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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Villamarzana tra passato e futuro

Il paese, che ha alle sue spalle pagine dolorose di storia, si presenta con interessanti possibilità di sviluppo.

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 4 1991 pp. 32–37

Villamarzana, un paese tra i più piccoli del Medio Polesine, (oggi conta 1.192 abitanti) posto a 13 km. da Rovigo, pur non possedendo significative attrazioni artistiche né un fascino paesaggistico di richiamo turistico, è degno di una collocazione di interesse nel quadro dei Comuni polesani, per le caratteristiche di una realtà locale, evidenti in particolare a chi si accinge a osservarle con animo sereno.

La sua storia sin dalle origini segue a grandi linee le vicende e la sorte comuni a tutto il Polesine, eppure peculiarità non mancano, come gli appassionati studiosi di questa zona hanno rilevato nelle loro indagini, fra i quali Don Valmore Mantovani, parroco di Villamarzana, la cui approfondita e ben documentata opera, “Villamarzana nel tempo – Storia del Paese dall'età del ferro ai nostri giorni” pubblicata nell'88, costituisce una preziosa fonte per gli interessati cultori di studi storiografici.

I primi insediamenti abitativi risalgono senza dubbio all'età del bronzo, come testimoniano i numerosi reperti archeologici e certamente il luogo ha subito la dominazione romana fino al V sec. d.C. Incerta è tuttavia la provenienza del suo nome: potrebbe derivare dalla gens Marcia, da cui “Villa Martiana”, o Villa Marziana da Marte dio della guerra, o da San Marco venerato dalla Repubblica di Venezia.

Nel IX secolo in questa zona pare fosse ubicata una cella benedettina legata a quella di Arquà, ai monasteri di Grignano, Ficarolo e all'abbazia di S. Maria di Gavello, gravitanti nell'orbita di S. Maria di Xenodochio di Ravenna e di S. Maria di Pomposa¹.

Dai documenti si apprende che già nel '900 la chiesa di Adria vantava diritti sul territorio di Villamarzana, e nella seconda metà del XII sec. all'influenza dei vescovi-conti si sovrappone quella degli Estensi, che si sono contesi il territorio con Veneziani e Carraresi, causando gravi danni alla popolazione con la rottura strategica degli argini del Canalbianco, del Castagnaro e del Malopera.

Il cosiddetto “Retratto della Frattesina” che interessava le valli di Fratta, Gognano e Villamarzana, aveva rappresentato una soluzione alle inondazioni voluta da Borso d'Este nel 1482, lo stesso anno in cui scoppia la “guerra del sale” tra Ferraresi e Veneziani, i quali si impossessano del Polesine definitivamente nel 1515. Con i lavori di bonifica continuati dalla Serenissima migliorano le condizioni di vita della popolazione che aumenta progressivamente, tanto che nel 1613 si contano 803 abitanti².

A momenti di maggior sviluppo seguono, con l'occupazione francese del Polesine prima (1796) e quella austriaca poi, periodi di regressione sociale ed economica, e anche Villamarzana deve adeguarsi a una situazione di sottomissione e di sfruttamento, per cui, alla “stravaganza delle acque”, sempre minacciosa, si aggiunge la miseria dei contadini, l'analfabetismo, la mortalità infantile, il brigantaggio³.

I focolai carbonari presenti in Polesine, fra cui importanti quelli della vicina Fratta, fanno presumere che anche a Villamarzana si sia diffuso un po' lo spirito della carboneria, e nonostante non esistano documenti comprovanti, ci piace pensare questo dei cittadini di Villamarzana, perché hanno saputo dare testimonianza di grande coraggio ogni qualvolta gli eventi lo hanno richiesto. Ne sono comprova il coinvolgimento di braccianti anche di Villamarzana nelle lotte sociali culminate ne “la boje”, miseramente soppresse dalla “giustizia” del più forte.

E ancora la determinazione dettata dalla necessità di abbandonare la propria terra per emigrare verso l'ignoto.

“Nel 1888 Villamarzana registra 149 emigrati, l'8,68% della popolazione”⁴, soprattutto verso le Americhe (Brasile, Argentina, Stati Uniti, Canada) e la “febbre dell'emigrazione” continua fino alla prima guerra mondiale, per riprendere con una nuova ondata dopo l'alluvione del 1951 in cui il 30% degli abitanti deve sfollare.

Ma ciò che sommamente esalta e nobilita la gente di Villamarzana è l'eroismo sublimato nel sacrificio dei suoi 43 martiri, i cui nomi, allineati e incisi sul marmo, stanno lì, nella piazza antistate l'edificio scolastico, a perpetua memoria di “una strage tutta fascista in cui, caso unico in Italia, furono applicate da italiani le leggi marziali naziste”⁵.

È ancora vivo in paese il ricordo di quei tragici giorni alla fine estate del '44. Il drammatico avvenimento si inserisce nel periodo della Resistenza in Polesine, cioè quando anche nella zona di Villamarzana era dislocato un nucleo di partigiani al comando di Giorgio Dall'Aglio.

Nel gruppo erano state infiltrate dalla GNR quattro spie, due toscani e due polesani, i quali, smascherati, furono uccisi e sepolti nella località “Stongarde”. Ne seguiì un rastrellamento attuato dalla GNR con saccheggi e incendi, finché si giunse al ritrovamento dei corpi sepolti.

Gli ostaggi, rinchiusi nella sala del municipio di Villamarzana prima e nelle carceri di Rovigo poi, vennero infine riuniti nella casa del barbiere del paese e la mattina del 15 ottobre iniziò l'esecuzione a gruppi di sei; tra essi anche 6 minorenni. Il parroco stesso di Villamarzana, Don Vincenzo Pellegatti, che si era rifiutato di leggere in chiesa uno dei manifesti della rappresaglia, fu condannato a morte, poi graziato.

Questa è la storia, con le sue pagine di crudeltà e di tragedie, culminate nella disastrosa alluvione del '51.

Ma la gente di Villamarzana ha saputo camminare con i tempi, sia pur lentamente, passando da una realtà prettamente agricola ad un graduale sviluppo nei settori secondario e terziario oggi assecondati anche dalla favorevole posizione in cui il paese è venuto a trovarsi con la costruzione della traspolesana Verona-Rovigo e il tracciato dell'autostrada A13 Padova-Bologna. È già stato approvato il progetto di realizzazione dello snodo che collegherà le due reti stradali: si costruirà il casello autostradale e il vitale svincolo aprirà nuove prospettive per questa fascia della Pianura Padana.

Il Sindaco del paese, Berveglieri dr. Roberto, è molto fiducioso in proposito.

“È un buon segno l'aumento di richieste di insediamenti artigianali, industriali e soprattutto commerciali – afferma –. Se si riuscirà a recuperare il ritardo del passato, il Comune di Villamarzana potrà diventare uno dei poli di sviluppo più importanti del Polesine e del Veneto. Il P.R.G. del Comune non è aggiornato e quindi va adeguato in fretta in funzione di questa nuova prospettiva che si sta aprendo, creando infrastrutture per rispondere alle richieste di insediamento. Si dovranno sbloccare situazioni inerenti le aree in proprietà del Comune come, ad esempio, il Centro sportivo per i giovani, uno dei primi obiettivi da raggiungere”.

Il Sindaco sembra avere le idee chiare anche su come riordinare l'arredo urbano per dare al paese un'immagine piacevole ed accogliente. Vorrebbe allargare la strada che fiancheggia il canale Valdentro, rendendola meno pericolosa e corredata di aiuole e panchine, e tutto proprio in sintonia con l'apertura dello snodo autostradale.

Si pensa anche alla creazione di un autoparco nei pressi dell'autostrada con la collaborazione dei comuni viciniori e alla costituzione di un consorzio unico per l'acqua, dove i comuni titolari siano i veri protagonisti di questo servizio primario. Un ulteriore obiettivo è l'apertura al privato mediante quote di partecipazione per risanare il bilancio. Infine, vi è la necessità di istituire una Biblioteca comunale collegata ai centri provinciali e regionali per conferire giusti supporti alla cittadinanza, ma anche alla scuola, verso la quale il sindaco Berveglieri afferma di avere un occhio di riguardo per risolvere i problemi dalla materna alla media, consapevole che una popolazione culturalmente preparata supera con maggior consapevolezza le proprie difficoltà.

Un settore che necessita di una migliore qualità propulsiva, secondo il Direttore del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, il dr. Luigi Bortolussi, è l'agricoltura, che registra rallentamenti notevoli a Villamarzana. “Gli agricoltori non amano il rischio – afferma –, non hanno coraggio imprenditoriale e la coltura agricola è arretrata; non è stata colta l'opportunità di agganciarsi alle nuove spinte di sviluppo”. Forse i giovani agricoltori saranno i protagonisti del cambiamento di tendenza che si è evidenziato invece più chiaramente nell'artigianato.

Villamarzana si evolve, quindi, soprattutto nel secondario e novera nel suo territorio laboratori di confezioni, florovivaisti, costruzioni di serramenti, artigianato ferro-alluminio, falegnamerie (porte, finestre, restauro) e le industrie della Plastimedical e Tectum, per citarne alcune, che lavorano anche con l'estero.

Il Consorzio per lo Sviluppo Economico e Sociale del Polesine ha promosso delle iniziative di animazione economica che interessano 16 Comuni della Provincia, fra i quali anche Villamarzana, allo scopo di agevolare la nascita di nuove imprese ed ampliare quelle esistenti creando nuova occupazione. Tali iniziative che interessano tutti i settori produttivi, si fondano sulla valorizzazione delle risorse locali. Come si può notare, opportunità e prospettive a Villamarzana non mancano, sta solo nei suoi cittadini saper cogliere con perspicacia il segno dei tempi.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “Villamarzana tra passato e futuro”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/villamarzana-tra-passato-e-futuro/

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