stabilire un'esatta data di inizio della vita amministrativa del paese come comune, poiché la "Villa delle Bottrighe" viene spesso nominata in numerosi documenti precedenti il 1600, nelle copie autentiche e nei vari testamenti lasciati dai Marchesi Tassoni Estensi. Possiamo dedurre che, se risulta documentata l'istituzione parrocchiale nel 20 Giugno 1593, risale anche a quel periodo l'origine amministrativa del Comune di Bottrighe.

Altri importantissimi nomi illustri caratterizzarono la storia di quello che è stato uno dei più importanti ed antichi comuni del basso Polesine. Sappiamo che alla fine del XVIII secolo il Marchese Bottrigo Tassoni ospitò nella sua villa il grande Carlo Goldoni, che in un giorno d'Estate del 1877 Don Giovanni Bosco fu ospite a pranzo dell'allora Sindaco di Bottrighe Comm. Uff. Anacleto Rossati, che nel 1926 infine, tutta Bottrighe festeggiò il suo grande figlio: il valoroso Comandante Umberto Maddalena.

Fra i nove comuni che un tempo costituivano il distretto di Adria (Adria, Bottrighe, Fasana, Papozze, Pettorazza, Loreo, Contarina, Donada, Rosolina), Bottrighe si trovava al secondo posto per importanza, e nel 1851 contava già 703 case con 4054 abitanti, mentre nel 1880 la popolazione residente era salita a 5000 abitanti. Nel 1929 il Comune di Bottrighe venne soppresso dal regime fascista e aggregato al comune di Adria.

Attualmente Bottrighe è un esteso centro agricolo-industriale con circa 2500 abitanti comprendendo nel suo territorio uno zuccherificio costruito nel 1912 (funzionante dal 1914) ancora attivo ma sul cui futuro da qualche tempo (29 ottobre 1991) si rincorrono voci allarmanti. Nel 1953 il paese ha visto sorgere uno stabilimento chimico per la produzione di glutammato mono sodico complesso chiuso nel Giugno 1990 ma rilevato da una società Franco-Giapponese che lo riconvertirà per la produzione di lesine batteriche e amminoacidi (sarà in funzione nel 1992). Completano il quadro industriale del paese la C.M.P. (Costruzioni Meccaniche Polesane), l'industria della pelle Elle Zeta, il mobilificio Piva, il sementificio Aurora e la grossa impresa edile S.I.C.E.S.. Operano inoltre aziende artigiane varie, il tutto completato da un settore commerciale in crescita e sviluppo con la recente apertura di due supermercati. Nell'insieme il paese di Bottrighe è oggi il più importante centro economico del comune di Adria.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “Bottrighe ha radici antiche”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/bottrighe-ha-radici-antiche/

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