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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il premio Fetonte

Nella terza edizione, premiate personalità impegnate con intelligenza e passione in varie discipline

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 13 1996 pp. 152–155

Tra gli antichi miti, quello che con maggior forza evocativa è legato al Polesine, terra dei grandi fiumi, è certamente quello di Fetonte, l'intrepido ma sfortunato divin giovinetto che, impossessandosi del carro paterno di Apollo, il Sole, dopo aver solcato cieli lontani, concluse tragicamente il suo volo sulle rive dell'Eridano, ovvero il Po. Non bastò al giovane auriga l'ardire; lo tradì l'inesperienza che ne decretò la fine prematura, seguita dall'incessante pianto delle Eliadi, le sorelle ninfe, dimoranti nelle golene del Po, in arborea vita sempre presenti.

Il poeta Gino Piva, cantore innamorato della antica terra polesana, ritrasse con efficacia il mito fetonteo. E il Circolo "Gino Piva" che, oltre alla memoria del poeta rodigino, dedica il proprio operato all'incentivazione di occasioni culturali e alla valorizzazione della nostra provincia, ha voluto istituire nel 1991 il Premio Biennale "Fetonte" da attribuire a personalità polesane distintesi nei campi dell'arte, della scienza e più in generale nei vari settori in cui si esplica l'agire umano.

"Si è voluto premiare – precisa il presidente del circolo Giancarlo Moschin – chi, con coraggio, e sfidando le gratuite accuse di provincialismo, ha saputo ottenere risultati rilevanti e successi indiscussi all'interno o fuori del Polesine, mantenendo un affettuoso e a volte non facile legame con la terra di Fetonte.

Nelle tre edizioni il premio si è qualificato come un importante riconoscimento attribuito a polesani che, operando con intelligenza ed impegno, hanno valorizzato, oltre che se stessi, anche il Polesine. L'attribuzione del "Fetonte" si configura inoltre come un interessante strumento per far convergere su significativi esempi di impegno professionale ed umano l'apprezzamento della pubblica opinione.

Il premio si esplica nella consegna di un artistico bronzo dello scultore Mauro Mazzali, che riproduce l'episodio fetonteo con forza plastica e squisita sensibilità evocativa. Un'apposita giuria composta dall'avv. Alessandro Ubertone, quale presidente, coadiuvato da un consiglio composto dal dr. Maurizio Romanato, dal comm. Antonio Ricchieri, dalla dott.ssa Patrizia Bonello, dal p.i. Giancarlo Moschin e da Patrizia Tienghi nelle vesti di segretaria, ha premiato nell'ultima edizione, tenutasi nella sala Oliva dell'Accademia dei Concordi, le seguenti personalità: il prof. Antonio Tiengo per la medicina; l'avv. Gianfranco Martini per le Autonomie locali; il M° Elvio Mainardi per la pittura; il M° Giorgio Mazzuccato per il Canto; Cosetta Tosetti per la lirica; Saul Malatrasi per lo sport.

Alla serata, svoltasi all'insegna dell'impegno ma anche della festa, ha partecipato, in qualità di madrina, il mezzosoprano Fedora Barbieri.

Dei premiati forniamo di seguito alcuni cenni biografici:

Antonio Tiengo nato a Rovigo il 21 ottobre 1938, risiede a Padova ed è coniugato e padre di tre figli.

È laureato in Medigina-Chirurgia e specialista in Endocrinologia e Malattie del ricambio, in cardiologia, ematologia, medicina interna e in gerontologia e geriatria.

Professore di malattie del ricambio all’Università di Padova dal 1980; direttore della scuola di specializzazione in diabetologia dal 1983 al 1987 e della 2ª scuola di specializzazione in endocrinologia dal 1987 ad oggi. Direttore primario della divisione di malattie del ricambio del complesso convenzionato Università-ULS 21 e coordinatore regionale della terapia insulinica dal 1984.

Sempre attento all’attività di ricerca, è titolare di fondi di ricerca del CNR e per progetti finalizzati della Regione Veneto.

Gianfranco Martini, Avvocato, Segretario Generale dell’AICCRE (Sezione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa).

Ha frequentato i primi anni della scuola elementare a Rovigo; trasferitosi a Venezia, ha completato gli studi fino alla maturità conseguita nel 1943 presso il Liceo classico.

Laureatosi nel 1947 all’Università di Padova alla Facoltà di Giurisprudenza, ha esercitato la professione di Avvocato.

Nel 1951 è stato eletto Sindaco nel Comune di Lendinara, carica che è stato chiamato nuovamente a ricoprire nel 1955.

Ha svolto poi le mansioni di Assessore alla Provincia di Rovigo fino al suo trasferimento a Roma, dove ha ricoperto prima la carica di Segretario Generale Aggiunto e poi di Segretario Generale dell’AICCRE (Sezione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa).

Membro del Consiglio italiano del Movimento europeo e del Movimento federalista europeo, è impegnato in varie iniziative volte a costruire un’Europa unita in forma federata e a sviluppare e valorizzare, in questo contesto, le Autonomie territoriali (Comuni, Province e Regioni).

Elvio Mainardi, nato ad Adria il 15 dicembre 1934, fin da ragazzo è affascinato dalla sconfinata pianura polesana, alle foci del Po. Qui, Mainardi incontra la voglia di raccontare e la necessaria spinta per dipingere. Nel 1952 espone le prime opere nella sua città natale, incontrando immediatamente il favore del pubblico e della critica locale. Socio fondatore del Circolo artistico adriese, riunisce tutti gli artisti della città e propone incontri frequenti, concorsi e visite a grandi mostre.

Partecipando a concorsi nazionale ed internazionali, vince 126 primi premi in Italia e 3 all’estero.

Nel 1960 si trasferisce a Bologna, dove nel 1961, realizza la sua prima mostra personale alla “Galleria la scaletta” e nello stesso anno, si unisce in matrimonio con la signora Lidia, dalla quale avrà due figli, Andrea e Silvia. Per undici anni, su incarico del Comune di Bologna, cura i restauri del centro storico della città, ed espone le sue opere, in personali e collettive, ottenendo sempre ottimo successo.

Nel 1973 si trasferisce in Valtellina, all’estremo nord dell’Italia nella “magnifica terra”, dove tuttora risiede.

Nel 1985 è chiamato a realizzare tre manifestazioni per i “Mondiali di sci” che ottengono immediatamente un imprevedibile successo in ogni parte del mondo.

Il 1986 ripropone a Mainardi l’America, dove realizzerà una serie di mostre e dove il pubblico americano potrà constatare che egli, nelle sue tele, trasporta lo stesso amore di un tempo per la sua terra d’origine, che non ha mai dimenticato.

Una grande mostra si terrà a Los Angeles nel corrente anno presso “L’Italian Hall Museum” dove eseguirà un grande affresco rappresentante “L’emigrazione storica italiana in Los Angeles”.

Giorgio Mazzuccato, nato a Guarda Veneta (RO) il 23/04/1949, ha conseguito la maturità presso l’Istituto Magistrale “C. Roccati” di Rovigo. Dal 1972 al 1994 svolge attività lavorativa presso l’ULSS cittadina.

Dal Dicembre 1994 è docente di esercitazioni corali, prima nel Conservatorio Statale di Musica di Ferrara, e ora di Rovigo, quale vincitore del concorso nazionale a cattedre nei conservatori.

Ha diretto i “Piccoli Cantori di San Bortolo”, fondato il “Polifonico Città di Rovigo” e attualmente dirige il C.E.M. – centro di educazione musicale – per l’alfabetizzazione musicale dei bambini in età scolare.

Membro della commissione artistica dell’ASAC del Veneto e della Commissione Diocesana per la musica sacra, è chiamato a far parte di giurie in concorsi corali nazionali e internazionali, e svolge intensa attività didattica in seminari, corsi e laboratori di tecnica vocale e didattica corale presso Enti e Associazioni Corali.

Alla guida del Polifonico Città di Rovigo, come già de “I Piccoli Cantori San Bortolo” fino al 1980, ha ottenuto primi premi in concorsi nazionali (1978 – 79 – 84 – 88 – 89 – 94) ed internazionali (1968 – 90), e il Gran Premio Città di Arezzo del 1990 per la miglior interpretazione del madrigale.

Cosetta Tosetti, soprano, si è diplomata in canto col massimo dei voti presso il Conservatorio Statale “A. Buzzolla” di Adria, sua città natale dove ha debuttato come studentessa interpretando il ruolo di Clarice nell’opera “L’amante di tutte” di B. Galuppi.

Tra i ruoli più significativi, alternati ad altri minori, troviamo Luçieta ne “Il campiello” di E. Wolf-Ferrari al Teatro Comunale di Treviso, Mimi ne "La Bohème" di R. Leoncavallo alla Fenice di Venezia, Musetta ne "La Bohème" di G. Puccini al Teatro dell'Opera di Montecarlo (Principato di Monaco) e alla Sala Tripkovich del Teatro G. Verdi di Trieste, Norina nel "Don Pasquale" al Teatro Regio di Parma e al Comunale di Modena, Isabella nel "Boccaccio" di F. von Souppè al Festival dell'Operetta di Trieste, Mimi sempre nella Bohème "Pucciniana" al Teatro Sociale di Rovigo e al Comunale di Treviso, Marina ne "I quattro rusteghi" di E. Wolf-Ferrari sempre a Treviso ed in fine Euridice nell'"Orfeo ed Euridice" di C. W. Gluck al Teatro Sociale di Rovigo.

Ha inciso per le case discografiche NUOVA ERA ed EDIPAN.

Saul Malatrasi, nato a Calto il 17 febbraio 1938, inizia la carriera sportiva di calciatore nel ruolo di difensore nel Calto, passando al Dextrosport Castelmassa, società dalla quale viene prelevato dalla Spal in serie A. Nel 1958/59 gioca 25 partite in serie A.

Passa alla Fiorentina dove, malgrado un infortunio, rimane quattro stagioni, disputando 78 gare in serie A.

Nel 1963/64 gioca con la Roma, quindi nell'Inter di Helenio Herrera dove rimane per due anni (dal 1964 al 1966).

Trasferito a Lecco in A disputa 27 partite. Quindi è per tre anni, dal 1967 al 1970 al Milan di Rocco e Rivera.

Conclude la carriera nella Spal in serie C. Ha disputato 247 partite in serie A.

Come allenatore professionista di prima categoria guida, tra le altre, Pescara in serie B e la Roma vincendo un Torneo di Viareggio.

Sposato, risiede a Calto. Il figlio Marco è attualmente calciatore e milita da quest'anno nel Calcio Rovigo.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il premio Fetonte”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-premio-fetonte-2/

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