Succede spesso d'estate che la nostra attenzione sia attratta da uno strano e diffuso ronzio prodotto da un deltaplano o da un aereo ultraleggero che solcano tranquilli l'azzurro del cielo. Abbiamo voluto scoprire questo sport e siamo andati a visitare il luogo dove questi strani velivoli decollano: si tratta dell'aviosuperficie di S. Apollinare, situata nella frazione rodigina a fianco dell'Istituto Agrario: una pista di circa 850 metri in erba, alcuni ricoveri ed una simpatica "house", utilizzata come sede del sodalizio e come aula per gli allievi che si avvicinano a questa disciplina.
Il volo ultraleggero è nato in città agli inizi degli anni '80 per merito di alcuni appassionati quando questo sport non era ancora conosciuto né disciplinato dalla legge: una semplice pista a Concadirame di poche decine di metri, tanta passione e una buona dose di coraggio hanno permesso che la febbre del volo prendesse piede anche nella nostra provincia (che conta tra l'altro tre piccole aziende che costruiscono i velivoli).
Si sono così gettate le basi per la costituzione di un aeroclub federato all'Aeroclub d'Italia. Oggi il sodalizio rodigino conta oltre cento soci, una trentina di aeromodellisti, una discreta flotta e una scuola riconosciuta che rende Rovigo all'avanguardia nel settore. Abbiamo contattato il Presidente Renzo Marangon, ex sindaco della città e attuale consigliere regionale al quale abbiamo posto alcune domande.
Quale motivo ha spinto un uomo politico, che per anni ha ricoperto incarichi molto importanti, ad accettare la carica di Presidente dell'Aeroclub Rovigo?
Da anni sono legato da una profonda amicizia con i soci del sodalizio rodigino e quindi ho risposto con entusiasmo alla loro richiesta. Ritengo inoltre doveroso per un politico aderire a quelle iniziative che, oltre a far crescere la nostra città in termini di servizi, la collocano a pari livello delle maggiori città del Veneto.
Quali iniziative e quali programmi ha in animo l'Aeroclub Rovigo?
Le caratteristiche degli ultraleggeri permettono un utilizzo molto particolare: infatti le basse velocità di crociera, l’ampia visibilità concessa a pilota e passeggero, i bassi consumi e la grande maneggevolezza rendono questi velivoli particolarmente adatti per alcuni servizi a favore della collettività. Non a caso a Rovigo vengono utilizzati per il monitoraggio del territorio, tanto che l’Amministrazione provinciale ha sottoscritto una convenzione con il locale aeroclub per interventi di protezione civile. Non bisogna comunque dimenticare che in altri paesi d’Europa vengono utilizzati anche per controllare il traffico veicolare, per trattamenti in agricoltura e per altri interventi di carattere sociale.
Che differenza esiste tra ultraleggeri e gli aerei comunemente intesi?
La normativa ha voluto differenziare le due discipline considerando i primi velivoli che al decollo non superano 450 kg e che hanno prestazioni in volo contenute. Comunque la cosa più importante consiste nel fatto che per gli ultraleggeri non esiste quella serie di vincoli burocratici e balzelli che rendono l’aviazione generale “una specie” in via d’estinzione. Non a caso molti piloti d’aereo si stanno avvicinando all’ultraleggero che risulta ancora, per fortuna, un mezzo che, per costi e gestione, è paragonabile a una piccola barca.
Ritiene che a Rovigo possa decollare una struttura aeroportuale?
L’idea di creare una aviosuperficie ha posto le basi perché anche Rovigo possa avere in futuro un aeroporto come le altre città del Veneto. D’altra parte è impensabile che una provincia che voglia crescere, che voglia crearsi quelle necessarie infrastrutture per un futuro sviluppo non abbia la possibilità di facili collegamenti con le altre realtà. L’aviosuperficie di S. Apollinare, per circostanze fortuite, è ubicata ad un centinaio di metri dal Porto Canale e sono convinto che prossimamente diventi ad esso estremamente funzionale.
Quali programmi a breve termine?
Consolidare quanto già fatto aumentando i servizi, potenziando la scuola, che rimane tra le migliori d’Italia, ma soprattutto promuovere una campagna promozionale a favore di questo sport, ritenuto per troppi anni pericoloso e, a torto, alla portata di pochi.
Che emozioni si provano volando su questi velivoli?
Non sono un appassionato di volo ma ho avuto l’occasione di scoprire cose che non avrei mai immaginato: la bellezza del nostro paesaggio, le tracce delle centuriazioni romane, paleoalvei e i segni di vecchie esondazioni. Non a caso alcuni insediamenti romani in Polesine sono stati scoperti volando col deltaplano. In conclusione mi sento di poter esortare i lettori di Ventaglio Novanta a provare l’emozione del volo che definirei unica e impossibile da raccontare.
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Come citare questo articolo
A. C.. “Il volo ultraleggero”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-volo-ultraleggero/