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STORIA - TRADIZIONI

Il Teatro Rossati di Bottrighe

Feste, vicende e curiosità di un secolo, ancora vive nella memoria dei più anziani

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 14 1997 pp. 72–75

Non c'è più a Bottrighe il vecchio teatro Rossati. Era sorto oltre un secolo fa insieme a quell'antica istituzione, sempre cara nel ricordo degli anziani, la "Società degli Artisti", un sodalizio di artigiani istituito nel 1870 col compito principale di organizzare divertimenti in paese, secondo le usanze e il rispetto delle tradizioni.

Il vecchio teatro è però ancora vivo nei ricordi degli anziani, che sono in grado di rievocarne brevemente la storia.

Il carnevale un tempo era un periodo veramente atteso perché le veglie danzanti e i balli popolari venivano organizzati nella sala del teatro Rossati tra Natale e Quaresima. Solitamente il calendario di carnevale comprendeva: al giovedì cavalchina, al sabato veglia fino al mattino della domenica a cura della "Società degli Artisti" o di altri gruppi o associazioni locali e, alla domenica ballo popolare.

Alcune feste danzanti al Rossati furono veramente famose e si ripeterono per anni e anni in carnevale. Ricordiamo la festa delle "Tube" con tutti i partecipanti in cilindro, in una gara simpatica tra chi si presentava con la "tuba" più originale: dal mastodontico cilindro di Lindo Bergamini a quello minuscolo di Armando Cavallari, o le Tube stravaganti di Beppe Casalicchio e Guglielmo Mabolo; poi la festa dei "Signori" cioè della "Bottrighe bene" a quel tempo organizzata dall'omonimo club di via Vittorio Veneto, frequentato dai maggiorenti del paese, detta dei "Signori" anche per non confonderla con l'altra veglia offerta dai clienti del "Cubino", un ritrovo più popolare presieduto dal maestro Danilo Venturi con Luigi Bergamini vice presidente. Un'altra veglia che i vecchi ricordano sovente è quella delle "Signorine" organizzata ed offerta dalle signore e signorine del paese, caratterizzata da numerosi specchi che adornavano la sala; poi quella tradizionale dei "Nasi" ed infine dal 1913, epoca di costruzione dello zuccherificio, quella altrettanto famosa dei "Zuccherieri", che ebbe vita in paese sino a poco più della metà degli anni sessanta, trasferita in seguito in altri teatri.

Alcune edizioni rimangono memorabili nella storia dei nostri anziani. Il carnevale come dicevamo all'inizio era attesissimo e per i ballerini poi diventava un vero "tour de force" che terminava con il suono del "campanon" che annunciava il tempo di penitenza. Poi vi erano tanti mesi per riposare ed attendere il successivo carnevale.

Il massimo splendore il teatro Rossati lo ebbe all'epoca di Ernesto Rossati, appartenente alla vecchia famiglia che costruì il locale: un signore eccentrico, amante delle novità in ogni campo ed instancabile organizzatore e animatore di divertimenti. Egli, dicono i vecchi, fu il primo a portare in provincia l'automobile e la macchina per il cinema muto, e con lui anche il carnevale di Bottrighe divenne famoso in tutta la zona, e alcune feste danzanti sono ancora ricordate per lo splendore e la vivacità.

L'ultima festa da ballo organizzata il 7 febbraio 1927 dal "Club dei Signori" si concluse tragicamente: venne a mancare l'energia elettrica durante la notte, Erminio Bolzoni, elettricista di turno, si recò nella vicina cabina per ridare l'illuminazione alla sala, lo ritrovarono folgorato alcune persone partecipanti alla festa che si sciolse anzitempo in un'atmosfera di cordoglio. Poi per alcuni anni si tennero balli popolari, veglie non più.

Memorabile fu anche un'altra festa da ballo, movimentata da una lite scoppiata tra ballerini del luogo e quelli di un paese vicino, a causa di una dama: nella sala echeggiò anche un colpo di pistola, per fortuna senza conseguenze, e fu un fuggi fuggi generale. Poi l'orchestra riprese e così pure la festa con i lunghi giri di valzer e mazurche tanto care ai nostri nonni. Allora questi scontri campanilistici nelle sale da ballo erano frequenti e un ponte poteva segnare un confine spesso conteso e non certo a parole. Fatti d'altri tempi che ora fanno sorridere.

Ma il teatro Rossati, specie nel periodo della "Bella Époque", va ricordato per aver ospitato anche spettacoli di operette, riviste e persino la lirica, il "Barbiere di Siviglia", la "Lucia di Lamermoor" con comprimari del luogo. L'ultimo importante spettacolo che si tenne fu la famosa rivista del professor Vito Rossati e maestro Danilo Venturi "La Butriganeide" un'allegra panoramica satirica sulla vita paesana degli anni trenta.

Il teatro Rossati, trasformato poi in cinema "Centrale", seguì la sorte delle sale cinematografiche dei piccoli centri e nel 1990 venne demolito per lasciare il posto ad un parcheggio, un po' come la storia narrata dal noto film "Nuovo Cinema Paradiso".

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “Il Teatro Rossati di Bottrighe”. Ventaglio Novanta, n. 14, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-teatro-rossati-di-bottrighe/

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