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Dalla Calabria alla ricerca dei ricordi

Enrico Barello, (1896-1968) giornalista e medaglia d'oro della Pubblica Istruzione, ha lasciato un nostalgico ricordo del Polesine e della terra veneta

di Sandra Cignoni

Ventaglio Novanta n. 4 1991 pp. 75

Dalla Calabria alla ricerca dei ricordi

di Sandra Cignoni

Enrico Barello, (1896-1968) giornalista e medaglia d’oro della Pubblica Istruzione, ha lasciato un nostalgico ricordo del Polesine e della terra veneta

Voglio far conoscere, riportando un suo racconto autobiografico, la figura di Enrico Borello, calabrese, che intorno agli anni venti raggiunse il Polesine ed insegnò nel Veneto facendovi preziose esperienze. Nato a Sambiase di Lamezia Terme nel 1896, fu vero maestro di vita, si dedicò alla scuola con grande fervore e seppe trasmettere l’entusiasmo dell’apprendere. C’era in lui infatti una grande capacità di comunicare agli altri e di spiegare con chiarezza e naturalezza il sapere. Questo era possibile perché dietro la sua apparente semplicità nascondeva una profonda preparazione e una sensibilità per tutti i problemi dell’educazione, tanto da meritare la medaglia d’oro per la Pubblica Istruzione.

Rimase nel Veneto alcuni anni e poi tornò a Sambiase per dedicarsi ancora alla scuola ma anche ai suoi studi. Fu scrittore dalla vena narrativa fresca e limpida, ricercatore scrupoloso della storia e dell’archeologia della Calabria e di Sambiase in particolare che usciva così dall’anonimato; fu anche giornalista e collaborò a giornali e riviste di storia e di varia cultura.

Morì a Sambiase nel 1968.

Il brano che riportiamo (tratto dal volume “Sambiase – storia della città e del suo territorio”), racconta il ritorno dell’autore dopo trent’anni, nel Veneto: è il Veneto del dopoguerra, dove molto è cambiato e molti non ci sono più.

La visita, breve ma carica di sentimenti, si riferisce ai luoghi mai dimenticati e soprattutto alla sua Scuola di Cavarzere. Il treno passa per Rovigo e Adria: in presenza di lontani ricordi la fantasia dell’autore si accende di commozione.

Riporta spesso frasi in dialetto (per lui il dialetto aveva pari dignità dell’italiano sia per le doti di espressività e di perfezionamento delle capacità di comunicazione verbale, sia per il patrimonio di cultura popolare e regionale che rappresentava per le nuove generazioni) e balzano vivi i personaggi e l’ambiente di quel periodo.

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Come citare questo articolo

Sandra Cignoni. “Dalla Calabria alla ricerca dei ricordi”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/dalla-calabria-alla-ricerca-dei-ricordi/

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